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Crescono gli investimenti nelle startup foodtech

I dati rilevati dal report di TheFoodCons mostrano un andamento generalmente positivo anche se tengono in considerazione non solo l’equity ma anche il debito

Pubblicato il 26 Gen 2024

Sono 238,6  i milioni di euro investiti nel 2023 sulle startup e scaleup italiane che innovano nel settore del foodtech, dato che rappresenta una crescita del 53% rispetto ai numero dell’anno precedente.E’ questo il dato principale rilevato dal report “Investimenti nell’agrifood-tech in Italia” pubblicato dalla società di consulenza TheFoodCons.

Si tratta di numeri che assumo una valenza ancora maggiore se si considera che in generale gli investimenti in startup in italia mostrano una contrazione tra il 2022 e il 2023 come riporta il report di Italian Tech Alliance e Growth Capital che registra una flessione del 37%.

Il vero protagonista degli 2023 è stato il debito, che con 95,2 milioni di euro ha assorbito il 39,9% degli investimenti nell’anno appena trascorso. Seguono, ben staccati i round A con 55,1 milioni di euro, il 23,1% del totale, benché in diminuzione del 5,7% rispetto al 2022. Aumentano i round B (+5,1%) che nel 2023 si sono attestati a 31,5 milioni, pesando per il 13,2%. Sono diminuiti i round C (-36%), che nel 2023 si sono fermati a 26,9 milioni di euro, l’11,3% del totale. Variazioni lievi per seed (11 milioni di euro, +0,9%) e pre-seed (3,4 milioni di euro, +9,1%), anche se in Italia il confine tra i due è sempre di difficile identificazione. Buone notizie anche dal crowdfunding (14,5 milioni di euro, +19%)

NDR: Qui va posta enfasi sul fatto che le analisi sui round di investimento sulle startup che prendono in esame l’intero scenario guardano esclusivamente alle operazioni in equity, nel caso dei numeri del rapporto qui citato si tiene conto anche della quota, che è pure maggioritaria, degli investimenti a debito e quindi è opportuno considerare attentamente i dati se si intende fare un confronto tra l’andamento dello specifico settore qui preso in esame e l’andamento generale. 

I sottosettori

La metà degli investimenti, poco più di 120 milioni di euro, il 50,3%, in crescita del 97,5% rispetto al 2022, si è concentrata nell’agritech, soprattutto nell’indoor farming (109 milioni di euro). Ottima crescita (+88,7%) anche del restaurant-tech, che con 34,6 milioni di euro che cuba per il 14,5% del totale. Buoni riscontri da un settore “difficile” in Italia, quello dei cibi innovativi, con 10,3 milioni di euro di investimenti, in crescita del 146%. Pessime notizie per il digital food in picchiata del 93,2%, con 3,3 milioni di euro. Performance strabilianti sia per il food retail, con 42,5 milioni di euro, +741,6%, benché alcuni dati non siano stati confermati, sia la categoria varie, con 26,6 milioni di euro, + 870%.

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“I dati per certi versi controcorrente di quest’anno – afferma in una not Antonio Iannone di TheFoodCons – lanciano un segnale importante e candidano il foodtech come forza trainante dell’innovazione nel nostro Paese. Anche se la strada è lunga e piena di ostacoli in campo sociale, politico e finanziario, l’Italia ha tutte le carte in regola per diventare un centro di eccellenza anche nel campo dell’innovazione agroalimentare, un validissimo e imprescindibile alleato per mantenere l’Italia ai vertici del food mondiale. Se consideriamo che in 12 mesi gli investimenti in Italia sono passati dallo 0,5% al 2,3% del totale a livello globale, possiamo verosimilmente affermare che le premesse sono più che buone. Se dovessi scommettere su un singolo comparto, punterei sull’agritech, considerando che il nostro paese può contare su scaleup già leader europee e mondiali dei rispettivi settori, come xFarm, Cynomys e The Circle”.

“I risultati del report sono incoraggianti – dichiara Matteo Vanotti, CEO di xFarm Technologies – L’agrifood-tech continua a essere un settore in forte crescita. In questo contesto, l’obiettivo di xFarm Technologies è sia quello di continuare a crescere a livello internazionale applicando AI e Agricoltura Rigenerativa a tutta la filiera, sia quello di trainare gli ecosistemi dell’innovazione legati al settore agritech”.

“Nell’agritech – dice Massimo Montecchi, ceo di IFarming – non esiste, a oggi, per l’italia un ‘fondo’ specializzato. La crescita importante degli investimenti in vertical farming fa ben sperare per il nostro settore, anche se occorre più coraggio nello spingere le tecnologie innovative, come le nostre, in agricoltura/zootecnia. Speriamo che la nascita, credo imminente, di ‘fondi’ specializzati, dia questo coraggio che manca e faccia crescere le startup innovative dell’agritech”

“In un anno difficile per gli ecosistemi dell’innovazione – aggiunge Marco Gaiani, partner di Linfa Ventures – l’agrifoodtech italiano ha paradossalmente confermato la propria resilienza. Gli headwinds non erano e non saranno, pochi: una terribile risk aversion negli investimenti; un clima politico non sempre favorevole; qualche scaleup che traballa, magari proprio quelle di cui si e’ parlato di piu’ recentemente. Eppure l’impressione è quella di un ecosistema che regge e che si evolve. Lo dimostrano la tenuta degli investimenti includendo il debito che ha spesso colmato la stasi degli investimenti equity  la numerosità dei deal nelle fasi seed e pre seed, lo sviluppo delle startup in alcuni verticali dove l’Italia puo’ dire la sua; personalmente scommetto sul restaurant tech. Certo le sfide restano enormi. L’internazionalizzazione, nella doppia dimensione di crescita internazionale per le startup e di richiamo di investitori esteri. La sfida e opportunità dell’IA. La realizzazione di qualche exit veramente rilevante. Però noi di Linfa crediamo che idee e team ci siano, e che con capitali e know-how questo ecosistema possa accelerare e diventare finalmente maturo”.

Il report è scaricabile a questo link 

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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