e-commerce e pagamenti digitali, il futuro è nell’omnicanalità
e-commerce e pagamenti digitali, il futuro è nell’omnicanalità

Antoine Grimaud, co-founder e CEO di PayPlug spiega perché nel post-Covid aiutare le PMI ad andare online è un’opportunità anche per le società fintech

Durante il lockdown e la riapertura degli esercizi commerciali con la Fase2 si è assistito in Italia, storicamente tra i Paesi più legati all’uso del contante, un boom dei pagamenti digitali. Anche il commercio elettronico ha avuto un’accelerazione improvvisa, con un salto evolutivo di 10 anni, come dimostrano i dati NetComm: in Italia, da gennaio a maggio 2020 i nuovi consumatori online sono stati 2 milioni, di cui 1,3 milioni dovuti all’impatto dell’emergenza sanitaria del Covid-19.

In questi mesi abbiamo di fatto assistito, sulla spinta di fattori esterni, a una rapidissima trasformazione delle abitudini di acquisto e al fatto che nuovi consumatori, in tutte le fasce di età, si sono avvicinati per la prima volta agli acquisti online, all’uso del digital payment e dell’home banking. Un trend destinato a perdurare nel tempo che può offrire alle imprese interessanti prospettive di crescita per il futuro e l’opportunità di far ripartire i consumi. Gli imprenditori, soprattutto di aziende di piccole e medie imprese, i commercianti dei negozi retail devono superare qualsiasi resistenza nei confronti della trasformazione digitale: è il momento di investire nel commercio online e in nuove forme di pagamento digitale per raggiungere un pubblico potenzialmente più vasto e competere su più larga scala. L’emergenza sanitaria ha infatti richiesto e richiederà un’organizzazione del commercio e dei pagamenti completamente nuova: ci saranno senza dubbio i consumatori che torneranno alle abitudini di acquisto nei negozi fisici, ma allo stesso tempo saranno numerosi coloro che, avendo rivalutato il proprio modo di comprare, favoriranno sempre più l’online e i pagamenti digitali per sicurezza e comodità.

Catene distributive e soprattutto negozi di prossimità, che già nella fase di lockdown hanno avuto un ruolo fondamentale, saranno in grado di fornire servizi innovativi come il click and collect, che permette cioè di acquistare e pagare in anticipo comodamente online ma di ritirare la merce – rapidamente e in sicurezza – presso il punto vendita, andando così incontro alle esigenze logistiche dei commercianti che non devono organizzare il servizio di delivery.

Credo che il futuro sia dunque nell’omnicanalità, che significa disporre di un servizio omogeneo tra negozio fisico e negozio online, un pannello di controllo unico per gestire gli ingressi, lo stock, i negozi fisici e i magazzini, i sistemi di pagamento.

I grandi player del settore sono partiti prima su questo fronte e sono molto più organizzati, mentre spesso nelle realtà più piccole, soprattutto in Italia, nasce prima il negozio fisico e poi l’online. Una tendenza che sta cambiando radicalmente sotto la forte spinta dell’e-commerce e dei i pagamenti digitali: stiamo assistendo a molti piccoli commercianti, per esempio del reparto food o del bricolage e garden, che stanno creando delle boutique online per vendere prodotti nel quartiere. Iniziative che favoriscono in questo modo un commercio di prossimità, in controtendenza alla globalizzazione. Strategie che funzionano e si diffondono anche in altri paesi proprio grazie a sistemi di e-commerce facili da implementare e a misura di PMI e sistemi di pagamento immediati fondamentali per gestire l’ordine più velocemente e garantire la sicurezza della transazione.

E’ importante, inoltre, che in questa fase chi offre piattaforme di e-commerce e soluzioni di pagamento digitali non si limiti a fornire la tecnologia, ma sappia supportare le aziende e gli imprenditori in questo percorso con consulenza, formazione e consigli pratici. Il salto in termini di digitalizzazione che queste realtà, pur non avendo al loro interno competenze digitali specifiche, stanno compiendo è davvero importante e potrà avere significative ricadute sia a livello di business che di abitudini di consumo. Fornire alle PMI, ai piccoli commercianti, un servizio efficiente e su misura alle loro esigenze, anche aiutandoli ad abbracciare gradualmente lo shopping online, instaurando con loro un rapporto di prossimità ed empatia, è il primo passo per dare una nuova spinta all’e-commerce e ai pagamenti digitali, affinché possano continuare a crescere al di là dell’emergenza che stiamo vivendo.

A cura di Antoine Grimaud, co-founder e CEO di PayPlug, la fintech francese parte di Natixis Payment all’interno di Groupe BPCE, il secondo più grande gruppo bancario in Francia

 

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Pubblicato il:

04 giugno 2020

Tag:

ecommerce


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