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Ecco le 10+1 startup del nuovo programma dell’acceleratore di Zambon

Sono dieci più una le startup selezionate per la nuova edizione dell’Open Accelerator Life Science Zcube di Zambon Research Ventures.

Una scelta che Giovanni Rizzo, chief of innovation division di Zcube, e il suo team hanno fatto partendo da oltre 50 application da tutto il mondo specialmente se si considera che la call di quest’anno aveva due temi molto specifici: il sistema respiratorio e il sistema nervoso centrale.

Le dieci che sono state selezionate e che proprio in questi giorni hanno iniziato il loro percorso di accelerazione sono: Lung Pass che arriva dalla Bielorussia e ha sta sviluppando un sistema che consente di rilevare in modo precoce eventuali disturbi della respirazione, Portabiles healthcare technologies che è tedesca e ha messo a punto il Mobile GaitLab che consente di monitorare in modo costante l’andatura dei pazienti affetti da malattie del sistema nervoso, la bresciana Zodiak con una innovativa pompa per inalatori denominata RT 100, Vilim Ball che è un progetto nato nella università della salute della Lituania e che si traduce in un dispositivo che consente alle persone affette dal morbo di Parkinson di ridurre sensibilmente i problemi legati ai tremolii incontrollati, Motognosis che è anche tedesca e che ha messo a punto un sistema per il monitoraggio del movimento al fine di permettere ai medici di effettuare correzioni nella terapia conoscendo il quotidiano comportamento motorio dei pazienti. E ancora la napoletana Prindex con il primo test che riesce a rilevare la sclerosi multipla dagli esami del sangue e a monitorare l’efficacia delle terapie, la londinese-milanese Amiko che propone nuove tecnologie e sensori per migliorare la somministrazione dei medicinali soprattutto in campo respiratorio, ParkinTest che la possibilità di rilevare il Parkinson partendo dall’analisi del sangue e che è stato messo a punto dalla Università dell’Insubria di Varese, Spyras che è un progetto per migliorare la respirazione frutto della collaborazione tra l’Imperial College di Londra e la Harvard Medical School statunitense, e sempre da Napoli arriva anche il progetto, frutto della collaborazione tra Università degli Studi del Sannio e Università degli Studi di Napoli Federico II, che prevede di inserire micro sensori nelle fibre ottiche al fine di rilevare i livelli periferici di microRNA per migliorare diagnosi e prognosi di malattie neurologiche.

Dicevamo all’inizio che le startup sono 10 più una perché vi anche un’azienda camerunense , Diagnos, che seguirà un programma speciale e che sta lavorando sulla definizione di strumenti per la diagnosi precoce con particolare attenzione alle specifiche condizioni ambientali e strutturali che vi sono nelle aree dell’Africa centrale.

Il programma di Zambon Research Ventures è giunto alla terza edizione come ha ricordato Roberto Tascione, Ceo di Zambon e presidente di Zcube e come ha sottolineato anche Elena Zambon enfatizzando come questo programma porta ricchezza culturale, scientifica a tutti i partecipanti e al gruppo Zambon stesso e come sia fondamentale che ciò avvenga in un contesto internazionale. Il programma che nel 2016 ha visto una prima fase pilota riservata a startup italiane e che nel 2017 ha vissuto il suo primo batch globale, si svolge all’interno degli innovativi spazi che Zambon ha a Bresso, comune della prima cintura nel nord di Milano e gode del supporto di numerosi mentor e parter come Innogest, Bird&Bird, Unicredit Startlab, Premio Gaetano Marzotto, Italian Angels for Biotech e Deloitte.

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Pubblicato il:

16 settembre 2018


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