(Adnkronos) – “I risultati positivi degli studi di fase IIb ‘Vista’ e ‘Solstice’ di elecoglipron, una piccola molecola orale agonista del recettore Glp-1 (Glp-1 Ra), aprono un nuovo capitolo nell’ambizione di AstraZeneca di sviluppare terapie in grado di migliorare la salute cardiometabolica e renale e ridurre le complicanze legate al peso”. Questi risultati, presentati a New Orleans in occasione della Scientific Session dell’American Diabetes Association (Ada) 2026 e contestualmente pubblicati su ‘The Lancet’ – informa una nota dell’azienda – rappresentano un importante passo avanti nello sviluppo di un portfolio differenziato per la gestione del peso di AstraZeneca, che comprende monoterapie e terapie in combinazione, supportato dall’ampia pipeline cardiovascolare, renale e metabolica e da una consolidata esperienza commerciale a livello globale. Il gruppo sta portando avanti lo sviluppo di elecoglipron nell’ambito di un ampio programma di studi di fase III nell’obesità e nel diabete di tipo 2, inclusi studi di outcome cardiovascolari e renali.
Nello studio Vista (n=310) – riporta AstraZeneca – gli adulti con obesità o sovrappeso e almeno una comorbidità ai quali è stato somministrato elecoglipron (75mg) hanno raggiunto una riduzione media del peso corporeo clinicamente rilevante e statisticamente significativa del 10,5% a 26 settimane, rispetto allo 0,6% di quelli trattati con placebo, un duplice endpoint primario dello studio. La perdita di peso nei partecipanti allo studio ai quali è stato somministrato elecoglipron non si è arrestata, raggiungendo l’11,8% a 36 settimane (75mg) rispetto allo 0,3% del placebo. Lo studio ha raggiunto anche il duplice endpoint primario relativo alla percentuale di partecipanti che avessero raggiunto almeno il 5% di perdita di peso alle 26 settimane, con fino all’88,8% dei pazienti ai quali è stato somministrato elecoglipron che ha raggiunto questa soglia. In aggiunta, elecoglipron ha dimostrato miglioramenti clinicamente rilevanti in diverse analisi esplorative dei fattori di rischio cardiometabolici, inclusi riduzione della pressione arteriosa e dei livelli di proteina C-reattiva, un marcatore di infiammazione sistemica.
Nello studio Solstice (n=404) – prosegue la nota – i pazienti adulti con diabete di tipo 2 trattati con elecoglipron (75mg) hanno ottenuto una riduzione media dell’emoglobina glicata (HbA1c), clinicamente rilevante e statisticamente significativa, dell’1,9% rispetto al basale a 26 settimane, rispetto allo 0,2% del gruppo con placebo, endpoint primario dello studio. La maggior parte dei partecipanti trattati con elecoglipron (75mg) ha raggiunto entro 26 settimane i target glicemici raccomandati dalle linee guida, con il 90% che ha ottenuto una HbA1c (emoglobina glicata) inferiore al 7% e l’85% un valore di HbA1c pari o inferiore al 6,5%. Elecoglipron ha inoltre mostrato, a 26 settimane, una riduzione media del peso corporeo clinicamente significativa pari al 7,7%, rispetto all’1,7% con placebo.
Il profilo di sicurezza di elecoglipron – sottolinea AstraZeneca – si è dimostrato coerente con quello della classe dei Glp- 1 Ra. Gli eventi avversi sono stati principalmente di tipo gastrointestinale e di gravità da lieve a moderata. Nello studio Vista, gli eventi avversi più comuni riscontrati con elecoglipron (75mg) rispetto al placebo sono stati nausea (55%, 20%), costipazione (41%, 6%), diarrea (35%, 25%) e vomito (29%, 5%). Nello studio Solstice gli eventi avversi più comuni riscontrati con elecoglipron (75mg) rispetto al placebo sono stati nausea (37%, 3%), costipazione (29%, 4%), diarrea (21%, 15%), e vomito (18%, 1%). In entrambi gli studi, gli eventi avversi che hanno portato all’interruzione del trattamento sono stati poco frequenti e non sono stati osservati segnali di sicurezza epatica. Nei partecipanti con diabete di tipo 2 (Solstice), l’insorgenza di ipoglicemia è risultata non comune e alcun evento avverso grave o interruzione del trattamento sono stati attribuiti all’ipoglicemia. I dati di tollerabilità della fase II hanno contribuito a definire lo schema di incremento della dose nel programma di fase III, al fine di migliorare ulteriormente il profilo di tollerabilità”.
Melanie Davies, professoressa di Diabetologia all’University of Leicester, Honorary Consultant Diabetologist all’University Hospitals of Leicester Nhs Trust e Principal Investigator dello studio Vista, ha commentato: “Nonostante gli importanti progressi nel campo della gestione dell’obesità, permangono ancora opportunità significative nel fornire benefici più ampi, sostenibili e più rilevanti in termini di salute per i miliardi di persone che vivono con obesità o complicanze legate al peso. I risultati dello studio Vista mostrano che le persone che hanno ricevuto elecoglipron somministrato per via orale una volta al giorno hanno raggiunto una perdita di peso significativa, così come una riduzione della pressione arteriosa e dell’infiammazione sistemica, dimostrando il potenziale del farmaco nel trattamento dell’obesità e delle complicanze ad essa correlate”.
“Nello studio Solstice, i risultati significativi in termini di riduzione di HbA1c e perdita di peso dimostrati da elecoglipron mostrano il potenziale della molecola di diventare un’importante opzione terapeutica per le persone con diabete di tipo 2. Fino a 8 pazienti su 10 trattati con elecoglipron hanno raggiunto i target glicemici raccomandati dalle linee guida, risultato che sappiamo essere correlato a migliori outcome e una migliore salute a lungo termine”, ha affermato Vanita Aroda, Director of Diabetes Clinical Research at Brigham and Women’s Hospital, Associate Professor at Harvard Medical School e Principal Investigator dello studio Solstice.
“La nostra ambizione è quella di sviluppare un portfolio che possa rispondere a molte delle patologie cardiovascolari, renali e metaboliche che rappresentano tra le principali cause di morte a livello globale – ha commentato Sharon Barr, Executive Vice President, BioPharmaceuticals R&D, AstraZeneca – L’avanzamento dello sviluppo di elecoglipron rappresenta una tappa importante per rendere disponibile un portfolio differenziato per la gestione del peso, che possa offrire soluzioni terapeutiche in monoterapia e in combinazione, disegnate per rispondere alla complessità biologica dell’obesità e delle comorbidità e che possano essere mirate ai bisogni individuali, consentendo alle persone di vivere una vita più sana. Questi risultati ci danno fiducia mentre avviamo il nostro ampio programma di sviluppo di fase III”.
Il programma di studi di fase III di elecoglipron – conclude la nota – include gli studi di fase III Embold che valuteranno elecoglipron come trattamento per le persone con obesità o sovrappeso, a prescindere dalla presenza di diabete di tipo 2. Gli studi di fase III Eluminate valuteranno elecoglipron come monoterapia e in combinazione con dapagliflozin, come trattamento per le persone con diabete di tipo 2. Ulteriori studi di outcome saranno focalizzati su outcome cardiovascolari e renali a lungo termine.
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