Supermercato24 triplica gli utenti della spesa online, intervista al Ceo Sargenti
Federico Sargenti (Supermercato24): il nostro è un servizio di utilità sociale

L’emergenza coronavirus ha triplicato le iscrizioni al sito della spesa online. Federico Sargenti, Ceo di Supermercato24, ci racconta l’utilità sociale del servizio e i progetti futuri

Alcol, saponette e carne in scatola: sono alcuni dei prodotti maggiormente acquistati delle persone che ai tempi del coronavirus hanno fatto la spesa con Supermercato24, il marketplace italiano della spesa online con consegna a casa in giornata.

Piattaforma che, come è possibile immaginare, ha triplicato il numero dei nuovi iscritti al servizio, ci segnala la società: ‘nei primi giorni di questa settimana abbiamo visto un incremento di ordini molto forte, dal +28% di lunedì, fino al 40% circa di martedì e mercoledì. Anche chi non usa di solito i servizi di spesa online ha visto in noi una soluzione perfetta per affrontare una situazione sicuramente inedita e inaspettata’.

Un trend positivo per la scaleup che sicuramente continuerà nei prossimi giorni, anche a seguito delle maggiori restrizioni alla circolazione delle persone che si stanno adottando, supportate anche da campagne mediatiche come #iorestoacasa che invitano le persone a non uscire se non è strettamente necessario.

Supermercato24, ricordiamo, è un servizio che permette di fare la spesa online da diverse catene di supermercati, spesa che verrà materialmente realizzata e poi consegnata a casa da un ‘personal shopper’. Il servizio  è attivo in tante città italiane, soprattutto al nord ma non solo, sono 35 province italiane e oltre 400 comuni,  su questa pagina la lista delle province attive.

La società ha appena annunciato l’annullamento dei costi di consegna per tutto il mese di marzo per i clienti over 65 dell’area di Milano, iniziativa che realizza in collaborazione con i partner Coop Lombardia, Bennet, Carrefour Italia, Conad, Iper La grande I, MD.

“Negli ultimi giorni sono state tantissime le persone che hanno deciso di affidarsi a noi per affrontare una situazione sicuramente particolare” – dice Federico Sargenti, CEO di Supermercato24 – “Crediamo che il nostro servizio abbia una forte utilità sociale e ciò che sta accadendo in questi giorni ne è la conferma. Siamo contenti se, in un momento così delicato, tante persone sono riuscite a sentirsi più tranquille grazie al nostro lavoro. Per questo, dopo l’avvio del progetto con Coop Lombardia abbiamo voluto coinvolgere anche altri partner nell’iniziativa e fronteggiare insieme a loro questa emergenza, per supportare, insieme, Milano e i suoi abitanti più esposti.

Emerge, dunque, in occasione dell’emergenza coronavirus, anche il lato di utilità sociale del marketplace italiano che da qualche tempo ha avviato il suo processo di internazionalizzazione, cominciato in Polonia, e sostenuto da raccolte di finanziamenti importanti nel panorama italiano.

Abbiamo parlato proprio con Federico Sargenti dei piani di sviluppo della società nel prossimo futuro.

Parliamo di internazionalizzazione: quali sono le principali sfide che Supermercato24 deve affrontare sotto questo punto di vista?

A livello internazionale la principale sfida per noi è quella di riuscire a guidare l’importante fase di crescita che il mercato dell’e-grocery si prepara a vivere in questi anni: vogliamo guidare la trasformazione di un settore dai grandissimi margini di crescita annui (si prevede che il mercato toccherà i 40 miliardi di euro entro il 2023 in Europa), diventando il marketplace europeo di riferimento per clienti, retailer e brand.

Per questo, dopo il recente lancio in Polonia, lavoreremo per rafforzare la rete di partner e ampliare la nostra copertura, come abbiamo fatto in Italia in questi ultimi cinque anni.

Dopo la Polonia, in quali mercati esteri intendete entrare? Continuerete a chiamarvi Supermercato24?

L’acquisizione di Szopi lo scorso anno è stato il primo passo di una più ampia strategia di espansione in Europa e un traguardo fondamentale per posizionare Supermercato24 come il primo player europeo dell’e-grocery a espandersi a livello internazionale. Nel 2020 puntiamo a proseguire in questa direzione, attivando il nostro servizio in altri Paesi.

Implementeremo un piano volto a rafforzare il nostro network di partnership e i servizi che offriamo ai retailer e ai brand che lavorano con noi, in modo da poter sviluppare il nostro modello e coprire sempre più aree.

In ottica di internazionalizzazione, stiamo sviluppando una strategia di branding che ci permetta di affrontare al meglio tutti i futuri mercati europei.

I vostri competitor chi sono: i supermercati stessi con i servizi di consegna o piuttosto Amazon?

Il nostro modello si differenzia da quello degli altri player del settore: diamo ai clienti una scelta più ampia (la possibilità di scegliere tanti supermercati e di avere un catalogo ampissimo di prodotti a disposizione), ai retailer un canale ulteriore di vendite con costi di implementazione più bassi, ai brand un modo per raggiungere i clienti con promozioni dedicate e per conoscerne i comportamenti di acquisto.

Inoltre, grazie alle nostre partnership, riusciamo a garantire una maggior capillarità territoriale, coprendo anche le aree a media-bassa densità, e non soltanto i capoluoghi o i grandi centri urbani.

supermercati vuotiChi sono i vostri tipici utenti?

In generale, il tratto comune che caratterizza chi, in 35 province italiane e oltre 400 comuni, sceglie Supermercato24 è la necessità di risparmiare tempo, senza rinunciare alla qualità: la consegna in giornata, evitando traffico, code e borse (e coronavirus, ndr.) permette alle persone di organizzare meglio le giornate tra i mille impegni. Al tempo stesso, i nostri clienti amano poter scegliere tra tanti supermercati diversi per affidarsi al proprio preferito: sanno di poter scegliere i prodotti che amano e preferiscono, come se stessero facendo la spesa di persona. Si potrebbe pensare che la spesa online impedisca di scegliere i prodotti con cura, vedendoli e selezionandoli di persona, ma la presenza di un personal shopper rassicura i clienti sul fatto che la spesa verrà fatta con attenzione ai particolari (per esempio, il controllo delle scadenze, il livello di maturazione di un frutto fresco), come se la stessero facendo loro stessi, o forse anche meglio.

La nostra customer base è costituita al 70% da donne, principalmente professioniste e/o mamme di età compresa tra i 25 e i 50 anni, con pochissimo tempo a disposizione a causa delle agende sempre fitte di impegni lavorativi e familiari. Il nostro servizio è poi utilizzato, seppure in misura minore, anche dai giovani adulti (18-21 anni) e dai Baby Boomer (54-72), oltre che in generale da tutte quelle persone che per motivi anagrafici o di salute (temporanei e non) sono impossibilitati ad andare al supermercato o a portare borse pesanti.

Avete raccolto parecchi milioni in venture capital, quale elemento della vostra azienda convince maggiormente gli investitori?

Supermercato24 è un progetto che, muovendosi in modo innovativo in un settore in forte espansione come quello dell’e-grocery, richiede grandi investimenti e ha grandi potenzialità, come dimostra l’interesse degli investitori che in questi anni ci hanno dato fiducia, permettendoci di raccogliere nel complesso circa 29 milioni di euro e accelerare notevolmente la nostra crescita a livello internazionale.

In noi gli investitori vedono un modello di business unico e innovativo, capace di rispondere a bisogni reali (pensate al genitore lavoratore che ha poco tempo, l’anziano che non può portare spesa pesante, chi ha disabilità e non avrebbe accesso al servizio fuori dalle grandi città), attraverso una piattaforma efficiente, pratica e user-friendly.

Secondo quanto riporta il vostro sito, i vostri collaboratori “shopper” sono ‘lavoratori autonomi’  e non intrattengono alcun rapporto di lavoro diretto con Supermercato24. Ma è evidente che rientrano in quella sfera di lavoretti gig economy che è ancora in zona grigia che si affida a ‘sentenze’ come nel caso Foodora. Che riflessioni fate rispetto a questo tema?

Il termine gig economy non ha molto senso e viene ormai usato indistintamente per indicare diverse tipologie di business e diversi tipi di servizi offerti tramite piattaforme digitali, anche con gradi di complessità molto differenti. Noi lavoriamo da sempre per offrire agli shopper un’occasione di lavoro con un compenso competitivo, flessibile e gratificante, perché gli shopper sono utenti della piattaforma e dei veri e propri consulenti della spesa per le persone che decidono di usare il nostro servizio. Quello che offriamo ai clienti è inoltre un servizio importante, sociale e capillare, che consente di raggiungere anche aree non densamente abitate del Paese e che supporta tutti quei cittadini che hanno problemi di organizzazione familiare, di complessa gestione del proprio tempo, di salute, di mobilità.

Lavoriamo da sempre per migliorare l’esperienza sia dei clienti che degli shopper, e abbiamo da anni introdotto una copertura assicurativa per gli shopper, sia per infortuni sul lavoro che per danni a terzi.

Che obiettivi vi siete dati per il 2020?

Abbiamo in serbo molte novità per il 2020. Quello che è certo è che vogliamo incrementare la crescita che in pochi anni ci ha reso un player di riferimento del settore, leader in Italia, continuando a migliorare il servizio per i partner (retailer e brand) e rafforzando ulteriormente la nostra presenza sul mercato, sia in Italia che all’estero. L’espansione internazionale è certamente un focus importante per noi, con l’obiettivo di raggiungere un ulteriore ampliamento del business in Europa nel corso dell’anno dopo la Polonia.

Guardiamo sì oltre confine, ma non tralasciamo l’Italia: attualmente siamo presenti in 35 province, ma nel corso dell’anno puntiamo a rendere ancora più capillare la copertura del territorio italiano, intensificando la presenza del servizio nelle aree in cui è già attivo e lanciando Supermercato24 in nuove città, per ampliare la disponibilità a livello nazionale.

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Pubblicato il:

09 Marzo 2020

Scritto da:

Donatella Cambosu


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