Investimenti

GoStudent raccoglie 205 milioni di euro e diventa unicorno

La scaleup di Vienna che ha messo a punto la piattaforma per erogare ripetizioni agli studenti chiude un round da 205 milioni di euro a una valutazione di 1,4 miliardi di euro

04 Lug 2021

Dopo Bitpanda, di cui abbiamo scritto qui , un’altra startup austriaca diventa unicorno. Questa volta si tratta di GoStudent che ha rivoluzionato il modo in cui gli studenti accedo a ripetizioni e a supporto di tutor. GoStudent qualche giorno fa ha annunciato i avere chiuso un round series C da 205 milioni di euro a una valutazione di 1,4 miliardi di euro (o se preferite 1,7 miliardi di dollari). 

Il round è guidato da Dst Global che è affiancato dal Vision Fund 2 di Softbank, da Tencent, Dragoneer e da altri investitori. Fino a oggi GoStudent, che ha la sua sede principale a Vienna, ha raccolto 291 milioni di euro di cui 70 milioni lo scorso marzo e 13.3 milioni a novembre 2020.

GoStudent è attualmente attiva in 18 Paesi, Italia compresa dove non è escluso che punti anche a fare ulteriori investimenti, conta circa 400mila sessioni di ripetizioni prenotate ogni mese sulla sua piattaforma, numeri che, riporta TechCrunch, si traducono in una crescita del 700% anno su anno. Sempre secondo il reportage di TechCrunch, l’azienda punta a raddoppiare il numero dello staff portandolo a una cifra di circa mille persone e a raggiungere quota 10mila tutor che offrono i loro servizi sulla piattaforme. Il piano di espansione internazionale prosegue e i due mercati prossimi sulla lista sono il Messico e il Canada.

GoStudent è guidata dal Ceo Felix Ohswald che ha saputo realizzare un modello di business efficace e altamente scalabile che ha come primo concorrente non un’altra piattaforma online ma i canali tradizionali con cui gli studenti e i tutor si incontrano, un canale che ha limiti strutturali e geografici che GoStudent supera agilmente. Va inoltre sottolineato che GoStudent opera in un settore, quello della formazione online, che crescendo in tutte le sue declinazioni e che risponde alle lacune che la scuola tradizionale non è in grado di colmare, lacune che sono emerse in modo ancora più lampante, netto e numericamente preoccupante nell’anno e mezzo di pandemia. (Photo by Anthony Da Cruz on Unsplash ).

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