Gruppo Enercom: startup, fateci sognare!
Gruppo Enercom: startup, fateci sognare!

E’ in corso fino alla fine del mese di giugno la Call4Startup Innovation2Live del Gruppo Enercom.
Alla sua seconda edizione, l’iniziativa si focalizza sul tema della ‘smart energy’, un concetto che il Gruppo interpreta a 360 gradi comprendendo luce e gas, ambiti in cui è parimenti impegnata con le sue attività produttive distributive, di vendita e di efficentamento che coinvolgono ben sei diverse società: Enercom Luce e Gas, Enerconnect, Simet, Enerpartner, OmniaServizi, Gei.

Dopo aver incontrato la Presidente del Gruppo Enercom Cristina Crotti, che ci ha illustrato cosa anima l’azienda in questa iniziativa di open innovation, in particolare quest’anno, abbiamo parlato con due dei top manager del Gruppo, e anche membri della Giuria tecnica di valutazione, per farci spiegare meglio quali sono le aspettative, le esigenze e i criteri di valutazione.

“Le sfide tecnologiche che oggi dobbiamo affrontare sono a 360 gradi – spiega l’ingegner Donato Stanca, Amministratore Delegato, Gei Spa e Simet spa – la più importante è quella del cambio di mentalità, dobbiamo interpretare il nostro ruolo in una maniera diversa da quanto fatto degli ultimi 10 anni, perché il settore dell’energia è stato dal punto di vista culturale abbastanza bloccato e solo recentemente si sta di fatto sviluppando innovazione vera e propria.

Il cambio di mentalità è il fattore determinante per vincere le sfide del domani, serve un approccio più aperto, perchè diverse sono le esigenze e diverse stanno diventando le infrastrutture sulle quali agiamo.”

 

 

 

Una nuova generazione di reti per la smart energy

“Per esempio, se pensiamo alla distribuzione del gas, finora abbiamo visto infrastrutture monolitiche e unidirezionali, ma è qualcosa che sta cambiando, così come è avvenuto per le reti elettriche negli anni passati. – spiega Stanca – Ora le reti di distribuzione del metano cominciano a essere reti in cui non c’è più un solo punto di immissione e tanti punti di prelievo, ma tanti punti di immissione e tanti di prelievo, sono cioè reti più aperte. Oggi le reti di distribuzione possono ad esempio ricevere il biometano, e dobbiamo aspettarci che nei prossimi anni passeranno altri gas di sintesi e persino idrogeno.”

Insomma le reti gas si evolvono, e il panorama in cui la rete di distribuzione diventa una rete più aperta richiede una gamma di apparecchiature e di tecnologie, sottolinea l’Ingegnere, ovvero si tratta di un ambito in cui il Gruppo aspira a scoprire soluzioni innovative.

“Insieme al cambio di mentalità, – continua Stanca – c’è una sfida tecnologica precisa nel campo dell’hardware e della sensoristica. Che sarà accompagnata da una sfida in ambito software, perché le reti di nuova generazione saranno tele-controllate, permetteranno manutenzioni predittive e anche simulazioni di modelli di comportamento nuovi.
Serve una sensoristica affidabile, d’avanguardia, un software robusto, altamente performante perché la mole di dati che dovrà gestire sarà enorme. Per dare un’idea, basti pensare che le letture dei contatori fino a qualche anno fa venivano fatte 3-4 volte l’anno, adesso con lo smart meter ne viene fatta minimo una ogni ora. Si pensi quindi all’entità dei numeri e di dati che devono essere gestiti, dati che provengono dai contatori e da tutta la sensoristica sparsa sull’intera rete di distribuzione. Questi dati devono essere elaborati in tempi molto rapidi per dare immediata risposta alla rete che sarà in grado di reagire in maniera ottimale”.

Essendo il Gruppo Enercom presente anche in ambito illuminazione pubblica, tra i settori d’interesse della call vi sono anche possibili soluzioni in questa direzione.
Anche nella pubblica illuminazione la direzione verso la quale si va è di sfruttarla per fare altre cose, la rete da monouso diventa pluriuso, ad esempio con soluzioni che permettono di collegare prese per le ricariche elettriche dell’auto, oppure di collegare sensori che controllano viabilità, o allerte meteo. Sono esempi, il fattore che un candidato deve tenere in considerazione è partire da un’idea di rete di distribuzione che si apre a più usi e funzioni. Detto questo, vorremmo che le startup ci sorprendessero con cose alle quali noi non abbiamo ancora pensato! Non pretendiamo la soluzione a tutti i nostri problemi, ma piuttosto qualcosa che nel suo piccolo sia grandiosa, molto originale e semplice da implementare.”

Criteri di valutazione delle proposte a Innovation2Live

“Effettivamente per noi l’effetto ‘sorpresa’ è fondamentale – aggiunge Matteo Atzei, Energy Efficiency manager di Simet.

“La nostra griglia di valutazione prenderà in considerazione fondamentalmente 4 elementi, il primo dei quali è il carattere innovativo della proposta. Vorremmo sentire una voce fuori dal coro, un’idea lampante, so che non è facile, ma è questo che ci interessa, non il ‘passettino in più rispetto all’esistente’, ma qualcosa di molto molto innovativo e originale.”

“Il secondo elemento di valutazione sarà il livello di ‘maturità’ della proposta, deve trattarsi di qualcosa veloce da portare al mercato, non solo idea o prototipo base. Questa è la differenza principale anche rispetto alla call dello scorso anno, quando eravamo più aperti alle semplici idee con cui fare un percorso anche lungo con la startup, quest’anno possiamo ragionare anche con società scaleup.

Altro indice è l’immediatezza del prodotto o servizio rispetto al cliente finale, domestico o aziendale: cerchiamo qualcosa di semplice a livello di user experience, che possa essere accettata e usata subito dal cliente finale senza particolari competenze di base o assistenza.

Ultimo elemento, quello dei vantaggi che la proposta deve presentare, cioè il beneficio in termini di risparmio o comfort per il cliente finale; o il beneficio in termini di efficienza di tipo gestionale, per noi, anche rispetto alla fase di progettazione e di gestione degli impianti.”

Un richiamo frequente nella conversazione con i due manager va alla ‘semplicità’. E qui non si intende ‘banalità’, ma forse estrema sofisticatezza, come spesso succede in ambito digitale, dove le cose semplici sono il risultato ottimale della complessità che sta dietro. Questo principio della semplicità ha ispirato moltissimi designer e innovatori, compreso Steve Jobs, ed è il mantra della user experience per ogni genere di prodotto o servizio.
C’è una celebre affermazione di Martin LeBLanc, architetto e designer di spicco, che sintetizza bene il concetto: ‘L’interfaccia utente è come una barzelletta, se la devi spiegare non è abbastanza buona’.

 

[Cover Photo by Rene Böhmer on Unsplash]

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Pubblicato il:

10 giugno 2020

Categorie:

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