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Imprenditoria femminile, i dati degli investimenti

C’è ancora molto da fare per colmare il gap quando si tratta di investimenti in startup e scaleup a guida femminile come confermano i dati di Pitchbook

Pubblicato il 08 Mar 2023

Imprenditorialità femminile, quale è lo stato delle cose? In una giornata fondamentale per tenere alta l’attenzione sui temi legati alla parità di genere abbiamo guardato ai numeri e lo abbiamo fatto considerando lo scenario europeo, con anche qualche confronto con gli USA per avere un parametro di riferimento.

I dati sono tutti rilevati da Pitchbook e mostrano come il gap di genere quando si tratta di finanziamenti alle imprese innovative è ancora lontano dall’essere colmato. Prendiamo i dati relativi al valore degli investimenti in startup e scaleup con team di fondatrici e scopriamo che nel 2022 in queste aziende sono stati investiti 260milioni di dollari in fase seed, 250 milioni in fase early, 350 milioni in fase late e 90milioni in fase di crescita. Questi numeri vanno comparati con quelli rilevati quando il team di fondatori è misto dal punto di vista del genere e abbiamo come valori, sempre relativamente al 2022 e sempre in dollari: 1,91 miliardi, 2,69 miliardi, 7,53 miliardi e 1,61 miliardi, se poi passiamo a guardare i valori relativi ai team che sono interamente al maschile i numeri diventano rispettivamente: 7,27 miliardi, 20,97 miliardi, 43,97 miliardi e 18,85 miliardi.

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Questi valori sono ovviamente cresciuti nel tempo, l’analisi parte dal 2015, per effetto del crescere dell’ammontare totale investito ma andando a guardare le percentuali lo scostamento nel tempo è quasi irrilevante, vale a dire che non si registrano progressi significativi nell’ammontare investito in team femminili in termini di percentuale: considerando tutte le quattro fasi di investimento si è passati dal 3,7% del 2015 al 5,2% del 2022. Negli USA queste percentuali sono 2,3% nel 2015 e 2,2% nel 2022, quindi perfino peggiori sia in termini assoluti sia in termini di evoluzione nel tempo.

La situazione non cambia di molto nemmeno se si guarda il numero dei deal: nel 2022 sono state investite in totale, quindi nelle quattro fasi di round, 588 aziende a guida totalmente femminile contro le 2139 a guida mista e le 8438 a guida interamente maschile.

B2C e healthcare i settori più ‘femminili’

Guardando ai settori di mercato delle aziende emerge che, sempre nel 2022 (anche se ci sono anche i dati dei primi due mesi del 2023) le imprese femminili che hanno raccolto più capitali sono quelle che operano dell’ambito dei servizi B2C e dell’healthcare mentre coi team misti il dato maggiore è quello sull’information technology così come per i team solo al maschile.

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Pitchbook ha messo a punto anche una sorta di dashboard da cui è possibile seguire l’andamento degli investimenti in relazione al genere dei fondatori, tale dashboard è disponibile sia per l’Europa , sia per gli USA e mette anche in luce le differenze geografiche, per esempio in Europa la città che appare essere maggiormente attrattiva per le imprenditrici è Londra, come avevamo anche scritto qui , mentre in USA tale primato lo conquista l’area di San Francisco.

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@RIPRODUZIONE RISERVATA

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