Perchè le startup in Irlanda sono fondamentali e il governo le aiuta
Perchè le startup in Irlanda sono fondamentali e il governo le aiuta

30 nuove scaleup all’anno, 60 milioni di euro all’anno di ritorni per il governo, l’attrazione di imprese e capitali esteri. Le startup in Irlanda sono prese sul serio

“Sostenere lo sviluppo delle startup è aspetto chiave per l’economia irlandese – esordisce Joe Healy, Manager of High Potential Start-up Division di Enterprise Ireland che Startupbusiness ha incontrato a Milano – , solo nel mio team ci 40 persone che hanno appunto il compito di lavorare ogni giorno per dare supporto agli imprenditori, per creare la cultura dell’imprenditoria e per portare quindi benefici al Paese, si pensi per esempio alla creazione di posti di lavoro di alto profilo”.

Enterprise Ireland è il braccio operativo istituzionale del governo di Dublino a sostegno dell’economia e dell’impresa e quindi anche delle startup, nel 2016 ha investito in queste ultime circa 32 milioni di euro, ne ha supportato oltre 100, ha contribuito a lanciare i progetti di 63 imprenditrici e ha investito in oltre 30 startup internazionali. “Il nostro lavoro è iniziato 20 anni fa – aggiunge Healy – e oggi aiutiamo i progetti early stage, finanziamo programmi a sostegno delle startup, forniamo competenze agli imprenditori che avviano la loro impresa, lavoriamo con una rete di incubatori e acceleratori privati presenti su tutto il territorio del Paese e prepariamo le nuove startup alla fase in cui inizieranno a raccogliere finanziamenti”.

Enterprise Ireland investe quasi esclusivamente in equity e ogni anno apre nove call per individuare le startup interessanti da supportare con un contributo iniziale di 50mila euro, queste call sono aperte a imprenditori di tutto il mondo: “lo scorso anno abbiamo avuto 16 startup non irlandesi, di cui sette statunitensi e il resto provenienti dai Paesi dell’est Europa, si tratta di un buon risultato anche perchè abbiamo rilevato che non è semplicissimo attrarre imprenditori da fuori, molti di quelli che arrivano hanno già una qualche connessione con l’Irlanda: famiglia di origine, precedenti esperienze di studio o di lavoro, amici”.

Il lavoro di Enterprise Ireland non si ferma alla fase di seed ma supporta le startup a crescere: “esse diventano per noi scaleup quando raggiungono un milione di euro di fatturato e danno lavoro ad almeno 10 persone e ottengono tali traguardi in tre anni, sono circa 30 ogni anno quelle che arrivano a questi livelli e le aiutiamo quindi a crescere ulteriormente e a trovare ulteriori finanziamenti dalla comunità dei venture capital”.

In Irlanda i venture capital hanno investito lo scorso anno oltre 320 milioni di euro (qui i dati completi) e il Paese è uno tra i principali attrattori di capitali dagli Usa, infatti il 31% degli investimenti arriva proprio da venture capital statunitensi: “oggi siamo quarti al mondo per volume di investimenti e lavoriamo per favorire gli investimenti in syndication consapevoli che i venture capital internazionali non vengono solo per uno o due deal ed è per questo che il nostro compito è lavorare per creare un dealflow interessante anche per loro. Anche noi investiamo parallelamente a investitori privati valutando ogni singolo deal e dando la priorità alle startup e scaleup che mantengono o che portano la loro operatività in Irlanda. I nostri investimenti generano ovviamente dei ritorni che diventano fondi per il governo nella misura di circa 60 milioni di euro l’anno”.

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Tra gli acceleratori che collaborano con Enterprise Ireland c’è Propeller Shannon che ha sede nell’omonima città e si concentra su innovazione legata all’aerospazio e al travel tech. A guidare questo acceleratore è Brian Marrinan: “siamo appena partiti, in questi giorni chiudiamo la nostra prima call – spiega – e a gennaio 2018 parte il nostro primo programma, Shannon è un centro importante per il settore, qui sono nati il duty free, il leasing aeronautico, vi sono fabbriche di aeroplani e quindi tante competenze specifiche e noi cerchiamo innovazioni in fase di early stage nell’ambito del travel tech per esempio sistemi di prenotazione basati su blockchain, gestione dei big data, droni, satelliti”.

Tra gli altri incubatori e acceleratori vi sono Ndrc specializzato in startup digitali: “siamo stati il primo incubatore nato nel Paese – spiega il commercial director Gary Leyden – e assistiamo a una crescita esponenziale anno su anni sia in termini di quantità sia di qualità dei progetti”, e poi Eamonn Sayers, Centre Manager del Guinness Enterprise Centre  che enfatizza l’importanza della cultura imprenditoriale e dell’impatto che ha sull’economia e sulla società e quindi l’importanza di supportare le startup.

@emilabirascid

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Pubblicato il:

05 Ottobre 2017

Categorie:

Case Study, Must Read


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