L'Austria si conferma attrattiva per pmi e startup anche nel 2020
L’Austria si conferma attrattiva per pmi e startup anche nel 2020

ABA Invest in Austria, la società austriaca per la promozione degli investimenti esteri in Austria, che fa capo al ministero federale dell’Economia e digitalizzazione, ha reso noti i dati relativi al 2020, anno durante il quale ha assistito gratuitamente 353 società internazionali e regionali nel loro processo di insediamento o di espansione in Austria.

L’anno della crisi non ha impedito neanche ai giovani imprenditori internazionali di investire in Austria: nel 2020, infatti, sono state fondate 22 startup di genesi internazionale in Austria con il supporto di ABA.

“I 22 insediamenti da parte di startup internazionali dimostrano l’attrattività dell’Austria – spiega a Startupbusiness Marion Biber amministratore delegato di ABA -. Soprattutto Vienna, dove si sono insediate l’86% delle 22, si sviluppa sempre di più come hub nel centro-europeo. Spesso startup dell’area CEE/SEE (quindi Europa centro-sud-est, ndr) scelgono l’Austria come primo passo per il loro percorso di internazionalizzazione. Il 32% delle startup provengono da quest’area geografica”.

Al fine di favorire maggiormente l’arrivo di startup in Austria è attivo anche il programma Vienna Startup Package la cui call è aperta fino al 14 marzo 2021. Si tratta di un programma intenso di quattro settimane per capire meglio il mercato austriaco, identificare nuove opportunità di business e mettersi in contatto con stakeholders rilevanti.

A primavera, tra il 27 aprile e il 12 maggio è anche in programma la nuova edizione di Vienna UP!, l‘evento che già nel 2020, in forma interamente remota. ha permesso di conoscere meglio l’austria a imprenditori di pmi e startup come scrivemmo qui.

L’Italia, nel 2020, riferisce una nota, conta 35 nuovi progetti di insediamento o di espansione in Austria e si riconferma nel 2020 secondo investitore dopo la Germania e superando la Svizzera, che l’aveva preceduta nel 2019. In quell’anno, il numero di insediamenti, Italia compresa, era stato più alto (Italia: 45); il calo di insediamenti nel 2020 è dovuto all’emergenza covid-19, ma nonostante la crisi economica e le difficoltà logistiche, per 35 aziende italiane il 2020 è stato l’anno giusto per posizionarsi in un mercato nuovo e attraente, per rivolgersi a nuovi clienti o per espandere attività già esistenti.

ABA è tornata ad assistere Klaxon Mobility GmbH, azienda che produce soluzioni tecnologiche di mobilità avanzata per le disabilità e che ha cominciato il suo percorso in Austria nel 2015 come startup di proprietà italiana. Klaxon è stata supportata da ABA nell’espansione delle sue attività di ricerca in Austria, la sua produzione sarà ulteriormente ampliata nel 2021 e verrà richiesto anche il premio per gli investimenti. “La forte disponibilità a sostenere e promuovere gli imprenditori in questo Paese ci ha convinto sin dall’inizio che l’Austria fosse il posto adatto per la nostra azienda. La burocrazia snella è un vantaggio indiscusso della location e ci consente di concentrarci su ciò che è essenziale”, dice il co-fondatore di Klaxon, Enrico Boaretto.

Anche Fidia Farmaceutici, azienda italiana di Abano Terme (Padova), specializzata in soluzioni farmacologiche per la cura delle articolazioni, ha deciso di entrare nel mercato austriaco con l’apertura della propria filiale in Austria lo scorso anno, costituendo la consociata Fidia Pharma Austria GmbH, basata a Vienna. Obiettivo della nuova società è esplorare e sfruttare le opportunità che proverranno dai nuovi mercati centro europei ed estendere la propria offerta, con il lancio di nuove soluzioni farmacologiche applicate alla medicina rigenerativa. “La nostra azienda è già presente in molte aree geografiche nel mondo, e la costituzione della nuova società in Austria è parte della strategia di espansione del gruppo e delle proprie soluzioni farmaceutiche innovative verso mercati che ci presentano nuove e interessanti opportunità” , dichiara Carlo PizzocaroCEO di Fidia Farmaceutici.

Hiper Cast GmbH, azienda italiana che opera nel settore degli imballaggi e che si occupa in particolare di estrusione e trasformazione di materie plastiche, visto il successo nelle vendite ottenute in Austria dal 2015, ha deliberato un ulteriore investimento di 8 milioni di euro per il raddoppio della capacità produzione. La nuova linea è stata installata e avviata con successo nell’estate del 2020 nonostante l’emergenza sanitaria covid-19. Il direttore commerciale e co-amministratore dell’azienda Salvatore Iovinella afferma: “L’Austria e gli uffici governativi dedicati allo sviluppo aziendale ci hanno accolto sin dal primo momento con grande disponibilità e professionalità, e hanno messo a disposizione della nostra compagine societaria tutti gli strumenti che facilitassero il percorso di sviluppo di Hiper Cast. La stabilità finanziaria e politica legata all’efficienza amministrativa del sistema-Paese austriaco ci ha consentito di concentrarci esclusivamente sullo sviluppo del nostro business in modo da aumentare velocemente il nostro livello competitivo. Non ultima, la centralità in Europa, la facile accessibilità ai più importanti snodi autostradali e la vicinanza all’interporto ferroviario di Fürnitz, dove carichiamo le nostre merci per i porti di Koper o Bremerhaven, hanno favorito l’export in oltre 30 paesi, dalle Americhe all’Europa, al Middle East, al Far East”.

I risultati di ABA del 2020 rappresentano un segnale importante, infatti l’Austria conferma anche in tempi di crisi pandemica la propria elevata attrattività per le aziende italiane, grazie alle condizioni infrastrutturali avanzate, alla qualità della forza lavoro, alla snellezza della burocrazia e alle condizioni favorevoli per la ricerca e l’innovazione. Con una quota di spesa per la ricerca sul PIL del 3,19%, l’Austria è al secondo posto tra i paesi dell’UE dopo la Svezia a investire in ricerca e sviluppo. Il sussidio per la ricerca e lo sviluppo per le aziende austriache è significativo tanto che sono 32 le società che hanno scelto l’Austria anche come sede per le proprie attività di R&D nel 2020.

Evidenti anche gli effetti della Brexit nel 2020: dal Regno Unito si sono insediate in Austria 24 aziende: la quota di aziende provenienti dal Regno Unito sul risultato complessivo è triplicata rispetto al 2017. 

 

Photo by Dimitry Anikin on Unsplash

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Pubblicato il:

22 Febbraio 2021

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