Lavoro agile, i trucchi per evitare la sindrome di burnout
Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK
Lavoro agile, i trucchi per evitare la sindrome di burnout

E’ una delle più grandi conquiste in ambito lavorativo per cui dobbiamo dire ‘grazie’ alla digital transformation: il lavoro agile, anche detto smart working. Assimilabile per tanti versi al lavoro dei freelance, dei nomadi digitali, degli startupper senza orari (e a volte anche senza ufficio).

L’essenza di questo tipo di modalità lavorativa è il non doversi recare obbligatoriamente in ufficio, non timbrare cartellini, avere piena autonomia nell’organizzazione del proprio lavoro. Straordinario, ma il lato oscuro qual è? Fondamentalmente uno: non staccare mai la spina. Fatto che ha conseguenze per la nostra salute: si chiama sindrome da burnout ed è una conseguenza patologica, di esaurimento, per l’eccesso di stress da lavoro e l’importanza totalizzante di esso nella nostra vita.

Che può naturalmente colpire anche i lavoratori dipendenti, i manager sotto pressione, i dirigenti di alto livello, gli imprenditori.

Ma colpisce tantissimo gli startupper: perché creare una startup è un lavoro full-time, che non lascia spazio a niente altro, coinvolge totalmente, facendo spesso dimenticare che esistono spazi che devono essere rispettati anche per altre attività, un tavolo da ping-pong non è sufficiente per il work-life balance.

E pensare che il burnout è una delle 20 cause più frequenti di fallimento della startup!

Viene oggi in soccorso MioDottore, ex startup, piattaforma specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner, che ha realizzato un prontuario pensato per chi professa il ‘lavoro agile’, ma è perfetto per tutti quelli che lavorano in startup e  rischiano la sindrome del burnout. Le raccomandazioni sono state realizzate con l’aiuto di  due specialisti, la dottoressa Monica Pesenti, psicologa di Monza e Brianza e l’osteopata e massofisioterapista modenese Tommaso Sarti.

L’importanza del luogo di lavoro

Lavorare da casa (o nel proprio garage), insomma in un luogo familiare e per noi confortevole, aiuta a sentirsi più sereni, tranquilli e rilassati nella gestione e nell’organizzazione del proprio lavoro, con effetti positivi sulla salute e sulla produttività. Una postazione di lavoro ridefinito secondo le proprie necessità e la propria creatività, stimola la riflessione e favorisce la concentrazione, mentre la gestione più autonoma della to do list spinge a superare i propri limiti a vantaggio della scoperta di risorse individuali, aumenta il senso di responsabilità nel raggiungimento degli obiettivi e crea rapporti di fiducia più solidi con il team di lavoro. “Tutto questo genera una maggiore motivazione, autostima e senso di autoefficacia, con un conseguente aumento del benessere psicologico e dell’energia vitale”, spiega la dottoressa Pesenti.

Nel ritmo frenetico della vita quotidiana poter ottimizzare il proprio tempo e riuscire a conciliare in modo efficiente gli impegni personali e quelli lavorativi è sicuramente importante. Ad esempio, eliminare il tragitto casa-lavoro, in molti casi fonte di stress e nervosismo, consente di dedicare una parte consistente della propria giornata ad attività utili per rigenerarsi non solo a livello mentale, ma anche emotivo e fisico; inoltre, trovarsi già tra le mura domestiche permette di organizzare con più calma la propria routine e l’organizzazione familiare, soprattutto per chi è genitore.

Ndr: tutto questo va contestualizzato se si lavora necessariamente e sempre in team, identificando delle modalità e dei luoghi di lavoro ottimali per tutti. 

Trucchi per evitare burnout, distrazioni e nervosismo

La psicologa di MioDottore ricorda che spesso i nuovi strumenti tecnologici, se da un lato agevolano chi lavora da remoto, dall’altro assottigliano il confine tra vita privata e vita lavorativa: si tende, infatti, a essere sempre raggiungibili e disponibili e questo può creare o aumentare i conflitti all’interno del nucleo familiare. Non solo, restare connessi troppo a lungo espone anche a rischi per la propria salute psichica, che può essere compromessa a causa dello svilupparsi della dipendenza tecnologica o burnout, termine con il quale si indica lo stress provato al lavoro e che determina un logorio psicofisico ed emotivo. Il segreto è cercare di non sovrapporre il tempo di prestazione lavorativa con quello personale e predisporre la postazione di lavoro con supporti necessari allo svolgimento dell’incarico senza eccedere utilizzando dispositivi elettronici personali, talvolta fonte di distrazione e irritabilità.

Come illustra la dottoressa Pesenti, può accadere che si creino interferenze e situazioni di disagio dovute dalla condivisione di spazi con altri componenti della famiglia o eventuali animali domestici, tutti fattori che non aiutano la concentrazione e creano ulteriore stress. Per questo, quando si lavora da casa, è importante dare ai familiari più informazioni possibili sulla struttura del lavoro che si deve svolgere, descrivere le esigenze e le emozioni che si provano quando si viene disturbati e stabilire nuove norme condivise nella quotidianità per “ristrutturarsi” e per creare una maggiore empatia. È bene rispettare il più possibile i tempi che scandiscono vita lavorativa e familiare per non alimentare screzi, anche creare un luogo di lavoro lontano dalle parti comuni può aiutare, così come scandire l’orario giornaliero con un inizio e una fine, con pause a intervalli regolari (es: 10 minuti ogni due ore) e attività rigeneranti a fine giornata. Praticare sport, dedicarsi ai propri hobby o ad attività all’aria aperta, così come seguire un’alimentazione adeguata e regolare, e non trascurare il proprio aspetto, sono azioni importanti per assicurare il benessere psicofisico.

Rispettiamo il nostro corpo

Il lavoro dello startupper è per lo più sedentario da un punto di vista fisico: ore e ore chini sul computer (da soli o in cmpagnia), si sta in piedi solo in queste occasioni: telefonate, pranzo, pitch.

E’ chiaro che ciò non fa bene all’apparato muscolo-scheletrico.

L’osteopata e massofisioterapista di MioDottore, Tommaso Sarti, illustra gli svantaggi derivanti dalle posture errate che, se trascurate, possono avere ripercussioni gravi sul fisico.

“La posizione seduta grava sulla colonna molto più che la stazione eretta – dice Tommaso Sarti – e si può andare incontro a contratture muscolari, protrusioni o ernie discali che, se sottovalutate, rischiano di cronicizzare. Anche il modo in cui si posizionano gli arti superiori quando si è seduti è importante: per esempio, l’utilizzo del mouse che porta il polso a mantenersi in estensione per un periodo di tempo prolungato, può favorire l’insorgenza del tunnel carpale. È fondamentale, dunque, a casa come in ufficio, predisporre una postazione di lavoro il più possibile ergonomica, collocare lo schermo del computer frontalmente, con il margine superiore all’altezza degli occhi e la tastiera fronte allo schermo, così da evitare ripetuti movimenti degli occhi e del collo con conseguenti dolori cervicali.

10 raccomandazioni d’oro per il fisico

1.       Posizionare frontalmente monitor, tastiera e tutto il materiale di lavoro;

2.       Utilizzare una seduta ergonomica o il supporto di un cuscino dietro alla regione lombare;

3.       Preferire un tappetino per il mouse con poggia-polsi;

4.       Interrompere l’attività lavorativa più o meno ogni mezz’ora, alzandosi in piedi e camminando per qualche minuto;

5.       Scegliere un ambiente luminoso durante le ore diurne e abbassare la luminosità dei monitor nelle ore serali per non disturbare il sonno;

6.       Non tenere le gambe accavallate per troppo tempo;

7.       Non lavorare in posizioni scomposte su divano o poltrona;

8.       Non tenere oggetti nelle tasche posteriore dei pantaloni;

9.       Non inclinare la testa di lato per sorreggere il telefono durante le chiamate;

10.   Non piegare la testa in avanti per leggere, ma alzare il foglio o il dispositivo elettronico.

 

L’importanza del sonno

Qualche anno fa Arianna Huffington, fondatrice dell’Huffington Post, uno dei blog più influenti degli Stati Uniti, è svenuta per il sonno, cadendo sulla sua scrivenia e rimediando un frattura all zigomo e 5 punti all’occhio destro.  Un incidente che le ha però aperto gli occhi sulle priorità della vita, in particolare su ‘perché devo mettere il lavoro prima della mia stessa salute?”, e riconsiderare l’importanza dei bisogni fondamentali, ad esempio il sonno, come chiave per il successo. A ciò ha dedicato il libro “The Sleep Revolution” , e svariati interventi come questo.

L’importanza del sonno è riconosciuta dalla scienza, si tratta di un periodo di ricarica del nostro corpo necessario per recuperare eliminare le tossine, rigenerare cellule e tessuti, recuperare energie psico fisiche e fare il reboot del cervello, che con una buona dormita recupera sprint, lucidità e libera creatività: durante il sonno, aumenta la produzione delle cellule che vanno a formare la mielina, una sorta di guaina protettiva isolante che consente la corretta veicolazione degli impulsi nervosi. Questo spiegherebbe perché un sonno ristoratore e la giusta quantità di riposo ci permettono di essere più lucidi, reattivi e durante il giorno e di come, invece, i disturbi del sonno possono metterci in difficoltà.

Infine, il sonno serve per riorganizzare e consolidare la memoria. Il cervello infatti approfitta della “pausa” notturna per rielaborare ciò che ci è successo durante la giornata, in altre parole in questo modo il cervello seleziona, fa ordine, apprende e si mette nella condizione di generare nuove idee.

Per concludere: startupper, dormi.

 

 

 

 

Share:

direttore
Ricevi la nostra newsletter

Pubblicato il:

04 settembre 2019

Categorie:

Inspiration, Must Read


Articoli correlati
reply