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Lorelux, le eco-lampade per l’illuminazione pubblica

L’azienda pugliese Niteko nasce come spin-off dell’Università del Salento e oggi rivoluziona l’illuminazione pubblica puntando su ecologia e lunga durata

17 Feb 2022

Niteko, è azienda con sede in Puglia che realizza lampade a LED per l’illuminazione stradale e che nel 2021 ha lanciato il brand Lorelux,  acronimo di Long Resistant Luminaires, e che identifica un prodotto molto particolare e innovativo:  lampade d’arredo urbano ecosostenibili che risolvono per sempre i problemi di corrosione e urti da atti vandalici a cui sono normalmente esposte le lampade per l’illuminazione pubblica, “rimanendo inalterate nel tempo per più di 50 anni”, promette l’azienda.

Lorelux è il frutto della costante ricerca di innovazione e sviluppo dei fondatori di Niteko: Giuseppe Vendramin, Emiliano Petrachi e Alessandro Deodati, tre ingegneri che si sono conosciuti all’Università del Salento, dove hanno iniziato la loro attività sotto forma di spin-off universitario nell’ambito dell’illuminazione allo stato solido e della robotica mobile. Hanno continuato a lavorare come consulenti per altre aziende, e nel 2007 hanno presentato i primi prototipi di illuminazione stradale a LED di potenza durante una conferenza internazionale.

La svolta è arrivata nel 2011, quando Pietro Vito Chirulli e Carmelo Marangi, dirigenti del Gruppo Finsea, fondato a Martina Franca nel 1999 che raggruppa aziende operanti nel settore delle energie alternative e dei servizi di innovazione tecnologica, decidono di investire sul progetto, dando ai tre fondatori la possibilità di lavorare sulle tecnologie a LED nel settore dell’illuminazione pubblica e di fondare la startup Niteko.

Fin dall’inizio Niteko si propone con una decisa visione ambientalista e innovativa e i tre ingegneri hanno continuato a studiare soluzioni alternative ed ecologiche per il settore dell’illuminazione pubblica, scegliendo di utilizzare il biopolietilene per produrre le lampade Lorelux.

Con un fatturato che attualmente supera i 4 milioni di euro, e una crescita media del 23% negli ultimi 5 anni, da startup innovativa l’azienda è rapidamente cresciuta configurandosi oggi come PMI innovativa che già opera anche a livello internazionale, in particolare è presente in molti Paesi dell’Europa centrale, in Repubblica Ceca e in Lituania coopera con partner locali. Con un tasso di crescita internazionale medio del 30% negli ultimi anni, ha all’attivo collaborazioni anche in Francia, Spagna e Marocco e continua a lavorare costantemente sulla sua espansione internazionale.

“Crediamo che l’economia circolare sia l’economia del futuro, attraverso cui sarà possibile lavorare per il raggiungimento degli obiettivi per la salvaguardia del pianeta. Motivo per cui il nostro business si espande verso soluzioni di questo tipo e investe costantemente nel dipartimento di ricerca & sviluppo” afferma Giuseppe Vendramin, che è direttore tecnico di Niteko.

Gli studi condotti in collaborazione con il CETMA (Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie, Design e Materiali) hanno reso possibile produrre lampade all’avanguardia in un settore altamente competitivo, con l’impiego di un materiale innovativo per il settore dell’illuminazione pubblica, il biopolietilene, a cui si può aggiungere l’utilizzo della cosiddetta materia prima seconda, ovvero di polietilene proveniente da scarti di lavorazione puliti e omogenei o da polietilene selezionato e da post-consumo. Ciò permette di minimizzare gli sprechi e di applicare il modello di economia circolare nel settore dell’illuminazione pubblica, rendendo i prodotti Lorelux in linea con i parametri di circolarità e sostenibilità richiesti dall’attuale Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

La flessibilità del materiale combinata al processo produttivo consente di ottenere design altamente personalizzati anche per lotti limitati, senza vincoli nei colori o nelle espressioni geometriche, per esempio di recente, la città di Sirmione ha scelto la linea di lampade Catullo per illuminare il suo centro storico circondato dal lago di Garda.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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