New Wild Web vince la call di Chi Odia Paga contro l'odio online
New Wild Web vince la call di Chi Odia Paga contro l’odio online

“Una Buona Causa” è la call for ideas periodica di COP, rivolta a tutte le associazioni italiane, con l’obiettivo di stimolare tramite il crowdfunding la creazione e lo sviluppo di iniziative di prevenzione, sensibilizzazione ed educazione per contrastare l’odio online (di cui scrivemmo qui ).

Dodici i progetti candidati alla prima edizione della call chiusa a fine giugno tra cui è stato selezionato, con una votazione online che ha coinvolto quasi tremila votanti, il progetto “New Wild Web – Le armi del cyberbullismo”: spettacolo teatrale dedicato al tema del cyberbullismo di carattere interattivo e multimediale messo in scena dalla compagnia Puntozero di Milano composta da giovani detenuti.

In questi giorni è in corso la campagna internazionale “Stop Hate For Profit”, aderendo alla quale moltissime multinazionali tra cui Coca-Cola e Unilever hanno tagliato temporaneamente i propri budget pubblicitari destinati ai principali social media rei, a loro avviso, di non fare abbastanza per censurare i messaggi d’odio che si diffondono in Rete. “Donate Profit To Stop Hate” è la risposta propositiva di Chi Odia Paga attraverso la quale in Italia le aziende possono donare sistematicamente parte dei loro profitti per contrastare l’odio, dimostrando di avere responsabilità sociale e sostenendo iniziative di educazione, prevenzione e contrasto all’odio online e agli hater.

Aziende e Fondazioni che vogliono prendere posizione sui temi dell’odio online in modo propositivo e costruttivo possono aderire alla campagna #DonateProfitToStopHate e sostenere altri progetti al momento presenti su “Una Buona Causa” che attendono solo un partner per poter partire: faranno del bene alla società civile e dimostreranno con i fatti di avere una vera corporate social responsability.

Uno degli obiettivi di Chi Odia Paga è quello di creare una “rete del bene”, capace di accogliere tutti gli attori della società civile che possano e vogliano contribuire non solo alla creazione di iniziative specifiche ma, soprattutto, educare gli utenti a un uso consapevole dei social media.

Un approccio inclusivo e integrato quindi quello che sta alla base della soluzione proposta da Chi Odia Paga per contrastare il problema dell’odio online che dilaga in rete: una piattaforma legaltech per applicare la legge a difesa delle vittime e una rete di associazioni e progetti di formazione e sensibilizzazione per prevenire l’odio online sostenuti dalla Rete attraverso il crowdfunding. Ai fondi raccolti e derivati dal crowdfunding si affiancheranno le donazioni di aziende e fondazioni che vogliono sostenere in matching grant queste iniziative e offrire difese legali gratuite alle vittime di odio online.

“Con COP abbiamo fatto tesoro non solo degli errori che abbiamo visto compiere negli ultimi 10 anni da altre startup, ma soprattutto abbiamo provato a connettere i puntini tra quanto di buono abbiamo costruito negli anni con tanti altri startupper, sia quelli che sono ancora nel portfolio di Nuvolab come Noonic, sia quelli con cui abbiamo fatto exit come nel caso di CrowdChicken. Questo collaborative rainmaking ci ha portato prima a lanciare velocemente un MVP di COP facendo leva su Noonic Boost, un servizio di sviluppo rapido di MVP digitali per startup, e poi una volta lanciata la piattaforma di supporto tecnico e legale stragiudiziale per le vittime di odio online, grazie a CrowdChicken abbiamo implementato tutta un’area di crowdfunding contro l’odio online. Il fattore più importante per ora è stato il timing nel lancio di ogni singola iniziativa. Stiamo affrontando un problema, anzi ‘il’ problema della Rete, l’odio online appunto, che sta diventando sempre più pressante per tutti e che né l’AI né la contronarrativa, né le attività di sensibilizzazione ed educazione da sole riescono a debellare. Lo facciamo con un approccio drasticamente innovativo come quello legaltech, che per la prima volta viene usato per contrasto attivo e sistematico alle attività degli hater. Inoltre ogni rilascio dei singoli servizi è sempre stato fatto all’interno di finestre di attenzione da parte dell’opinione pubblica sui temi legati al contrasto dell’odio online. Il 29 ottobre scorso quando siamo usciti dalla fase stealth è stato il giorno della esplosione del caso Segre sui social media. Quando il 20 gennaio siamo andati live con il nostro primo servizio, il feedback legale gratuito per tutti i cittadini italiani, lo abbiamo fatto in partnership con il ministero Innovazione tecnologica e digitalizzazione. Il lancio della nostra campagna #NonDiffondereOdio il 15 maggio con il rilascio degli ulteriori servizi di difesa tecnica e legale stragiudiziale per i bersagli di odio online lo abbiamo fatto in pieno lockdown mentre l’odio online stava crescendo esponenzialmente. Il primo luglio quando abbiamo lanciato il nostro più recente modulo di servizi con la campagna #DonateProfitToStopHate lo abbiamo fatto mentre in giro per il mondo dilagava il boicottaggio dei social da parte delle grandi corporate con il motto #StopHateForProfit, e questo ci sta consentendo di creare un bel dialogo con molte aziende che vedono in noi una alternativa costruttiva e più efficace per contrastare l’odio online rispetto al boicottaggio di Facebook. Continueremo a fare rete con l’ecosistema dell’innovazione italiano e a cercare di lanciare i servizi più efficaci nel miglior momento possibile per cercare di contrastare in modo sempre più forte l’odio in Rete”, dice a Startupbusiness Francesco Inguscio, fondatore e CEO di COP e di Nuvolab.

 

Photo by Jon Tyson on Unsplash

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Pubblicato il:

12 Luglio 2020

Categorie:

#thedayafter


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