Open innovation, ecco come la fa Bayer
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Open innovation, ecco come la fa Bayer

Bayer, il colosso farmaceutico europeo, entra a pieno titolo tra le grandi aziende che hanno compreso l’importanza del concetto di open innovation declinato verso le startup.

Ciò accade anche in Italia con i risultati della prima edizione del programma Grants4Apps (di cui demmo notizia al momento del lancio) svoltasi presso il quartiere generale di Bayer Italia a Milano.

Un programma durato cento giorni che ha visto crescere e plasmarsi tre startup : Collabobeat che ha messo a punto una piattaforma che facilita la comunicazione tra medici e pazienti oncologici; dr.care che rende accessibile in ogni momento il consulto pediatrico e StayActive che ha messo a punto un dispositivo hardware che consente di migliorare la postura.

Tre aziende che sono entrare nel programma in diverse fasi di evoluzione, la più ‘matura’ era Collabobeat mentre sia dr.care sia StayActive erano in fase più iniziale, e che sono uscite con una visione dei loro prodotti e del loro mercato molto più netta e chiara e soprattutto con il valore aggiunto portato dai mentor e i coach del programma, tutte persone che lavorano per Bayer Italia, quindi manager e direttori di business unit e responsabili di attività di sviluppo e di prodotto.

In particolare Eugenia Lietta responsabile del marketing della business unit dedicata alla oncologia ha seguito Collabobeat, Patrizia Guarraci, responsabile della business unit Speciality si è invece occupata di dr.care e Alba Maria Di Nolfi, marketing manager Aspirina e Supradyn ha fatto da mentor a StayActive. I mentor sono stati affiancati dai coach tra cui Luca Zappaterra che segue il prodotto Lasonil, Marco Giacosa, Fabiana Magazzino, Andrea Gianni, Giancarlo Caldarelli, Paolo Rettura e Alessandro Rancitelli che è anche il responsabile del programma Grants4Apps a Milano e che ha enfatizzato come il progetto nasce per dare forza al concetto di open innovation, di come si inquadra nel tessuto internazionale che vede Grants4Apps essere attivo in tutto il mondo, in Europa oltre a Milano anche a Barcellona e Berlino, e di come si sta già lavorando al lancio della nova edizione i cui dettagli saranno resi noti nelle prossime settimane.

Significativi i commenti dei mentor che hanno mostrato il loro entusiasmo nel sottolineare come lavorare con le startup sia stato veloce, rapido, come la flessibilità operativa e la snellezza decisionale siano valori che anche le grandi organizzazioni devono riscoprire e come si concretizzi in progetti specifici il valore industriale dell’innovazione che diventa prodotto e servizio integrabile nell’offerta anche di un grande gruppo globale come Bayer.

Le velocità è stata scelta come una delle parole chiave per sintetizzare il valore del progetto anche da Monica Poggio amministratore delegato di Bayer Italia la quale ha anche posto l’accento sull’importanza di poter sbagliare, sull’assunzione delle responsabilità, sulla libertà di pensiero, tutte caratteristiche che sono senza dubbio parte del bagaglio delle startup e che devono tornare a essere elementi che pervadono anche le grandi organizzazioni e il migliore modo per farlo è appunto avvicinare i due mondi: startup e grandi imprese. Ciò è filosoficamente importante perché mostra in tutta la sua opportunità non solo come la collaborazione sia foriera di sviluppo di prodotti e servizi innovativi ma come sia veicolo per rinnovare la mentalità stessa del modo in cui il business è condotto tutti i giorni nelle sue diverse declinazioni.

A dare ulteriore forza al messaggio Bayer ha avviato collaborazioni anche con altre tre startup che pur non avendo partecipato al programma Grants4Apps hanno attirato l’interesse del colosso della farmaceutica, si tratta di D-Eye che ha vinto l’ultima edizione del Premio Marzotto e che ha sviluppato un device per l’analisi oculare che funziona in combinazione con un normale smartphone, di PaharmaPrime che ha sviluppato un servizio di consegna dei farmaci e di Indigo che con la sua potente interfaccia chatbot basata su Intelligenza Artificiale si propone come tecnologia applicabile in vari contesti.

È quando si comprende a fondo il valore del concetto di open innovation, quando si va ad analizzare le reali potenzialità industriali, quando vi è un programma di mentoring e coaching di valore che la collaborazione tra imprese consolidate e startup assume la sua valenza maggiormente significativa. Ora è il tempo per le startup di alzare le antenne e non farsi scappare la prossima call Grants4Apps.

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Pubblicato il:

19 febbraio 2018


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