Perché la Svizzera ora è terra di blockchain e criptovalute
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Perchè la Svizzera ora è la terra di blockchain e cryptovalute

Strano Paese la Svizzera, o meglio la Confederazione elvetica: incastonato al centro d’Europa ha sempre mantenuto viva la sua autonomia, la sua indipendenza, la sua identità, pur essendo la nazione con l’amministrazione più decentralizzata al mondo: 26 cantoni autonomi che parlano 4 lingue diverse, tra gli Stati moderni è l’unico ad aver applicato una forma di democrazia diretta che rende il popolo molto partecipe e attivo alla vita legislativa del paese.

La Svizzera è anche nota per cioccolato, orologi e banche, soprattutto quando poteva ancora essere un paradiso fiscale protetto dalla segretezza.

Oggi non è più come un tempo, ma il pallino dei soldi in Svizzera continuano ad averlo e oggi mettendo insieme decentralizzazione e, appunto, soldi quello che viene fuori è la parola Criptovaluta

L’ecosistema innovazione

Lo scorso ottobre in un nostro articolo avevamo raccontato approfonditamente l’ecosistema innovazione della Svizzera.

Nel 2017, secondo il World Economic Forum che come ogni anno presenta i risultati del Global competitiveness report, la Confederazione elvetica è risultata il Paese più innovativo al mondo, al di sopra di  Usa, Israele, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Giappone, Singapore e Danimarca.

Come e perché questo piccolo Stato riesce a ottenere risultati così positivi?

La Svizzera è da anni ai vertici mondiali per ricerca e innovazione. Basta analizzare alcuni indicatori quali il numero di pubblicazioni scientifiche, le domande di brevetto o i vincitori di premi Nobel per rendersi conto dell’importanza che l’innovazione riveste per il Paese.

Questa situazione privilegiata non è ovviamente frutto del caso ma è la conseguenza di precise scelte che si sono rivelate essere vincenti e lungimiranti. Un modello, quello del sistema dell’innovazione elvetico, tutto sommato meno articolato delle soluzioni adottate da altri Paesi ma solido ed efficace, capace di produrre importanti risultati in termini di qualità e quantità.

Questo ecosistema è la culla in cui cresce anche la nuova finanza, quella delle criptovalute, e della piattaforma tecnologica alla base di esse e di altre innovazioni in ambito economico, sociale, politico, la blockchain.

In Svizzera esistono già associazioni come la Cripto Valley Association o la Blockchain Society, per citarne solo due,  in Svizzera è stata registrata la prima identità digitale sulla blockchain Ethereum per poter pagare tasse e servizi pubblici pagati con bitcoin, sperimentazione pionieristica della cittadina di Zugo, in cui la stessa Ethereum ha sede. Adesso anche la cittadina di Chiasso sperimenta e da quest’anno ha introdotto la possibilità di pagare una piccola parte di imposte comunali in criptovaluta.

Ethereum ha dato notevole spinta alla creazione un ecosistema nell’ecosistema, a partire dal 2013,  che ruota intorno ai Cryptovalley Labs di Zug City  e a oltre 100 startup della blockchain e numerose altre in ambito criptovaluta. I Labs si definiscono ‘un microcosmo della token economy che sta rimodellando il mondo in cui viviamo’. Infatti qui tutto si paga in Cryptovalley token.

In Svizzera ci sono studi legali che si stanno specializzando nel settore, importanti società tecnologiche (come IBM) e di consulenza (come KPMG)  che piantano la bandierina, c’è anche un’amministrazione pubblica che da supporto a questa nuova economia e ha capito che deve giocare un ruolo nella Governance di quello che attualmente è un far-west. Recentemente, per esempio, la Finma – Swiss Financial Market Supervisory Authority – ovvero l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, ha pubblicato delle linee guida che intende adottare in termini di financial market legislation per gestire le richieste che arrivano dagli organizzatori di ICO.

Fintech News Switzerland ha pubblicato una mappa rappresentative di questo ecosistema svizzero della blockchain che comprende le startup, gli eventi, le piattaforme tecnologiche, le associazioni e animatori, gli investitori, le community, le istituzioni, le realtà in ambito legale e fiscale, che in questo settore hanno un ruolo più delicato e centrale rispetto a un classico ecosistema startup. La Svizzera ha innescato un circolo virtuoso intorno alle criptovalute il cui trend non può che essere di crescita.

 

Il ruolo dello Stato per la criptovalley

 

 

Questi due tweet provengono dall’evento Blockchain Business Revolution 2018 (Milano 16 maggio 2018, organizzato da EconomyUp e Blockchain4Innovation)) in cui si è parlato, tra le altre cose, della Cripto Valley svizzera. In particolare ne ha parlato Michele Ficara Manganelli, esperto del digitale italiano fondatore di Assodigitale, ora residente a Lugano. La sua testimonianza ha perfettamente reso l’idea di quanto importante sia il ruolo giocato dalle istituzioni nella crescita di questo ecosistema legato alle criptovalute, che si sostanzia fondamentalmente nella semplificazione burocratica e fiscale per tutte le imprese e una regolamentazione chiara per quanto riguarda le ICO che, come detto in precedenza, attraverso la Finma – Swiss Financial Market Supervisory Authority – ovvero l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, ha delle linee guida per gestire meglio le richieste ICO.

Nel sito di StartupCH si legge:

Le condizioni che offre la Svizzera alle startup sono tra le migliori al mondo, in particolare gli aspetti legati alle infrastrutture economiche, alla stabilità del mercato interno, all’istruzione terziaria, alla conoscenza e al trasferimento tecnologico, nonché alla ricerca e allo sviluppo sono stati di un livello superiore rispetto alla media. La maggior parte di coloro che decidono di costituire la propria società e diventare indipendenti riesce però a sopravvivere. Infatti, in Svizzera il 60% delle startup sono ancora attive dopo cinque anni. Questa percentuale è ben al di sopra della media internazionale, che si aggira attorno al 40-50%.

Gli investimenti in capitale di rischio intrapresi in Svizzera rappresentano solamente lo 0.044% del PIL. Preceduta dalla Finlandia, la Svizzera si posiziona così al secondo posto in Europa. In confronto ai leader internazionali degli investimenti in capitale di rischio come Israele (0,383%) e Stati Uniti (0284%), la percentuale Svizzera risulta ancora troppo bassa. Anche il rapporto del Consiglio federale prende atto di questa situazione e afferma che una percentuale maggiore di investimenti nel capitale di rischio potrebbe lanciare ulteriormente il mercato del Venture Capital in Svizzera.

Al momento non vi è in Svizzera un percorso di costituzione o fiscale privilegiato per le startup: sono da giorno 1 imprese a tutti gli effetti che pagano tasse se producono utili. Il punto è che la Svizzera per tutte le imprese (e anche i singoli individui) offre un sistema fiscale interessante, molto equo, con una pressione che è tra le più basse al mondo: per le aziende va da ca. 16-25%, per gli individui in media dal 5-20%. Situazione politica stabile, condizioni quadro liberali e la concorrenza fiscale tra i cantoni e i comuni portano a un costante abbassamento dell’onere fiscale.

Aprire una startup in Svizzera è un percorso chiaro e semplice

Tutti i cittadini dell’Unione Europea (ad eccezione di Romania e Bulgaria) possono costituire una società in Svizzera senza necessariamente trasferirsi. Occorre solo aprire un conto corrente bancario in Svizzera e seguire le modalità previste.

Il tempo necessario per costituire una società in Svizzera va da due a quattro settimane, a partire dalla presentazione della documentazione fino alla decorrenza degli effetti giuridici verso terzi. Tale periodo potrebbe essere inferiore in casi semplici e a seconda del cantone interessato.

Le spese fisse di costituzione sono stimabili a partire da 5mila franchi svizzeri a seconda della complessità dell’operazione.

Maggiori informazioni sul sito MDSuisse.

 

Donatella Cambosu @janazond

 

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direttore
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Pubblicato il:

17 maggio 2018


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