Fashion tech in Italia, perché possiamo essere i più bravi
Perchè l’Italia è la terra del fashion tech (video)

Il fashion tech in Italia può andare forte: competenze e brand della moda attirano le startup di tutto il mondo, ne parla Giusy Cannone di FT Accelerator

Intervista a Giusy Cannone, manager director del Fashion Technology Accelerator di Milano, che racconta come e perché l’esperienza di FTA dimostri che l’Italia nel settore moda è un punto di riferimento internazionale, anche quando si parla di startup e nuove tecnologie.
Questo perchè in Italia ci sono le competenze specifiche, e l’FTA è riuscita a riunire moltissime di queste competenze nel proprio comitato di advisor che fanno anche da mentor alle startup; sia perchè essendo le startup fashion tech prevalentemente B2B, trovano in Italia i principali brand mondiali della moda.

FT Accelerator riceve annualmente circa 300 application, 65% delle quali arrivano dall’estero. Attualmente nel portfolio ci sono 11 società, cinque di loro sono italiane, due statunitensi, una israeliana, una francese, una britannica e una lituana.

Tra le novità per il 2017 c’è il progetto di avviare un club di investitori e portare a termine un aumento di capitale tra i 200 e i 400 mila euro per dare forza alla struttura in attesa che si verifichino le prime exit, le più promettenti sono Warda e La Passione che già hanno fatturati superiori al milione di euro. FTA è presente oltre a Milano anche in Silicon Valley e a Seoul: “sono tre realtà – spiega la managing director – che operano in modo indipendente anche se Silicon Valley controlla la filiale coreana e ha una partecipazione in quella di Milano”.

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Ulteriore approfondimento nell’articolo Al mondo del fashion tech piace l’Italia.

 

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Pubblicato il:

27 gennaio 2017

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