Satispay, la crescita vertiginosa della startup italiana fintech
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Satispay, la veloce crescita della startup italiana fintech
Alberto Dalmasso – Co-founder & CEO di Satispay

 

Un sistema accessibile a chiunque, indipendentemente dal telefono, dalla banca e dall’operatore telefonico. L’obiettivo era proprio quello: fare come WhatsApp, che si è diffuso proprio perché può essere usato da tutti.  

Alberto Dalmasso, Co-founder & CEO Satispay

 

 

 

Il whatsapp dei pagamenti: ecco uno dei tanti appellativi con cui può essere inquadrata Satispay. Perché? Per la semplicità di utilizzo, ma anche per la capillarità del sistema, che punta a diffondersi su un bacino di utenza più ampio possibile e, soprattutto, in maniera completamente gratuita: prendendo in prestito una frase dal sito web dell’azienda, si può definire Satispay come “un sistema di pagamento che permette di acquistare nei negozi convenzionati, fisici e online, effettuare ricariche telefoniche e scambiare denaro con gli amici in modo gratuito e sicuro.”

Fondata nel gennaio del 2013 da Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta, la startup innovativa ha vissuto un’escalation vertiginosa negli ultimi anni, capace di raccogliere capitali per oltre 26,8 milioni di euro (una cifra esorbitante per una startup made in Italy), di cui solo 18,3 milioni in un round ad aprile 2017. Il team conta al momento 65 dipendenti con un età media che si aggira intorno ai 30 anni.

Un sistema di mobile payment tramite smartphone staccato dai circuiti delle carte di pagamento e completamente gratuito per l’utente (sia per scambi di denaro tra privati che per transazioni commerciali). Le uniche commissioni si applicano agli esercenti, con una fee di 0,20 centesimi di euro per ogni transazione superiore ai 10 euro (al di sotto è gratuita anche per i commercianti) indipendentemente dall’importo totale. Insomma un modello che mira a raggiungere una fetta di clientela più ampia possibile (essendo disponibile per Android, iPhone e Windows) senza particolari restrizioni. Addio ai contanti e alle preoccupazioni legate alle carte dunque: un utente può pagare tramite il proprio cellulare in qualunque esercizio convenzionato, con il sistema che dialogherà automaticamente con il Pos, anche se il commerciante non è in possesso dell’app: basta un click per accettare l’operazione ed emettere lo scontrino. Servizi aggiuntivi consistono nella possibilità di effettuare ricariche telefoniche (per sé stessi o per terzi), scambio di denaro tra i propri contatti della rubrica e, ovviamente, fare shopping online. Il processo di iscrizione è molto semplice: basta essere proprietari di un conto corrente, scaricare l’app inserendo il proprio IBAN e si è subito pronti ad effettuare transazioni di denaro via telefono.

Una realtà che piace molto anche alle aziende: tra i grandi nomi che hanno aderito al circuito troviamo Trenord (primo operatore pubblico locale a integrare il sistema di pagamento), Esselunga e Coop. Non solo imprese private però, dato che anche la Pubblica Amministrazione ha scelto di affidarsi all’innovazione di Satispay, di recente entrata a far parte di PagoPA, il sistema unico di pagamento della Pubblica Amministrazione che permette agli utenti di pagare online i servizi pubblici (tasse, multe, bollo dell’auto, ticket sanitari…) in modo semplice e  veloce, dimenticandosi la coda agli sportelli. In pochi anni la startup è stata in grado di tagliare traguardi notevoli e di ricavarsi un posto di tutto rispetto all’interno del mondo fintech, italiano e non: non a caso, in una classifica stilata da H2 Ventures in collaborazione con Kpmg sui 100 innovatori globali del fintech, come unica azienda italiana troviamo proprio Satispay: un elenco prestigioso in cui rientrano tutte le società disruptive per il mondo dei servizi finanziari. E se non bastasse, Satispay ha dimostrato di avere un occhio di riguardo anche nel sociale, indicendo una raccolta fondi via smartphone per sostenere le popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto nell’agosto del 2016.

In virtù di tali successi, anche Satispay si appresta a trasferirsi all’interno del nuovo fintech district milanese, uno dei tasselli più importanti tra quelli chiamati a contribuire allo sviluppo dell’industria finanziaria del futuro.

 

SETTORE DI APPARTENENZA: Mobile Payments

DATA DI COSTITUZIONE: gennaio 2013

DATA DI LANCIO PUBBLICO: gennaio 2015

CAPITALI RACCOLTI: 26.800.000€

ETÀ MEDIA: 30 anni

DIPENDENTI: 65

 

Contributor: Alessio Spinelli icona di LinkedIn icona di Twitter

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direttore
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Pubblicato il:

28 novembre 2017


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