Gli sci esclusivi della startup Withing che riscopre l'artigianalità
Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK
Gli sci esclusivi della startup Withing che riscopre l’artigianalità

Si avvicina la stagione invernale e per gli amanti dello sci alpino è la stagione migliore, sempre che le nevicate siano copiose naturalmente. Gli sci, strumento principe dello sciatore insieme agli attacchi e agli scarponi, è oggetto, come ormai tutto, di ricerca e innovazione. Ci sono naturalmente i grandi produttori, i grandi nomi del settore che imperversano e che controllano la gran parte del mercato ma ci sono, anche in questo caso le startup e le aziende che producono oggetti con caratteristiche speciali e specifiche che si propongono a un mercato di intenditori e appassionati, non necessariamente i campioni. Aziende come BlackCrows, WhiteDot, Limpid, Stoeckli, FiveStar, Zai e come Whiting fondata da Davide Pasini e con sede in Alta Badia.

Whiting è un esempio di impresa, di artigianato, di tecnologia, di passione, è una startup costruita in modo unico e in modo intelligente perché coniuga sapienza con sperimentazione, perché compie la sua evoluzione di prodotto facendo un passo alla volta e cercando la qualità che il mercato desidera.

“La mia idea nasce dalla passione, mi piace sciare e mi piacciono i prodotti che vengono realizzati secondo un a precisa etica – spiega il fondatore a Startupbusiness – Io per relizzare Whiting ho cambiato vita, ho cambiato lavoro mi sono trasferito nelle dolomiti perché mi piace che i prodotti che studio, produco e vendo siano frutto di questi posti”.

Prodotti che possono essere altamente personalizzati e che anche nella scelta dei motivi grafici sono ispirati alla bellezza della montagna (ma non solo): “Mi piace realizzare prodotti che abbiano un’anima e una specifica identità per chi li compra per questo motivo quando arrivo a 10 pezzi prodotti cambio e realizzo quelli successivi con un’altra idea. Voglio che resistano nel tempo e che non scadano per la produzione di modelli nuovi ogni sci ha una storia, ha uno studio, ha un motivo, tutto ovviamente limitatamente alle mie capacita di tempo e di possibilità strutturali, però resterà sempre cosi: sci fatti con il ritmo giusto ideati nelle dolomiti e in serie limitata”.

Gli sci di Whiting sono costruiti interamente a mano e con i tempi giusti quindi non avendo i ritmi dell’industria sono realizzati con una precisione e una cura uniche, e hanno prezzi che partono da circa 1300 euro. Le grandi case come per esempio Head, Salomon, Volkl, Rossignol hanno fatturati che sono mantenuti da diversi prodotto oltre agli sci: scarponi, caschi, occhiali, tute inoltre alcune di queste aziende hanno anche prodotti per altri sport e gli sci che si producono per fare massa, fatturato e volumi devono essere standard e piacere a molti mentre per esempio gli sci che si producono per il settore racing come quelli per gli atleti di coppa del mondo hanno tutta un’altra struttura, un altro prezzo, una qualità superiore.

“Whiting nasce dal fatto che non mi piaceva quello il mercato proponeva – spiega Pasini – . La gente vede un atleta di coppa con un paio di sci ai piedi e si precipita in negozio per lo stesso modello, ignorando che lo sci che va a comprare non è neanche parente di quello usato in gara è solo una replica, un ottimo sci, ma una replica. Quindi ho pensato di produrre un oggetto che io per primo adoro e di farlo con i ritmi giusti, con la stessa qualità che viene usata in uno sci da competizione (materiali, colle, tempo di pressa ecc) ma reso più docile e facile da usare. Produrre uno sci delle mie collezioni o con le personalizzazioni che desidera un cliente, mi piace molto perché uno sciatore che si crea il suo prodotto per poi sciarci lo vive meglio e lo capisce meglio, il cliente è parte integrante della mia azienda perché partecipa all’evoluzione del prodotto”.

 

Share:

direttore
Ricevi la nostra newsletter

Pubblicato il:

03 novembre 2017


Articoli correlati
reply