Sostenibilità e materiali avanzati, due parole chiave per i VC nel 2020
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Sostenibilità e materiali avanzati, due parole chiave per i VC nel 2020

Stefano Peroncini nella sua veste di investitore e di amministratore delegato della nuova società di Venture Capital Eureka! Venture SGR (di cui abbiamo dato l’annuncio qui ) racconta ai lettori di Startupbusiness la crescente importanza del deeptech e in particolare dei materiali avanzati e della sostenibilità fornendo una panoramica delle tante startup che in Italia già oggi propongono innovazione in questo ambito e sottolineando la crescente attenzione verso queste tecnologie da parte degli investitori di tutto il mondo.

Sostenibilità e innovazione sono oggi diventate parte della nostra quotidianità, parole buone per i convegni ma anche per progetti concreti che hanno già trovato finanziatori importanti: si vai dai 17 Sustainable Goal delle Nazioni Unite al piano industriale della nostra Cassa Depositi e Prestiti (che dopo 170 anni di attività prevede ancora un grandissimo impegno verso l’economia reale, fatta anche di innovazione, di startup e più in generale di crescita sostenibile), alle innumerevoli startup che lavorano a testa bassa per sviluppare prodotti e tecnologie che possano dare un vero contributo al benessere delle persone e alla salvaguardia del nostro pianeta. Il tutto in un contesto in cui la neo presidente della Commissione UE ha annunciato il green new deal da mille miliardi di euro, per diventare il primo continente a impatto climatico zero, e le banche cominciano a valutare l’idea di erogare credito alle imprese sulla base di rating e score di sostenibilità.

Un concetto di sostenibilità che troviamo inevitabilmente legata alle startup cosiddette deeptech , ossia quelle che lavorano sulla base di un sottostante fatto di tanti anni di ricerca scientifica e di brevetti.

Una ricerca condotta della società di consulenza BCG insieme a Hello Tomorrow, un’organizzazione globale dedicata allo sviluppo delle deep technology per affrontare le sfide del mondo di oggi, mostra infatti come ci sia una profonda vicinanza tra le startup che operano nell’ambito del deeptech e i 17 Sustainable Goal dell’ONU.

Fonte: Hello Tomorrrow, BCG

 

Se poi approfondiamo una categoria del deeptech, quella rappresentata dagli Advanced Material e le applicazioni collegate in generale alla scienza e ingegneria dei materiali, scopriamo che la sostenibilità è abilitata e resa possibile proprio dalla ricerca nel mondo dei materiali. In Italia abbiamo tante belle storie che vale la pena raccontare. Quella che segue non vuole avere la pretesa di essere una lista completa, anche perché mancano le iniziative nate nei laboratori dei centri di ricerca e delle università ma può già darci qualche spunto di riflessione interessante.

Prendiamo per esempio, la finale del Premio Gaetano Marzotto del 21 novembre 2019 a Roma, che ha contribuito a portare in luce quelle storie di innovazione meno conosciuto che si sviluppano nel Paese e che proprio sulle tematiche di sostenibilità e materiali potranno nei prossimi anni fare la differenza. Qui di seguito qualche esempio di quanto intercettato dal Premio, che ricordiamo ha dato sostegno a 45 startup selezionate su 500 candidate.

  • Milk Brick recupera il latte di scarto dall’industria casearia e quello considerato rifiuto alimentare dalla grande distribuzione organizzata, per utilizzarlo nella produzione industriale di prodotti Innovativi per l’edilizia. Coperto da brevetto, è di fatto un bio-composito derivato dagli scarti di latte, con importanti caratteristiche di isolamento termico, altamente traspirante e antibatterico e che consente anche di ridurre drasticamente il consumo di acqua nella produzione del calcestruzzo.
  • Ricehouse nuovi materiali per l’edilizia derivati dagli scarti della lavorazione del riso, con un elevato grado di sostenibilità: paglia, lolla, termo intonaci, massetti alleggeriti e finiture in lolla-calce.
  • Krill Design Milano piattaforma di manifattura digitale diffusa, tramite stampa 3D, di prodotti di design di uso quotidiano derivanti dagli scarti organici delle aziende alimentari. Il primo prodotto sono lampade di design.
  • Altaii nuove porcellane con proprietà speciali di isolamento termico, che si aggiungono alle tradizionali caratteristiche quali la capacità di conservare nel tempo inalterate tutte le sue proprietà di durezza, resistenza, trasparenza e lucentezza.
  • Fortunale maglia interamente naturale realizzata con pura lana biologica e tinture vegetali prive di prodotti chimici.
  • Prometheus tessuti e organi umani e animali per la medicina rigenerativa tramite stampanti 3D, il cui primo prodotto Ematik è usato per la cura delle ferite sugli animali e che è prossima a testare la propria tecnologia sull’uomo.
  • Innovacarbon filtri innovativi grazie a nanomateriali a base carbonio per la depurazione di acque civili e industriali inquinate da sostanze organiche. L’idea imprenditoriale si basa sull’uso di nanomateriali come mezzi assorbenti per depurare acque di scarico industriali (per esempio da sostanze coloranti, come nel tessile) e bonificare siti contaminati da idrocarburi.
  • Nanomnia nanoparticelle organiche in cui incapsulare agrofarmaci: un metodo di incapsulamento del tutto naturale, che permette di includere molecole di principi attivi in nano o micro-capsule organiche, biocompatibili e biodegradabili. Per eliminare residui e microplastiche nell’ambiente.

Anche Relief, la società che ha vinto il premio “Dall’idea all’impresa” – nella cui giuria diretta da Salvatore Majorana (anche lui co-fondatore di EUREKA! Venture SGR, ndr)  ho avuto il piacere di partecipare – ha sviluppato un sfintere endouretrale impiantabile ambulatorialmente, minimamente invasivo, attivabile da un controllo magnetico che ha un elemento critico di particolare importanza nello sviluppo di materiali urinoresistenti (più il materiale resiste all’urina, minori saranno gli impianti su singolo paziente e maggiore quindi l’accettabilità e diffusione commerciale).

Durante il processo di selezione delle finaliste abbiamo poi intercettato altre iniziative legate a doppio filo sui temi sostenibilità e materiali, per esempio:

  • Arginare, grazie a materiali ibridi multifunzionali basati su argille naturali offre soluzioni innovative ed eco-sostenibili per l’assorbimento e l’induzione delle biodegradazione di inquinanti idrocarburi versati in mare e che possono trovare applicazione anche per altri inquinanti ambientali (es: metalli pesanti, olii di scarto, composti organici).
  • HiQ-Nano, spin-off dell’Istituto Italiano di Tecnologia focalizzata sull’ideazione e produzione di nanoparticelle innovative, il cui primo prodotto è iBlue, una test-kit rapido e semplice da fare per verificare il livello di antiossidanti (sostanze in grado di contrastare l’invecchiamento) che abbiamo nel corpo. Alla base del test ci sono particelle di platino, altamente ingegnerizzate, che misurano il livello degli antiossidanti. Proprio di recente, la società ha ricevuto un investimento da parte del fondo di technology transfer “Progress Tech Transfer” gestito da MITO e nato nell’ambito dei fondi finanziati dalla piattaforma ITAtech promossa da Fondo Europeo per gli Investimenti e Cdp.
  • Mach3D, ecosistema di caratterizzazione meccanica dei materiali formato da una macchina di prova di dimensioni compatte e maneggevole e una procedura di prova semplificata da svolgere direttamente nei reparti di produzione anziché nei laboratori; il tutto dotato di una connettività che possa rendere il dato sperimentale immediatamente disponibile in rete.

Anche il programma di accelerazione Unicredit StartLab, che nell’edizione 2019 ha visto oltre 600 candidate tra startup e pmi innovative, al termine di un roadshow che ha toccato 14 tappe in tutta Italia, ha raccolto tantissimi progetti legati al mondo materiale e sostenibilità:

  • Agma Geopolimeri, un cemento di nuova concezione costituito da un geopolimero innovativo impiegato come materiale resistente alle alte temperature.
  • Aileens Pharma, un trattamento topico, non farmacologico, e non steroideo per la cura delle malattie dermatologiche. Grazie all’utilizzo di un ingrediente brevettato, di origine biotecnologica, il primo prodotto in sviluppo tratterà le forme da lievi a moderate di dermatite atopica del bambino e dell’adulto. Il prodotto vanta un alto profilo di sicurezza, efficacia ed è privo degli effetti collaterali tipici delle attuali terapie farmacologiche
  • Combo, Carbit un procedimento industriale brevettato unico sul mercato mondiale che rende le fibre composite compatibili con il contatto alimentare, permettendo di sviluppare prodotti adatti e certificabili per il settore alimentare, automazioni industriali, navale, lusso e aeronautico
  • Desamanera, stampante tridimensionale della pietra in grandi dimensioni unica al mondo. Ricoprono di marmo, con caratterizzazioni superficiali, tutte le superfici, anche le forme più complesse.
  • Ecoplasteam, attraverso un processo brevettato di lavorazione dei poliaccoppiati produce EcoAllene, una famiglia di materiali plastici innovativi ed ecologici derivanti dal riciclo di plastica e alluminio dal tetrapak, sottoprodotti e rifiuti altrimenti destinati all’incenerimento o alla discarica che possono trovare applicazione in svariati settori: packaging, articoli per la pulizia, giardinaggio, cartoleria, articoli casalinghi
  • Filipari, abbigliamento femminile realizzato con Veromarmo, una membrana indossabile brevettata, contenente polvere di marmo. Promuove l’innovazione di materiali e di fibre per capi d’abbigliamento ricercati e innovativi, promuovendo la sostenibilità e la valorizzazione dei materiali grazie ad una collezione legata al territorio.
  • Ferram Recycling, sistema innovativo finalizzato alla trasformazione dell’acciaio armonico, estratto dai pneumatici fuori uso, che ne consente la pulizia al 98% al fine di reimmetterlo sul mercato della siderurgia e fonderia come materia prima di recupero di alta qualità.
  • Moicomposites, ha brevettato un nuovo processo produttivo che unisce le prestazioni dei materiali compositi a fibra continua e matrice termoindurente alle potenzialità offerte dai processi di additive manufacturing con applicazione nei settori aerospazio, automotive, nautica, oil&gas e costruzioni
  • PhononicVibes, ha introdotto una nuova tecnologia brevettata, nel campo dei meta-materiali, con prestazioni senza precedenti nel controllo e isolamento delle vibrazioni e del rumore, con un approccio economico circolare.
  • Revo, una pista ciclabile smart modulare, prefabbricata e composta da materiali riciclati da posare su qualunque genere di superficie
  • StoreH, con Hydrogen On Demand che è un sistema di accumulo di energia e di generazione di idrogeno on demand che risolve il problema dell’intermittenza della generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
  • Wood-skin, prodotti di rivestimento 3D per pareti e soffitti, facili da installare e montare. Il prodotto è composto da pannelli già predisposti ad assumere una determinata forma, grazie alle fresature che li rendono in grado di piegarsi lungo le “cerniere digitali”, esattamente come un origami. Dalla forma piana i materiali evolvono in quella tridimensionale e, una volta messo in atto, il processo è sempre reversibile.
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La startup vincitrice della categoria Clean Tech è Captive Systems, nata sulla base di un brevetto del Politecnico di Milano per lo sviluppo di una tecnologia innovativa per la produzione e commercializzazione di materiale ferromagnetici utilizzati per la captazione di prodotti in acqua, aria e suolo.

Diamo ora uno sguardo alle startup vincitrici del PNI, Premio Nazionale Innovazione, tra le prime business plan competition legate al mondo dell’Università italiane e agli Enti di Ricerca Pubblici associati al PNICube (in totale oggi 47):

  • Specto (della StartCup Lombardia), il vincitore assoluto del PNI2019 e del Premio Industrial, sviluppa spettrometri ottici miniaturizzati di nuova generazione per la diagnostica biomedica e la caratterizzazione dei materiali, grazie all’utilizzo di un fascio di luce che consente di rilevare le proprietà meccaniche altrimenti non misurabili.
  • HT Materials Science Italy (della StartCup Puglia), il vincitore del premio Iren CleanTech & Energy per il miglioramento della sostenibilità ambientale, che ha sviluppato MAXWELL 2020, un liquido refrigerante costituito da nanoparticelle che aumentano significativamente la capacità di scambio termico e l’efficienza energetica degli impianti di climatizzazione [HVAC] e raffreddamento. La riduzione dei consumi energetici dell’impianto comporta, oltre a un risparmio economico, anche una sensibile riduzione dell’emissione CO2 che deriva dai consumi di energia elettrica e termica dell’impianto. 

E ancora guardiamo al circuito Bheroes, che nell’ultima edizione 2019 ha incontrato 500 startup in 25 tappe in tutta Italia:

  • Agribiom, produzione ecocompatibile di bio-spray pacciamante da fonti rinnovabili e scarti agro-industriali, in alternativa all’uso di plastiche di origine petrolifera non biodegradabili che generano elevati danni ambientali.
  • Fleep, che lavora su tecnologie di printed electronics, che consentono di stampare circuiti microelettronici a basso costo utilizzando comuni tecniche di stampa su superfici di diversa forma e natura, come ad esempio il Pet delle bottigliette di plastica, bio-plastiche o carta, senza utilizzare silicio e altri metalli rari e difficili da smaltire.
  • Vitesy, soluzioni green e connesse per il monitoraggio e la purificazione dell’aria, che grazie a un filtro fotocatalitico rivestito di biossido di titanio che cattura ed elimina COV, virus, odori e batteri e che esalta un processo naturale quale quello della fitodepurazione di alcune piante (che riescono ad assorbire, biodegradare e rendere innocui gli elementi contaminanti presenti nel suolo, nell’aria o nell’acqua).
  • Pcup, un bicchiere in silicone indistruttibile e intelligente grazie a sensoristica integrata NFC, che promette di rivoluzionare l’esperienza all’interno di un locale o ad un evento in modalità sostenibile, abilitando per esempio pagamenti contactless, zero code per prendere un drink, comunicazioni dedicate e tanto altro e riconsegnando il bicchiere a fine evento, per un futuro riutilizzo.
  • Airlite, tecnologia che si applica come una normale pittura su ogni tipo di superficie per migliorare la qualità dell’aria in modo 100% naturale.
  • CoRe, che ha sviluppato e brevettato MadFlex, una tecnologia che permette la realizzazione di pannelli multristrato ultraleggeri in materiale composito, con proprietà meccaniche uniche.
  • Covergel, licenziataria di un brevetto per un metodo di raffrescamento che prevede l’utilizzo di un gel super-assorbente capace di assorbire grandi quantità di acqua per farla poi evaporare con il solo ausilio del calore fornire dal sole ottenendo cosi un forte sotto raffreddamento all’interno dell’edificio a cui è applicato (evaporative cooling).
  • Duedilatte, tessuti innovativi derivati dalla caseina del latte a partire dalle eccedenze industriali del settore alimentare, grazie a tecniche di bio-ingegneria e un processo di riciclo eco-friendly che separa la caseina dal siero, per poi trasformarla in fibra e filato.
  • EarthBi, bioplastica altamente biodegradabile, frutto di un processo brevettato, che non inquina perché in grado di biodegradarsi in minimo 90 giorni a seconda del manufatto in cui è utilizzata, con produzione tracciata in blockchain e tokenizzazione.
  • Feeling Felt, brand di design e moda ecosostenibile che fornisce accessori smart utilizzando materiali innovativi a basso impatto ambientale quali un feltro 100% prodotto dal riciclo di bottiglie di plastica o similpelle di origine vegetale e filamenti compostabili di bioplastica e canapa.
  • GC-PD, che si occupa di recupero e valorizzazione di scarti dell’industria lattiero-casearia.
  • Graphene-XT, specializzata in nanotecnologie, ha sviluppato una tecnologia eco-friendly (senza l’utilizzo di solventi tossici e nocivi per l’ambiente) per la produzione di grafene di alta qualità.
  • IUV, che ha sviluppato un progetto di packaging innovativi, edibili e biodegradabili basati su rivestimenti realizzati con componenti naturali, in grado di sostituire gli imballaggi plastici nel comparto food & beverage.
  • Nanolead, che si propone di realizzare un innovativo accumulatore al piombo-acido con elettrodi nanostrutturati in grado di essere ricaricato completamente in soli 6 minuti.
  • Nanomater, nanoparticelle per i settori farmaceutico, cosmetico, agroindustria, ambiente.
  • PoliPo, che ha sviluppato un processo di sintesi di plastiche biodegradabili a partire dagli scarti alimentari, di tipo chimico non fermentativo.
  • Reair, prodotto che può essere applicato su qualunque superficie per eliminare smog e purificare l’aria, composto da molecole fotosensibili che si attivano dopo essere state colpite da raggi UV e a contatto con l’aria.

Il 2019 si è chiuso infine con un investimento di tre milioni di euro dell’industriale Sergio Dompè in Materias, società promossa dall’ex ministro dell’Innovazione Luigi Nicolais specializzata nello sviluppo di tecnologie innovative grazie a investimenti seed nel campo dei nuovi materiali avanzati e che si posiziona tra il mondo della ricerca scientifica e quello delle realtà industriali. Il già citato fondo di tech transfer di MITO ha investito in Respectlife, startup nata all’interno della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, che produce senza l’impiego di sostanze tossiche pericolose per l’uomo e l’ambiente tessuti high tech altamente performanti con proprietà antimicrobiche

Chiudiamo con uno veloce sguardo all’estero: i numeri relativamente agli investimenti del Corporate e Venture Capital nel settore dei materiali ci confermano che il trend è quello giusto: una crescita anno su anno, per un totale nel periodo 2013 – 2018 di poco meno di 7 miliardi di dollari. Come dire, nel mondo già da qualche anno non si investe più solo nel digital o nel biotech.

 

Fonte: EUREKA! Venture SGR, elaborazioni interne

 

Infine, la Cina ha istituto un fondo da 21 miliardi di dollari per sviluppare ulteriormente il suo settore manifatturiero avanzato grazie a investimenti in società che lavorano in tre aree di cui una – non a caso – è proprio quella dei nuovi materiali. I Materiali Avanzati rappresentano uno dei settori all’avanguardia a cui la Cina ha dato la priorità nel suo piano Made in China 2025 per dominare a livello globale nella tecnologia. Prima di questo fondo c’è stata l’istituzione di un secondo fondo dedicato ai semiconduttori (anch’esso fortemente dipendente dall’innovazione nei materiali) da circa 29 miliardi di dollari.

Insomma, il percorso sembra tracciato, il trend è evidente e anche noi in Italia abbiamo tanto da esprimere. I materiali possono davvero cambiare la nostra vita, in meglio: contribuiscono a risolvere problemi fondamentali del nostro mondo, servono per fare prodotti più efficienti, sostenibili, meno costosi e con performance migliori, uniche e nuove rispetto a quanto oggi noto. Un contesto favorevole, foriero di grandi opportunità da cogliere, nell’ambito del quale abbiamo deciso – insieme a un team con track record e competenze complementari e grazie al supporto della piattaforma per il trasferimento tecnologico ITATech – di far nascere  EUREKA! Venture SGR, società di venture capital indipendente focalizzata sul deeptech che ha promosso il fondo di technology transfer “Eureka! Fund I – Technology Transfer” dedicato a investire proprio in Material Science.

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Pubblicato il:

30 dicembre 2019

Scritto da:

Stefano Peroncini

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