Cosa offre alle startup lAustria, il Paese con PIL al 2,8 per cento
Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK
Cosa offre alle startup l’Austria, il Paese con PIL al 2,8%

“Scopo di Aba è quello di attirare in Austria gli investimenti e le imprese dall’estero”, esordisce così Gerlinde Gahleitner, director Southern Europe di Aba-Invest in Austria.

L’organizzazione voluta 35 anni fa dal governo di Vienna offre servizi di assistenza e supporto in ambito legale, fiscale, di mercato, sulle politiche del lavoro, sull’individuazione della location a tutte le aziende che decidono di aprire una filiale o di trasferirsi in Austria. “Lavoriamo con aziende di ogni settore e dimensione – spiega la manager a Startupbusiness -, dal 1995 abbiamo avviato azioni specifiche per fare dell’Austria l’hub verso l’Est Europa e dal 2000 è attiva la riforma fiscale che ha abbassato la tassa per le aziende dal 34 al 25%”.

Aba, che è finanziato dal governo con 4,3 milioni di euro l’anno, ha nel 2016 portato 319 nuove aziende nel Paese per un valore complessivo di 705 milioni di euro e la creazione di oltre 2600 posti di lavoro, un dato che è in crescita del 7,4% rispetto a quello dell’anno precedente in termini di numero di imprese e del 42% in termini di valore, mentre per il 2017 i dati attesi sono in linea con quelli del 2016. La maggior parte delle imprese che scelgono l’Austria provengono dalla Germania, dall’Italia per circa il 10% del totale e principalmente da Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, dalla Cina, dalla Slovenia e la maggior parte di loro aprono filiali operative con la missione di espandere il loro business in Austria e nei mercati dell’Europa centro-orientale.

Il supporto alle startup

Naturalmente Aba ha anche un programma specifico per le startup come illustra Gahleitner: “da circa due anni abbiamo avviato una strategia a sostegno delle startup e degli altri attori dell’ecosistema come coworking e acceleratori, vi sono poi strumenti finanziari specifici che sfruttano sia il fondo perduto sia il credito agevolato e dal primo gennaio 2018 sarà possibile costituire la nuova azienda con una procedura interamente online. Vi sono poi programmi regionali specifici che offrono ulteriori agevolazioni. Noi consideriamo startup quelle aziende con meno di cinque anni di vita che offrono un prodotto o servizio innovativo, ma sono poi gli enti erogatori come Ffc e Aws a gestire operativamente gli incentivi, noi in Aba aiutiamo queste aziende a presentare le domande e a scrivere i business plan in modo che rispondano alle richieste degli enti erogatori”. Informazioni dettagliate sul piano startup di Aba sono disponibili qui.

Tra i settori che vanno per la maggiore tra le startup che decidono di avere sede in Austria ci sono life science e industria creativa, settori per i quali il Paese offre un terreno fertile per il loro sviluppo grazie anche a eventi come il Pioneers Festival di Vienna, che è ormai diventato uno degli eventi di riferimento in Europa, e con storie di successo come quella di Runtastic che è stata acquistata da Adidas e di MySugar che ha fatto una exit da 200milioni di euro con Roche. Le zone del Paese preferite dalle startup ma anche dalle aziende più grandi che scelgono l’Austria sono, oltre all’area di Vienna, la Carinzia, il Tirolo e la zona di Salisburgo.

Nel 2017 il nostro Pil crescerà del 2,8%, investiamo in ricerca e sviluppo il 3,14% del Pil, abbiamo quindi già superato l’obiettivo del 3% che la Ue vuole raggiungere entro il 2020 – sottolinea la manager che parla un perfetto italiano e che per Aba è anche responsabile per tutto il mondo per le attività legate all’industria del turismo – e il tasso di disoccupazione è al 5% grazie anche al bonus occupazione che riduce del 50% tutti i costi non salariali per un periodo di tre anni per le persone che vengono assunte dalle imprese, startup comprese”.

 

Share:

direttore
Ricevi la nostra newsletter

Pubblicato il:

27 novembre 2017

Categorie:

Case History


Articoli correlati
Video Consigliati
reply