Call per startup

Startup SaaS B2B, investimenti fino a 300K con SWG

Aperta fino al 5 maggio la call per lo scouting di startup da inserire nel nuovo programma di supporto dell’acceleratore estone Startup Wise Guys che ha una sede anche a Milano. Il programma è in 3 moduli e prevede l’accelerazione del prodotto, dell’azienda e dei suoi fondatori.

26 Apr 2022

Era arrivato in Italia a settembre 2020 l’acceleratore estone, oggi tra i più attivi in Europa, Startup Wise Guys. L’organizzazione è attiva da circa 10 anni e ha contribuito al lancio di  circa 300 startup, ha al suo attivo 9 exit tra cui diverse proprio in ambito di enterprise software. Oltre all’Italia e all’Estonia ha programmi di accelerazione anche in Lituania, Lettonia, Danimarca in diversi settori, tra cui anche Fintech, Cyber e Sostenibilità.

 Il prossimo 5 maggio si chiuderanno le candidature del SaaS Startup Accelerator, il programma di accelerazione per startup con soluzioni SaaS per il mercato business. Il batch darà l’accesso a un investimento iniziale fino a 90mila euro, un ecosistema di oltre 250 mentors e più di 200 investitori,  e a un programma di accelerazione della durata di 5 mesi con sede a Milano, al termine del quale saranno possibili investimenti di follow on pari a circa 300mila euro.

Il programma si articola verrà in 3 moduli e prevede l’accelerazione del prodotto, dell’azienda e dei suoi fondatori, attraverso: sessioni di mentorship, product market fit e sviluppo dell’azienda, vendite e marketing e raccolta di capitali.

“Sarà un grande privilegio lavorare a stretto contatto con startup promettenti e fondatori talentuosi e appassionati. – dice Andrea Orlando, Managing Partner di Startup Wise Guys in Italia. “La nostra missione è quella di mettere in campo per le imprenditrici e gli imprenditori di domani competenze, strategie, cultura aziendale e una forte rete di relazioni che contraddistingue da sempre Startup Wise Guys nel panorama internazionale”.

Lo scorso settembre, SWG ha presentato il suo primo report sull’ecosistema delle startup italiano, individuando quali settori principali il fintech, il madtech e la cybersecurity. Contrariamente a quanto si crede, dal report emerge che i founder italiani non percepiscono come freno affatto la burocrazia, tendono all’internazionalizzazione, e sono abili  fundraiser.

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