(Adnkronos) – “Al mio segnale, scatenate l’inferno!”. Qualcuno l’inizio del concerto dei record di Ultimo se lo immagina così: Russell Crowe che, per una volta senza il doppiaggio di Luca Ward (ormai parla un ottimo italiano), pronuncia la frase simbolo del Gladiatore davanti a 250.000 persone. Una suggestione nata quasi per gioco, ma che da giorni rimbalza tra i fan dopo che l’attore premio Oscar, ospite del Taormina Film Festival, ha confessato la sua grande ammirazione per il cantautore romano. “Sono un grandissimo fan di Ultimo, in particolare del suo album ‘Solo’. È un artista di enorme talento, sia come autore sia come interprete”, ha detto Crowe ricevendo il Premio alla Carriera. Poi la battuta calcistica, inevitabile: “Ultimo tifa Roma, ma lo perdono. La sua musica va ben oltre la sua squadra di calcio”, ha scherzato il celebre tifoso laziale. E ancora: “Avrei dovuto menzionare Lucio Battisti (del quale si dice avesse simpatie biancocelesti, ndr.), ma amo davvero la musica di Ultimo”. Quando gli è stato chiesto se gli piacerebbe duettare con Ultimo, Crowe ha sorriso: “È troppo ‘cool’ per un vecchio come me”.
Un endorsement che ha acceso la fantasia del pubblico: perché Crowe, oltre a essere una star del cinema, è anche un musicista vero. Due anni fa fu ospite a Sanremo con la sua band The Gentlemen Barbers, ha suonato, ha raccontato di essere stato un rockabilly e di aver scritto la sua prima canzone a 16 anni. Insomma, vederlo salire sul palco di un concerto, per quanto leggendario, non sarebbe strano. Ma per ora siamo nel campo delle ipotesi.
Ad oggi, l’unico ospite annunciato per il concerto del 4 luglio è Fabrizio Moro, che – come comunicato dagli stessi artisti – non salirà sul palco con Ultimo, ma terrà un suo concerto in apertura dell’evento prima che sul palco salga il vero protagonista. Nessuna conferma, dunque, su un eventuale coinvolgimento di Crowe: potrebbe restare un sogno dei fan, oppure diventare una sorpresa dell’ultimo minuto. Quel che è certo è che organizzatori, amministrazione comunale, prefettura e forze dell’ordine stanno lavorando da mesi per evitare che il raduno dei 250.000 spettatori nella spianata di Tor Vergata si trasformi davvero in “inferno”, soprattutto dopo le recenti polemiche sui disagi vissuti dal pubblico in altri grandi eventi, come il concerto di Cremonini all’Ippodromo Snai di Milano.
La macchina organizzativa è imponente, con un piano mobilità studiato nei minimi dettagli tra parcheggi prenotabili, metro aperte anche di notte e car sharing e un allestimento mai visto prima: il palco, lungo 140 metri, ospiterà 34 torri alte 33 metri; 2.500 metri quadri di schermi Led ad alta risoluzione; oltre 1.500 punti luce; 18 maxischermi distribuiti lungo tutta l’area; 36 torri delay con audio e luci. A 60 metri d’altezza, sostenuta da due gru, svetterà una gigantesca struttura luminosa di 21 metri per 10, che riproduce la firma di Ultimo e sovrasta un enorme simbolo dell’infinito, ormai marchio visivo ricorrente del cantautore. La struttura si animerà grazie a 46 motori a velocità variabile. Dal palco principale partirà una passerella, anch’essa a forma di infinito, lunga 30 metri.
Un palco da sogno per un giorno che, nell’immaginario di Ultimo e del suo pubblico, è già leggenda, tanto da diventare anche il titolo del nuovo album, ‘Il giorno che aspettavo’, settimo disco di inediti del cantautore romano, in uscita il 19 giugno per Ultimo Records e già disponibile in pre‑order. Un evento kolossal, un rito collettivo, un appuntamento che ha già assunto i contorni del mito. E se Russell Crowe dovesse davvero presentarsi sul palco? Per ora è solo fantasia. Ma, come insegna il Gladiatore, “ciò che facciamo in vita riecheggia nell’eternità”. E questo concerto, comunque vada, riecheggerà a lungo. (di Antonella Nesi)
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