(Adnkronos) – Il vertice Nato di Ankara, conclusosi ieri, aveva un tema tutt’altro che leggero: l’aumento delle spese militari dei Paesi alleati. Ma a fare da contrappunto, quasi a voler prendere alla lettera l’agenda del summit, ci ha pensato il padrone di casa. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha, infatti, regalato a ciascun leader presente una pistola con il proprio nome inciso sopra, corredata di una scatola di munizioni.
A raccontarlo è stato il primo ministro britannico Keir Starmer, che ne ha parlato ai giornalisti sul volo di rientro a Londra. Erdogan, ha spiegato, aveva allegato anche una nota che esentava le armi dai controlli doganali sulle esportazioni turche. Starmer – al suo ultimo appuntamento internazionale da premier, dopo l’annuncio delle dimissioni lo scorso 22 giugno – ha però preferito lasciare la pistola in Turchia, poiché introdurla nel Regno Unito sarebbe stato illegale.
Diversa la scelta di Giorgia Meloni, destinataria dello stesso omaggio riservato agli altri leader, che ha invece portato l’arma in Italia. Secondo quanto riferiscono fonti governative all’Adnkronos, l’operazione si è svolta seguendo le procedure previste: la pistola è stata presa in carico da personale autorizzato a maneggiare armi e, una volta rientrati in Italia, sono state avviate le procedure per denunciarne il possesso. L’arma è stata quindi registrata a Palazzo Chigi, come avviene per tutti i doni ricevuti dal premier, ed è entrata nella disponibilità della Presidenza, protocollata come ogni altro omaggio. Anche in questo caso, a rendere possibile il trasporto è stato il documento, fornito da Erdogan, per l’uscita dell’arma dal Paese.
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