Europa

Vivatech, il ritorno della tech grandeur

La manifestazione di Parigi torna alla grande con record di espositori e di superficie occupata, buona la presenza delle startup italiane anche se qualcosa da migliorare ancora c’è

20 Giu 2022

Dopo due anni di pandemia i grandi eventi tornano a sfoggiare la loro grandeur dal vivo e tra i tanti dedicati a tecnologia e startup quello di Parigi, il Vivatech, proclama di essere quello più grande di Europa e a livello di numero di startup presenti e dei metri quadrati occupati può vantare di esserlo.

A livello organizzativo nonostante le mille tecnologie applicate risulta però piuttosto caotico e trovare le startup desiderate non è facile, anche perché dato il costo elevato, 3500 euro per lo stand più microbico, molte startup hanno preferito condividere i giorni della fiera con altre startup, con il risultato che se non si arriva nel giorno giusto, non si trova quello che si cerca. Anche gli incontri con gli investitori, nonostante le innumerevoli pitch competition sparpagliate nei vari padiglioni, non risulta molto efficace. Molto meglio laddove si applicano formule di speed-dating.

I trend del momento sono chiari: mobilità, energia, green da un lato e 3D e metaverso dall’altro ma tra il mondo virtuale e la mobilità quest’ultima, con la sua dote di chiara utilità materiale, sembra vincere la sfida. Il Vivatech infatti almeno visivamente è stato dominato dalle soluzioni di mobilità elettrica, con alcuni spunti dove l’idrogeno spicca.

Oltre alle solite futuristiche moto elettriche, sempre più sfoggianti design magnifici come quella di Akkodis, alle auto di formula E simili oramai a razzi a quattro ruote, ai modelli avveniristici che non sfigurerebbero nella scenografia di Blade Runner presentati da Audi e Renault, alle navette a guida autonoma che già non fanno più notizia, anche altre soluzioni più divertenti si stanno affacciando sul mercato come il pickup leggero ed essenziale presentato da KG Mobility al grido di “meno è meglio”, impareggiabile a livello di simpatia.

Tra i tanti droni presentati (con applicazioni belliche, di trasporto pacchi, sicurezza ecc..) sicuramente quello più cool è quello di MACA . Parliamo della prima vettura volante da gara a idrogeno (senza pilota). Che grazie a un sistema anticollisione promette di gareggiare a 250 km/h senza disintegrarsi dopo 5 minuti. Al pari di questo le comunque impressionanti corse delle mini auto robot a guida autonoma impallidiscono.

Tra i tanti prodotti e servizi esposti quello che ha dimostrato un’attrazione irresistibile per chi è affascinato di innovazione e mobilità, è stato l’oramai estremamente reale SPEAV (Safe personal electric aerial vehicle) sviluppato da Jetson . Il suo fondatore di origini polacche, Tomasz Patan, nella sua missione di rendere il volo accessibile a tutti ha sviluppato il primo quad del cielo a propulsione elettrica. Cento chilometri orari e 20 minuti di autonomia. Facilissimo da guidare e al modico prezzo di 92mila dollari. Quattrocento unità già vendute a quei fortunati che potranno divertirsi nei cieli di Stati Uniti e Polonia e con qualche restrizione in più in molti altri. Questo veicolo rappresenta la vera svolta ed è stato sviluppato vicino ad Arezzo, in Italia. Conterò i giorni fino a quando lo potrò provare.

Jetson
Jetson

Per i veri nerd della mobilità anche i simulatori di guida di treni e metropolitana sono stati quasi più gettonati dei visori dello stand di Meta e dei tanti altri che proponevano esperienza virtuali. Quasi emozionante vedere la presenza delle ferrovie francesi (SNCF) che hanno portato addirittura un TGV M (sviluppato con Alstom) in fiera.

Una menzione speciale per i settori della robotica e del beauty che, incredibilmente, hanno recitato ruoli inversi rispetto alle aspettative. Robotica sinceramente sotto tono, considerato anche quanto annunciato da Elon Musk nelle sue ultime interviste. Alcune cose interessanti, ma già viste, come il braccio robotico che prepara caffè, gelato e altri alimenti, o il cavallino robotico, ma soprattutto decisamente non ancora uno dei settori dominanti. In 5 anni probabilmente i droidi e le loro applicazioni la faranno da padroni. Ma ancora no.

Invece applausi per il mondo del beauty, che, probabilmente perché giocavano in casa, ha svolto un ruolo centrale nell’attrarre l’attenzione dei visitatori nei mega padiglioni allestiti da LVMH e L’Oréal nella zona centrale della fiera. Fino a qualche anno fa sarebbe stato inimmaginabile. Fa piacere che vedere che l’open innovation sta conquistando sempre nuove corporate.

beauty innovation
beauty innovation

Buona la presenza delle startup italiane grazie al padiglione dell’Italian Trade Agency che ha reso più economica la partecipazione alla fiera a una ventina di startup. Sarebbe ulteriore supporto aiutare queste startup anche a fare presentazioni migliori prima di portarli all’estero visto che alla pitch competition di venerdì non tutti sono risultati efficaci. Diamo comunque un premio virtuale per la simpatia ai ragazzi di AIDAP di Loreto nelle Marche focalizzati nel portare soluzioni di intelligenza artificiale nel settore dell’healthcare. Premio “international startup” a quelli di AWorld per la partnership con le Nazioni Unite e per cercare di battersela con competitor stranieri molto meglio finanziati. Premio alla combattività per Future Fashion (www.futurefashionsolution.com) che nonostante la posizione penalizzante del proprio stand è riuscita ad attrarre i grandi nomi della moda per vedere le sue soluzioni di 3D Asset Management e 3D Commerce. E infine un premio d’incoraggiamento alla fondatrice di iHeel, la mega mascotte di plastica blu di una startup locale continuava a coprire il suo piccolo stand fino a portarla quasi alle lacrime, nonostante ciò le sue scarpe con tacco allungabile hanno riscosso un grande interesse soprattutto da parte di quelle innovatrici che riuscivano a trovarla.

Francesco Mantegazzini è consulente all’innovazione del Gruppo FNM

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