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Vivatech Parigi 2024, le ‘Nazioni Unite’ del tech

L’evento che si svolge nella capitale francese è punto di riferimento continentale per le novità tecnologiche e la crescita del mondo delle imprese che fanno innovazione

Pubblicato il 25 Mag 2024

Un veduta di Vivatech 2024

Sempre più grande, sempre più nazioni presenti, sempre più speaker, sempre più pubblico, sempre più food stand e sempre Elon Musk.

Anche quest’anno Viva Technology a Parigi si è dimostrato essere il principale evento in Europa per l’innovazione e il tech. Oltre 3500 espositori. Oltre 120 Paesi. Praticamente le Nazioni Unite della tecnologia. Novità principali: il padiglione dedicato allo sport-tech è stato riconvertito in secondo padiglione proprio per ospitare le crescenti richieste. Anche il ponte di collegamento prima destinato a workshop e altre attività è diventato l’Impact Bridge con espositori del mondo Impact. Tra i principali speaker Serena e Venus Williams (campionesse di tennis), Bernard Arnault (chairman & chief executive office di LVMH), John Kerry (68esimo Segretario di Stato degli USA), Linda Yaccarino (CEO di X), Eric Schmidt (co-fondatore con la moglie Wendy di Schmidt Sciences ed ex-chairman e CEO di Google) e anche quest’anno, ma in remoto a causa della concomitante laurea del figlio), Elon Musk.

Se l’anno scorso ci crucciavamo con i rischi dell’IA, adesso tranquillizziamoci. Ormai è fatta. Quest’anno il take over dell’evento da parte dell’IA si è compiuto. Praticamente ognuna delle innumerevoli sessioni dell’evento presenta la parola IA al suo interno. I grandi saggi del tech hanno decretato l’entrata formale dell’umanità nell’era dell’IA, che soppianta quella di internet. Metà sessioni di dibattito sono sull’impatto sociale e su speculazioni metafisiche a tema IA. La potenza di marketing di queste due lettere è tale che anche i profumi al Vivatech si fanno con l’IA. Al punto che la domanda esistenziale che sorge dunque spontanea è: “se dovesse scegliere, un giorno che profumo avrà l’IA dominante?”

Anche l’introduzione del Navigator AI dentro l’app per aiutare i visitatori a tentare di orientarsi in questo larghissimo numero di espositori genera luci e ombre. Un grande aiuto per risparmiare tempo, ma su semplici task poi si perde. Per esempio chiedendo al Navigator AI qual è il numero di sessioni a tema IA nell’evento non si riesce a ottenere una risposta, se non una indicazione di alcuni temi che trattano di IA. Si vergogna a dirlo? Inoltre inutile usare IA se poi all’interno dell’evento non si riescono a trovare gli espositori perché non viene menzionato il fatto che alcuni sono presenti solo in determinati giorni. E che il numero di stand spesso non riflette una disposizione sequenziale.

Essendo troppa l’offerta dunque di contenuti, espositori e tematiche IA serve concentrarsi e in particolare su due speaker: Robin Li (co-fondatore, chairman e CEO di Baidu) e ovviamente Elon Musk.

Robin Li ha condiviso col pubblico alcune riflessioni sull’evoluzione dell’IA dal punto di vista cinese in termini di differenze rispetto all’approccio occidentale. Baidu, il Google cinese, infatti ha lanciato a marzo 2023 il chatbot Ernie Bot che si è aggiunto ai vari ChatGpt, Copilot ecc., e che a oggi dice avere 200 milioni di utenti (ovvero circa il doppio di ChatGpt). Il focus al momento in Cina per Baidu è più sul trovare delle super app o native AI app che riescano effettivamente a usare le potenzialità dell’IA piuttosto che sullo sviluppo dell’IA in sé.

Se poi volete conoscere il segreto del successo di Baidu questo va ritrovato proprio nel fatto che il motore di ricerca è stato costruito per essere nativamente basato su IA e linguaggio naturale. Mentre il segreto del successo di Ernie in Cina è proprio il fatto che è stato allenato su dati cinesi per il mercato cinese, tanto che Li ammette che pur gestendo richieste in inglese in questa lingua il chatbot ha performance inferiori.

ElonWorld

Nonostante il senso di immensità davanti al numero di innovazioni presentate alla fiera e ai mille spunti presentati negli innumerevoli speech, poi tutto si è ridimensionato in una semplice videocall di domande e risposte con Elon Musk, che con la semplicità del buon padre di famiglia americano (che appunto non è andato a Parigi di persona per poter partecipare alla laurea del figlio) è riuscito a dare una serie di informazioni su sviluppi futuri impressionanti dei propri business. Gli manca solo di dipingere la Gioconda e di iniziare a scrivere specularmente.

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Startup
  • Socialmedia: consiglia tutti i genitori di limitare l’utilizzo dei social ai propri figli dato che i social sempre più saranno sviluppati da IA finalizzate a massimizzare l’effetto dopamina degli stessi.
  • Neuralink: tra non troppo tempo i risultati di Neuralink attuali potrebbero portare ciechi a vedere e paralitici a camminare. E soprattutto a permettere all’uomo di poter in qualche modo competere con l’IA bypassando l’interfaccia sensoriale standard (occhi, orecchie, ecc.). In poche parole se agganci il cervello direttamente a interfacce evolute puoi far arrivare più rapidamente i dati e pensare più velocemente.
  • SpaceX: tranquilli, ha semplicemente detto che entro cinque anni porterà uomini sulla luna ed entro sette anni su Marte. Si. L’ha detto. Preparate i bagagli. Portare a un nuovo livello il genere umano è il suo più grande desiderio. Anche per evitare l’estinzione che arriverà inesorabile prima o poi sulla Terra.
  • IA: le attuali IA principali non sono funzionali al bene dell’umanità perché addestrate a essere politically correct e quindi generano risultati falsi (tipo il ritratto del presidente Lincoln come se fosse stato di colore). Questo potrebbe portare a devastanti decisioni rispetto all’umanità, per esempio preferire una guerra nucleare alla violenza su una singola donna. Guardando al futuro Elon è ottimista, e all’80% pronostica un futuro di abbondanza dove ognuno potrà scegliere le proprie occupazioni con beni assicurati dall’IA. Ma il restante 20% di scenario catastrofico è sufficiente a rendere l’IA la sua più grande preoccupazione, per cui ha deciso che piuttosto che stare a guardare e sperare che tutto vada bene di sviluppare la propria IA: “X AI”. La base differenziante saranno i principi di verità e curiosità. La curiosità potrebbe permettere all’IA di risparmiare la razza umana in virtù della voglia di vedere come progredirà essa stessa nel futuro. La verità ovviamente è un concetto più complesso, ma si affiderà a principi probabilistici statistici per definire cosà è più probabilisticamente vero. E per finire in bellezza, cercherà di sviluppare l’IA più divertente possibile (funniest > o anche: dotato di un elevato senso dell’umorismo). Così se un giorno ci dovesse uccidere tutti moriremo col sorriso.

Robotech

La presenza dei robot droidi/umanoidi anche quest’anno è stata relativamente modesta anche se con qualche spunto in più rispetto al passato. Curioso vedere come il pubblico fosse significativamente più interessato al Cybertruck Tesla che all’umanoide Optimus.

FOTO OPTIMUS

Ancor più curioso l’interesse per MIROKAI, il droide manga di Enchanted Tools che ha stregato grandi e ragazzi per il suo look incredibilmente affascinante. Destinato in primis a ospedali e case di riposo, i fondatori sperano di vederlo anche in hotel, aeroporti e ovunque una faccia gentile e simpatica possa accogliere e aiutare il pubblico.

Il trend dei robot simpatia vale il podio anche per ONYRO, il robot barman di IPSUM Tek.

Sempre presenti gli ormai stravisti cani/cavalli (quadruped) robot, che generano quasi uno sbadiglio fin quando non vedi il rappresentante della cinese Unitree Robotics cavalcarne uno (modello B2) e capisci che il giorno che gli daranno un look da unicorno tua figlia ne vorrà assolutamente uno.

In conclusione ancora il mercato non è focalizzato sui droidi, ma ci stiamo arrivando. E l’adozione di robot umanoidi nella nostra società (B2C) sarà più rapida se più che creare altri umani le aziende porteranno personaggi dal mondo fantasy tipo folletti simpatici, fatine e unicorni.

Sport-tech

Quest’anno da notare che il padiglione dedicato allo sport è stato abolito e ridotta la presenza dello sport-tech in generale rispetto all’edizione precedente. All’interno dello stand di Zero1ne (programma di accelerazione di Hyunday Motor Group) conquistato dalla solita gentilezza Sud Coreana della manager Yoonjae Lee ho potuto provare la tecnologia a supporto della Korean Archery Association per l’analisi del battito cardiaco nella preparazione al tiro tramite sensori inseriti nell’impugnatura. Spargendo il panico nello stand quando mi sono girato per parlare con la freccia incoccata.

I riflettori quest’anno li ha presi Bhout, startup brasiliana FitTech guidata da Mauro Frota che ha sviluppato un sacco da box intelligente che trasforma i colpi in punti e permette di competere in remoto con altri atleti di tutto il mondo. Per ora offerto in B2B, ma dall’anno prossimo anche B2C a tremila euro.

Anche il calcetto balilla non è stato risparmiato dall’evoluzione tecnologica tanto che allo stand AWS era possibile disputare una partita con un’analisi completa dei dati di gioco in tempo reale. Un nuovo cult della sport data analysis.

Healthtech

Oltre alle innumerevoli applicazioni IA di supporto a medici, nutrizionisti, esperti di fitness, le note di spicco sono emerse da Corpalhealth e U1st Vision (Software Republic – progetto di open innovation di Atos, Dassault Systèmes, Gruppo Renault, STMicroelectronics e Thales) .

Corpalhealth ha presentato un concetto di “Health Companion” (assistente alla salute), una sorta di avatar installato sulle auto (ormai sempre più digitalizzate) per assistere il conducente in quattro dimensioni: malattie croniche, monitoraggio della salute, modifiche del comportamento e anche meditazione. Tutto finalizzato non solo alla sicurezza: prevenire incidenti dovuti a colpi di sonno, attacchi di cuore ecc, ma anche aiutare il conducente nei momenti di attesa (della ricarica o altro) a rilassarsi tramite la meditazione. Ovviamente in caso di malessere non sarà effettuata una diagnosi dall’IA, ma l’insorgere di sintomi daranno la possibilità di contattare un medico per poi eventualmente chiedere al veicolo di dirigersi al più vicino pronto soccorso.

U1st Vision invece rivoluziona il concetto di servizi di mobilità trasformandolo in servizi IN mobilità. Ovvero tramite un rivoluzionario modulo multi servizio trasportato da un veicolo commerciale elettrico (FlexEVan) si possono portare i servizi direttamente ai cittadini. Il modulo presentato al Vivatech quest’anno permette di portare mini cliniche attrezzate in qualunque punto della città per erogare servizi di cura e prevenzione sanitaria.

Mobility 

La mobilità è sempre stata un punto fermo del Vivatech. Rispetto al 2023 si conferma il trend dei veicoli elettrici con crescita della presenza asiatica oltre ai costruttori francesi (in primis Peugeot e Renault). Audi quest’anno un po’ sotto tono, mentre Tesla ha la presenza dominante con tutti i suoi modelli incluso il Cybertruck

Grande attenzione del pubblico allo stand Peugeot per la concept Hypersquare dalle linee avveniristiche

Degni di nota sicuramente la simpaticissima e prima macchina con gli occhi della DEN presente allo stand della Region Sud francese e la Lightyear 0 che monta pannelli solari su cofano tettuccio e bagagliaio.

Particolare attenzione per la bellissima NAMX disegnata da Pininfarina con ricarica a bombole d’idrogeno estraibili.

Un po’ di delusione dal mondo delle due ruote con pochissimi modelli esposti. Elegante la retrò presentata da Maeving.

Unico spunto interessante arriva da Boon H2, che ha presentato la sua bicicletta a idrogeno ricaricabile a casa. Alcuni dati: la bici pesa 20kg, e la bottiglia di idrogeno da inserire nel telaio circa 2kg. Autonomia di 60km. Viene fornita con un generatore da casa delle dimensioni di un piccolo forno a microonde ed ha un prezzo intorno ai quattromila euro. Consuma acqua distillata 

Sottotono anche la presenza della Air Mobility che sta soffrendo nel suo lato B2C dalle tempistiche previste per il suo utilizzo. Presente però come al solito Volocopter, che sembra mantenere la sua leadership nella corsa del settore, con il suo Volocity nella sua ultima versione.

Molto bello il simulatore VR di EVTOL di Airbus per volo turistico.

Speciale menzione per il team di TUC , società torinese che ha sviluppato un sistema modulare plug & play per personalizzare gli interni dei veicoli. Sarà un caso ma le due volte che sono passato ho trovato prima Toyota e poi Ford a parlare col founder Ludovico Campana.

Robo mobility

Nella mobilità robotica da segnalare lo Zilus, all-terrain robot di Sabi Agri , Naio technologies col suo piccolo robot contadino OZ440, ma anche del veicolo pompiere BK Fire  presente allo stand dell’Algeria e alle soluzioni AI powered di Suez Digital per il monitoraggio interno di tubature dell’acqua e scarichi.

Mobilità per disabili

La soluzione più interessante nella mobilità per disabili arriva da Scewo  con la sua sedia a rotelle elettrica in grado di salire gradini.

Fashiontech

Come al solito la scena è stata dominata da LVMH, il vero padrone di casa dell’evento, con il suo padiglione centrale dove sono state esposte le principali innovazioni delle maison del gruppo oltre che alle migliori startup candidate agli LVMH Awards. Qua tutto è AI powered, anche il bellissimo albero generato con l’aiuto della generative AI che domina il centro dello stand. La super gettonatavpremiazione degli LVMH Awards ha visto la vittoria delle seguenti startup nelle varie categorie: Amplify (soluzioni sonore per le aziende), Aectual (riciclo per interior design), Fancytech (GenAI per creazione video commercial), Glanceable (IA per la customer experience), Authena (anti contraffazione e tracciabilità prodotti con IA), Heralbony (licenze artistiche per corporate generate da artisti con disabilità).

Womentech

Tra le startup più interessanti per il mondo delle novelle madri la francese Perifit ha presenziato con i suoi prodotti di spicco: un allenatore del suolo pelvico (con sua app) e una pompa tiralatte lanciata sul mercato del 2024.

 Tra quelle che potrebbero rientrare nei sacri testi di marketing invece l’altra startup francese che con il suo brand FAVA  ambisce a essere l’alleata dell’intimità femminile. Con un’ampia varietà di prodotti.

Defensetech

Di questi tempi guadagna visibilità ovviamente il padiglione del “Ministère des Armées” Francese dove spiccava l’avatar del soldato moderno e colpiva la postazione di Esport con un mitra pronto a sparare.

Gametech

Non moltissime novità in questo ambito certamente non core per il Vivatech. Ma un gadget ha veramente spopolato col pubblico tanto che è stato impossibile provarlo data la lista d’attesa al completo per tutta la durata della manifestazione: il MotionXP 600F simulator. Un controller evoluto per simulazioni di volo (es. F18) per vivere l’esperienza di Top Gun nella propria casa. 

AR/VR/edutech 

Molte le soluzioni in questo ambito, impossibile provarle tutte, ma due spunti vanno dati. Innanzitutto, parliamo di Meta. Padiglione un po’ ridotto considerate le ambizioni. Tre possibilità di provare l’ultimo visore AR/VR. In collaborazione con Porsche che esponeva il suo Macan EV, tramite il visore è possibile visualizzarlo in 3D VR. Sicuramente ci sono interessanti applicazioni, ma la risoluzione grafica ancora lascia a desiderare comparata ad altre soluzioni. Anche nella demo di fitness il peso del visore continua almeno a me a non convincere molto. Da notare che alla fine della demo viene chiesto di rispondere a tre semplici domande di cui l’ultima fa riflettere: “Ritiene che i giorni migliori di Meta debbano arrivare o che siano già passati?”. A voi lettori l’ardua risposta.

Invece chi ha chiaro il proprio futuro è VisionFlow che ha lanciato Talkit. Un’app AI nativa per non solo imparare una lingua, ma per viverla tramite esperienze immersive anche tramite visore VR.

Presenza italiana

Come ogni anno la presenza italiana è stata coordinata dall’Italian Trade Agency con il proprio padiglione con decine di startup da tutta Italia. Lo stand italiano ha ospitato una presentazione dell’ecosistema nazionale dove la platea ha potuto ricevere una sintetica e attenta panoramica da parte di Paola Bonomo (IAG), Enrico Cattaneo (MIT Technology Review Italia), Domenico Nesci (Deep Ocean Capital), Filippo Piazza (Angelini Ventures), Giancarlo Vergine (Over Ventures), Valentina Bonomo (L&B Partners), Fabio Ugolini (TrueScreen), Maicol Verzotto (Source).

(Francesco Mantegazzini è consulente all’innovazione e corporate venture capital del Gruppo FNM)

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