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BonusX, bonus e incentivi anche per i dipendenti delle aziende

La piattaforma che facilita l’accesso all’ottenimento di bonus pubblici, sviluppa nuovi servizi, punta a fare un nuovo round e a espandersi all’estero

Pubblicato il 29 Mar 2023

I fondatori di BonusX

La richiesta di bonus pubblici, a valle della pandemia e a fronte dell’attuale situazione economico finanziaria, coinvolge milioni di cittadini, alcuni dei quali solo di recente si sono avvicinati alla digitalizzazione e spesso non hanno gli strumenti per richiedere ciò che spetta a loro di diritto.

Da questa riflessione l’idea di Giovanni Pizza e Fabrizio Pinci di lanciare, nel 2022, una piattaforma che permettesse agli utenti di scoprire se potessero essere beneficiari di un bonus pubblico e li aiutasse nella compilazione delle pratiche in pochi clic.

Oltre 250mila utenti registrati

BonusX è la startup italiana che ha aiutato oltre 250mila persone a scoprire e richiedere i bonus pubblici a cui hanno diritto, con un totale di oltre 16 milioni di euro distribuiti grazie alla gestione delle pratiche in piattaforma. Ora lancia un programma a supporto del welfare aziendale per le imprese.

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Il programma BonusX per le aziende consente ai datori di lavoro di aiutare i propri dipendenti ad accedere alle agevolazioni e gestire le pratiche collegate direttamente sulla piattaforma della startup. In pochi clic, i dipendenti possono determinare se hanno i requisiti per i bonus e richiederli online. Possono, inoltre, richiedere servizi come il modello ISEE o il modello 730, ridurre il prelievo fiscale, e gestire tutti gli aspetti burocratici della loro richiesta.

“Da ex dipendenti di grandi aziende e appartenenti alle nuove generazioni di lavoratori, sappiamo bene quanto sia importante per i dipendenti la presenza di benefit aziendali – dice in una nota Fabrizio Pinci -. Il benessere complessivo dell’azienda aumenta: i dipendenti sono supportati, non solo economicamente, nella loro vita personale, mentre i reparti delle risorse umane hanno uno strumento semplice e automatizzato. Si supera, quindi, il vecchio concetto di azienda come luogo di lavoro, diventando una comunità più vicina al dipendente”.

BonusX è stata creata proprio perché, nonostante i diversi miliardi di euro investiti nel welfare pubblico, in media fino al 60% degli aventi diritto a un’agevolazione non riesce ad ottenerla. La causa risiede in informazioni complesse e procedure burocratiche che non sono facili da eseguire. Ciò richiede il supporto di esperti, che naturalmente hanno un costo, e molte ore per ottenere una risposta non sempre positiva. BonusX ha investito nella costruzione di una tecnologia (patent pending) supportata dagli specialisti della materia che consente ai cittadini, inclusi i dipendenti delle aziende, di scoprire come ottenere i bonus a cui hanno diritto.

“Abbiamo stimato che, in media, ogni singolo utente con lavoro dipendente ha ottenuto 1.064 euro all’anno su BonusX, grazie alla prequalificazione e alla gestione delle pratiche in piattaforma. – spiega Giovanni Pizza -. Le aziende possono convenzionarsi e far accedere i propri dipendenti in piattaforma direttamente con l’e-mail aziendale o comunicando i nominativi, senza costi di sviluppo o setup. Inoltre, i dipendenti riducono le ore sprecate e lo stress burocratico, scoprono nuove opportunità e riescono perfino a ottimizzare la propria tassazione con i servizi di 730, modello redditi e le agevolazioni fiscali integrate”.

Nuove assunzioni e progetti per il nuovo anno

Oltre all’entrata nel mondo delle aziende, BonusX apre nuovamente le sue porte e cerca 18 nuove figure per allargare il team, composto attualmente da 12 persone, per superare i 30 dipendenti entro la fine dell’anno. Nello specifico, la startup è alla ricerca di software developer, business development specialist e welfare & tax specialist.

L’azienda sta lavorando a un nuovo round di investimento, con focus su partner internazionali. L’obiettivo è di accedere a nuove risorse e competenze per consolidare il mercato italiano e avviare l’espansione all’estero. Il problema dei non-take-up (persone che hanno diritto a un bonus pubblico ma non riescono ad accedervi) è infatti comune a molti Paesi, dall’Europa fino all’America Latina, passando per gli Stati Uniti.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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