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Ecco le misure del governo per le startup

E’ il titolare del ministero Imprese e made in Italy a rilasciare il documento che contiene anche misure a sostegno delle startup e PMI innovative

Pubblicato il 26 Gen 2023

In un nostro approfondimento di qualche mese fa, alla genesi del Governo Meloni, avevamo rilasciato l’intervista del vice ministro del MIMIT Valentino Valentini, il quale alla domanda sulla mancanza di un ministro dell’innovazione, il vice ministro rispondeva così: “In questo ministero purtroppo si è perso il focus startup come tale perché hai le grandi crisi”. Tanto di cappello: forse eravamo stati i primi ad aver ottenuto per iscritto una dichiarazione istituzionale, che fino a quel momento per tutti i player economici e dell’informazione era stata solo una risposta congetturale dovuta al fatto stesso: la mancanza di un ministro dell’innovazione e il passaggio dal MiSE al MIMIT.

È però in questi giorni giunta un’altra notizia: finalmente il “focus” c’è. Ma andiamo nel dettaglio: il 18 gennaio 2023 è stato firmato dal ministro delle Imprese e del made in Italy (MIMIT), Adolfo Urso, un Atto di indirizzo “per la definizione delle priorità politiche per l’anno 2023”.

Tale documento individua le priorità politiche del MIMIT per il 2023, e, come si legge, tali “priorità politiche costituiscono gli indirizzi strategici che dovranno orientare la programmazione degli obiettivi e l’azione del ministero per l’anno 2023 e per il triennio 2023-2025”.

Dopo aver sciorinato il contesto che l’attuale Governo ha ereditato con tutto lo scenario geopolitico che stiamo vivendo, ovvero quello delle grandi crisi – pandemiche, economiche, belliche ed energetiche -, ciò che può sembrare per alcuni una retro-marcia e per altri un “contentino” è espresso proprio nella parte centrare del testo, il benedetto “focus” tra i campi e le misure di intervento: “di particolare rilevanza strategica è il sostegno al finanziamento delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione. In questo ambito saranno potenziati taluni degli strumenti già operativi presso il ministero, dai contratti di sviluppo, ai fondi IPCEI, così come gli accordi di innovazione con particolare attenzione al mondo delle startup e PMI innovative”.

Le priorità

Non solo, ma il testo identifica sei priorità politiche del MIMI per l’anno 2023, di cui due riguardano proprio le startup e PMI innovative:

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Startup
  • Sostegno alle imprese attraverso una strategia industriale integrata a livello nazionale ed europeo
  • Tutela e sostegno del made in Italy e dei settori strategici nazionali
  • Autonomia strategica e tecnologica dell’aerospazio, nei settori ad alta innovazione e nelle telecomunicazioni
  • Rimozione degli oneri burocratici che rallentano gli investimenti delle imprese
  • Monitoraggio continuo sui prezzi e vigilanza per il buon funzionamento del mercato
  • Efficienza, efficacia e integrità dell’azione amministrativa

Ora, la priorità numero 1 e 3 sono proprio indirizzate alle startup e PMI, come si legge e viene specificato nel testo.

Infatti, per quanto riguarda il sostegno alle imprese (Punto 1), viene specificato che verrà svolto un intervento mirato al “riordino e razionalizzazione degli strumenti agevolati, con particolare attenzione alle imprese colpite dalla crisi e alle piccole e medie imprese. Dovrà essere utilizzata la leva degli strumenti incentivanti tradizionali, a partire dai contratti di sviluppo e passando per gli accordi per l’innovazione, le misure Transizione 4.0 e gli IPCEI” e “devono inoltre essere assicurati interventi coerenti a sostegno delle startup e delle PMI innovative”.

Mentre nel terzo Punto, il “focus” non si perde: dalla valorizzazione degli European Digital Innovation Hubs e delle Case delle tecnologie emergenti, all’incentivare “gli investimenti pubblici e privati nei progetti di sicurezza cibernetica nazionale, con particolare riguardo alle startup e PMI innovative”.

Insomma, al di là che per l’esecuzione di queste misure vengano ricollocate quelle del PNRR e Piano Nazionale degli investimenti complementari per un importo pari a 25,041 miliardi di euro sino al 2026, dato che molte di esse provengono proprio dal medesimo Piano, si può ammettere che al momento il focus  sulla carta appare, come anche in questo passaggio che riportiamo: “di particolare rilevanza strategica è il sostegno al finanziamento delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione con particolare attenzione al mondo delle startup e delle PMI innovative , che possono generare valore aggiunto a supporto della trasformazione delle filiere nazionali, nel quadro della doppia transizione digitale ed ecologica”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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