GymBeam, il colosso europeo del fitness sceglie Vienna e Milano

Dalibor Cicman è il fondatore e CEO di GymBeam, realtà nata originariamente in Slovacchia che oggi è una principale piattaforma internazionale di e-commerce per il settore salute e fitness in Europa. Un vero e proprio colosso con un fatturato che nel 2025 ha toccato quota 269 milioni di euro on EBITDA consolidato aumentato del 35%, raggiungendo i 18,7 milioni di euro, con una redditività che sta quindi crescendo a un ritmo significativamente più rapido rispetto al fatturato, a dimostrazione della scalabilità del modello D2C (direct to customer) europeo di GymBeam.

In occasione di ViennaUp abbiamo incontrato Cicman negli spazi della nuovissima sede della società che si affaccia su Kärntner Ring a due passi dall’Opera di Vienna: “Abbiamo deciso di spostare la sede a Vienna per diverse ragioni ma sopratutto perché siamo in piena fase di espansione sopratutto nei mercati austriaco, tedesco e italiano ed è importante essere al centro di questo sviluppo geografico. “Abbiamo diviso l’Europa in due grandi aree, quella orientale dove siamo presenti in Slovacchia, Cechia, Polonia, Ungheria e quella occidentale dove appunto siamo forti in Austria, in Germania dove abbiamo acquisito il produttore tedesco KAJA Food vicino a Düsseldorf da cui tutto il processo di integrazione verticale della produzione secondo gli standard di qualità made in Germany, e in Italia con l’avvio, a inizio 2026, di un centro logistico completamente automatizzato vicino a Milano (a Legnano per la precisione, ndr) con 85 robot, AutoStore ha dato anche il via alla linea di business della commercializzazione di Boxpi come piattaforma logistica indipendente”. Nel suo primo anno di attività, Boxpi ha gestito 4,8 milioni di pacchi in oltre 16 Paesi europei e ha generato un fatturato B2B indipendente pari a 1,54 milioni di euro.

Dalibor Cicman fondatore e CEO di GymBeam

“Io nasco come imprenditore dell’e-commerce, già 12 anni prima di fondare GymBeam vendevo prodotti per home decor, esperienza che mi ha permesso di maturare le competenze e anche di avere la disponibilità economico per fondare GymBeam nel 2014  – dice il CEO -, oggi abbiamo a catalogo quasi 14.500 prodotti e l’Italia è il mercato principale nell’Europa occidentale e pesa circa il 10% del totale”.

La società si è affermata come punto di riferimento per la nutrizione sportiva, gli alimenti funzionali, gli accessori per il fitness, l’abbigliamento sportivo e i prodotti per la palestra domestica, e lo è anche dal punto di vista del modello economico che con un margine EBITDA dell’8,0%, la vede sopra la media del settore (7,9%) e nettamente davanti ai concorrenti diretti D2C.

“Il 2025 è stato un anno di crescita strategica per GymBeam: abbiamo ampliato significativamente la nostra quota di mercato in Europa, aumentato la redditività e investito ingenti risorse in automazione, produzione interna e intelligenza artificiale. Con Vienna come nuova sede strategica, Germania e Italia come mercati in crescita e una solida base patrimoniale, entriamo nella prossima fase di sviluppo con consolidate ambizioni di crescita”.

GymBeam è investita dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) nell’ambito di un round di finanziamento da 30 milioni di euro che rafforza la base patrimoniale e ha permesso di finanziare aree di crescita chiave come, appunto, l’automazione della logistica, le acquisizioni strategiche, le capacità produttive interne e l’espansione nell’Europa occidentale.

“Vendiamo direttamente ai consumatori, quello è il canale che genera il nostro fatturato ma abbiamo anche deciso di aprire alcuni negozi fisici in alcune città tra cui la stesa Vienna, Praga, Varsavia, Barcellona, si tratta però di un’operazione più di visibilità che di business vero e proprio visto che da qui arriva circa l’1% del fatturato”. 

Il centro distribuzione robotizzato

La società è attentissima alla relazione con in consumatori: “abbiamo un costante rapporto con i nostri clienti ci serve per capire quali prodotti sono maggiormente apprezzati e quali sarebbero i loro desideri, investiamo consistenti risorse in ricerca e sviluppo, crediamo che la generazione Z sia il focus per noi perché è attenta alla forma fisica, ha ridotto significativamente il consumo di alcol rispetto alle generazioni precedenti ed è attenta all’innovazione dei prodotti anche quelli che guardano alla longevity, alle proteine e alle creatine, inoltre dedica una capacità di spesa a questi prodotti significativa considerando che l’acquisto singolo medio sulla nostra piattaforma è di circa 50 euro e il margine medio che abbiamo sui prodotti è di circa il 45%”. 

Investimenti in prodotti, investimenti in persone, sono 650 quelle che oggi in totale lavorano per GymBeam, investimenti in tecnologia, il centro logistico di Milano occupa 15 persone che controllano un sistema robotico realizzato con investimenti che hanno raggiunto i 30 milioni di euro ma anche intelligenza artificiale come parte integrante del business operativo: gli agenti di IA in GymBeam stanno già assumendo compiti operativi in ​​ambito di controllo qualità, approvvigionamento e assistenza clienti. Nonostante una crescita del fatturato del 24%, l’azienda ha ottimizzato il proprio organico, mentre il fatturato per dipendente è aumentato significativamente. Nel servizio clienti, gli agenti autonomi basati sull’IA risolvono già parte delle richieste in modo completamente automatico, senza intervento umano, mentre in altri casi i sistemi supportati dall’IA elaborano suggerimenti di risposta e analisi dei dati.

Dalibor Cicman ha parlato del ruolo centrale dell’IA nel business nel corso di un evento di ViennaUp riservato ai fondatori di aziende in cui ha sottolineato come l’intelligenza artificiale è uno dei temi centrali del business, sopratutto per un’azienda che ha in programma di crescere in modo sensibile e che per il 2026 prevede di espandere ulteriormente la produzione di KAJA Food in Germania, potenziare l’hub logistico di Milano ed entrare nel settore della longevity con prodotti come NMN, resveratrolo, quercetina e coenzima Q10 che amplieranno il portfolio nei settori della vitalità, della rigenerazione e della salute cellulare.

“Spostare il quartiere generale di GymBeam qui a Vienna è stata una decisione importante e vincente – conclude il CEO – qui abbiamo la holding e qui teniamo sotto controllo tutto il nostro business, ci serviva essere in una grande città e abbiamo scelto Vienna sia per posizione strategica ma anche peer qualità della vita e con un clima business efficiente e solido”.

Considerzione quella di Cicman che è confermata dallo studio intitolato “Headquarters Landscape in Austria”, condotto dalla WU Vienna University of Economics and Business, con il supporto dell’Agenzia austriaca per la promozione delle attività economiche (ABA), dell’Agenzia per le imprese di Vienna (Vienna Business Agency), di eXplore! e del Fondo per l’anniversario della Banca Nazionale Austriaca (OeNB Anniversary Fund) che mette in luce come oggi oltre un quarto di tutte le sedi divisionali e regionali presenti nel Paese appartiene a società internazionali.

I prodotti GymBeam

Un HQ in media in Austria genera un fatturato annuo di 307 milioni di euro con 717 dipendenti e il numero di sedi centrali in Austria continua ad aumentare, raggiungendo quota 1.725 nel 2025. Oltre un terzo (38%) di queste sedi è stato istituito tra il 2001 e il 2025, a testimonianza del dinamismo degli ultimi decenni.

“Le sedi centrali sono motori di innovazione, garantiscono posti di lavoro di alta qualità, promuovono gli investimenti e rafforzano la ricerca e lo sviluppo. Contribuiscono in modo significativo a un ambiente imprenditoriale dinamico e a una prosperità sostenibile in tutta l’Austria. È particolarmente incoraggiante constatare che continuiamo a vedere un numero crescente di sedi centrali insediarsi nel nostro Paese, comprese molte aziende internazionali. La nostra stabilità economica, l’ambiente favorevole alle imprese e il lavoro della nostra agenzia per la localizzazione, ABA, contribuiscono in modo determinante a far sì che l’Austria venga percepita come una porta d’accesso al mercato europeo – dice in una nota il ministro dell’Economia Wolfgang Hattmannsdorfer – Un terzo di tutte le sedi centrali si trova a Vienna, il 18% nell’Alta Austria e un ulteriore 12% nella Bassa Austria. 

Oltre un quarto di tutte le sedi centrali in Austria appartiene a una società madre internazionale. Si tratta di un aumento del 10% rispetto al 2023. Tra queste ci sono aziende storiche come Boehringer Ingelheim, Henkel e anche aziende che arrivano da tutto il mondo e che scelgono l’Austria come punto di riferimento per il mercato europeo come per esempio le fintech asiatiche ByBit e KuCoin, va inoltre ricordato che a Vienna hanno sede tre importantissime organizzazioni internazionali: ONU, OCSE e OPEC.

“Questo sottolinea l’apertura dell’Austria e la sua continua attrattiva come polo dinamico per le aziende internazionali – dice René Tritscher, amministratore delegato dell’Agenzia Austriaca per le Imprese (ABA) – I primi tre paesi di provenienza delle sedi centrali internazionali in Austria sono Germania (146), Svizzera (55) e Stati Uniti (43). La posizione geografica dell’Austria, nel cuore dell’Europa, gioca un ruolo decisivo nelle decisioni relative alla localizzazione delle sedi centrali internazionali. Le aziende la utilizzano per intensificare le proprie attività commerciali nell’Europa centrale e orientale, mentre altre la sfruttano per accedere al mercato dell’Europa occidentale”.

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