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L’era della mobilità aerea urbana è iniziata, tra 4 anni voleremo in città

05 Mar 2021

Domenico Gagliardi è il CEO e fondatore di Walle (di cui abbiamo scritto qui ), startup impegnata nello sviluppo della cosiddetta mobilità aerea urbana e che in questa intervista racconta a che punto è l’evoluzione di questa tipologia di trasporto, cosa serve e quando faremo i primi voli. Secondo Gagliardi serve lavorare su più fronti: infrastrutture, velivoli, normativa, servizi e sono già numerose in tutto il mondo le startup ma anche le aziende più grandi a essere impegnate in uno o più di questi ambiti.

Serviranno almeno altri 4 anni prima di vedere implementati servizi di questo tipo anche nel nostro Paese ma arriveranno sia nei contesti urbani più tradizionali soprattutto in città come Milano, Roma, Torino, Genova, sia in ambiti urbani unici come è per esempio quello di Venezia, ma anche in contesti particolari come per esempio il collegamento con le isole più vicine alla costa, si pensi per esempio al golfo di Napoli. 

Lo sviluppo dei velivoli a decollo verticale è in uno stadio molto avanzato, servono però i cosiddetti vertiporti, quindi le infrastrutture, e poi servono le tecnologie di gestione e naturalmente anche le normative che vanno ancora scritte per la gran parte. Inizialmente il servizio sarà gestito da piloti in carne e ossa ma Gagliardi prevede che il sistema andrà verso la guida autonoma, cosa certamente non semplice ma la tendenza è quella. Inoltre già oggi vi è un forte interesse verso questo nuovo sistema di trasporto urbano anche da parte delle compagnie aeree e delle società che gestiscono gli aeroporti perché potrebbe certamente trattarsi di un nuovo filone di sviluppo per il loro business che, come è noto, ha subito pesanti contraccolpi a causa della pandemia globale.

Non è quindi troppo remoto il momento in cui potremmo volare da casa all’ufficio (sempre se torneremo ad andare in ufficio come un tempo), dal centro alle periferie, dalla propria abitazione a luoghi specifici come aeroporti, stazioni, stadi.

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