Malta startup ecosystem, come cresce e perché è attraente
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Malta startup ecosystem, come cresce e perché è attraente

Mettere sulla bilancia vantaggi e svantaggi si rivela una grande sfida per le startup che devono scegliere il luogo più favorevole per la loro attività. Quali sono le località migliori dove è presente un buon ecosistema capace di sostenere la nuova startup? Al fine di determinare una mappa geografica delle startup dobbiamo considerare le differenti variabili che incidono direttamente o indirettamente su quest’ultime. Generalmente quando si parla startup e del loro ecosistema si pensa a città come: Londra, Parigi e Berlino ma, come viene riportato all’interno dell’articolo redatto da Jeffrey Romano su Tech.Eu, Malta ha compiuto un salto di qualità non indifferente nel contesto dello sviluppo delle startup, degli acceleratori e incubatori .

Per quale motivo Malta viene considerata come un ambiente favorevole dove le startup hanno la possibilità di svilupparsi e raggiungere il successo? E perché l’Italia allo stesso tempo sembra non essere altrettanto competitiva nel contesto Europeo? Le risposte a tali domande devono essere analizzate sottolineando le differenze e le similitudini che caratterizzano il mondo delle startup e nello stesso tempo definendo una panoramica di confronto tra il territorio italiano e quello maltese. Quindi risulta necessario guardare agli studi compiuti in materia di dati statistici al fine di poter evidenziare le potenzialità dell’isola.

Le ricerche compiute negli ultimi anni mostrano la situazione italiana come molto incerta e con una crescita assai limitata rispetto alle sue potenzialità. Secondo il sito European Digital Index che mostra il ranking delle principali città evidenzia in modo chiaro come l’Italia destina alle startup investimenti di gran lunga più contenuti rispetto al resto dell’Europa benché comunque in Italia continuano a svilupparsi startup interessanti che però quando si trovano a dovere crescere devono inevitabilmente guardare all’estero. Inoltre si registra una forte differenza nei numeri dell’ecosistema startup tra il nord e il sud della Penisola italiana e ciò vale anche per il numero di spazi dedicati alle startup.

Come detto, proprio la mancanza di strumenti, oltre che di investimenti, in grado di dare una spinta alle giovani aziende costringe un gran numero di giovani a cercare una possibilità concreta in altri territori come per esempio: Londra, Berlino, Lisbona e perfino Santiago del Cile. E Malta si inserisce in questo contesto proponendosi come alternativa interessante, efficace, vicina e inserita nel contesto internazionale oltre che europeo.

Per la piccola isola diventare trampolino di lancio per le startup è condizione del tutto nuova e in parte anche inaspettata. Malta oggi offre molti vantaggi nel contesto dell’ecosistema delle startup ed è quindi rilevante raccontare come è arrivata ad esserlo. L’isola ha costruito negli ultimi anni un sistema di e-government tra i più funzionali in Europa e conseguentemente un’ottima infrastruttura di Information Communication Technology supportata da una forza lavoro dotata delle giuste competenze tecniche. Inoltre la presenza di entità che si propongono di aiutare e supportare le startup costituisce un ulteriore punto a favore. Il report annuale “Global Startup Ecosystem” classifica l’isola come uno degli ambienti più stimolanti nel contesto delle startup. Infatti il 62% delle startup fondate a Malta raggiungono il mercato internazionale e questo favorisce la l’attrattività. Un altro elemento interessante è coinciso con la fondazione di Silicon Valletta che ha il compito di collegare le startup emergenti con il governo e il settore degli investimenti.

Focalizzando l’attenzione sulle compagnie presenti nel territorio maltese uno sguardo particolare va rivolto a “Malta Information Technology Agency” (MITA) la quale si caratterizza come l’agenzia governativa in grado di supportare la scalata delle startup verso il successo. Benché MITA si occupi prevalentemente  dell’implementazione di programmi informatici all’interno del governo dal 2015, la sua Innovation Hub, con sede operativa presso SmartCity Malta, gestisce il programma “YouStartIT” dedicato alle giovani aziende digitali. Il programma offre la possibilità alle giovani startup che propongono una business idea di ricevere un investimento pari a 22mila euro e l’opportunità di essere seguiti da mentor esperti.

A ciò va aggiunto che le ultime elezioni politiche maltesi hanno decretato la vittoria del partito laburista il quale definisce come punto focale del suo programma la necessità di investire nel mondo degli incubatori e acceleratori per creare una vera e propria città intelligente.

Questi motivi fanno di Malta un vero e proprio hot spot per le startup? La risposta è certamente positiva se si aggiunte un altro aspetto fondamentale da considerare: la Brexit. La decisione della Gran Bretagna di uscire dall’Unione europea ha determinato una serie di conseguenze per tutte le nazioni che fanno parte dell’unione stessa. In particolare, Malta può godere di ricadute positive a seguito della Brexit poiché molte imprese che in precedenza avrebbero considerato Londra come meta, potrebbero ora essere attratte dall’isola dove, si sa, l’inglese è lingua ufficiale che è appunto anche la lingua del mondo delle startup . In questo senso Malta secondo l’idea cara al primo ministro Joseph Muscat può diventare un “portale” che conduce all’Europa e determinare la sua leadership nel campo della comunicazione e delle tecnologie digitali. Infine, siccome dal 2004 Malta è membro della Ue, tutti gli aspetti legati al diritto e alle norme rientrano nel solco di quelli comunitari.

 

Contributor: Eliana Lamanna, tirocinante presso Malta Information Technology Agency (MITA), si occupa di comunicazione e redazione articoli riguardanti startup e incubatori. Classe 1991 è laureata in Comunicazione e pubblicità per le organizzazioni presso l’Università di Urbino Carlo Bo e in Lingue e letterature straniere presso l’Università di Bari Aldo Moro.

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Pubblicato il:

28 agosto 2017

Categorie:

Case History, Risorse


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