Pronta al via la più grande corsa alle IPO tecnologiche della storia

Negli ultimi vent’anni i mercati finanziari hanno attraversato diverse ondate speculative. Dalla bolla dot-com all’euforia per le SPAC, passando per le criptovalute e la stagione dei tassi zero, ogni ciclo è stato accompagnato da una narrativa dominante capace di attrarre capitali, generare aspettative straordinarie e ridefinire temporaneamente le regole del gioco. Tuttavia, la possibile ondata di quotazioni tesa a portare SpaceX, OpenAI e Anthropic sui mercati pubblici nel corso del 2026 presenta caratteristiche che la distinguono da qualsiasi fenomeno precedente. Non siamo infatti di fronte soltanto a una nuova fase di entusiasmo tecnologico, ma a un potenziale trasferimento storico di capitale verso le infrastrutture che potrebbero sostenere l’economia dell’intelligenza artificiale per il prossimo decennio. Secondo Reuters (2026a), SpaceX starebbe valutando una quotazione con una valorizzazione superiore a 1,75 trilioni di dollari, mentre Reuters (2026c), Fortune (2026) e Yahoo Finance (2026a) indicano che OpenAI e Anthropic potrebbero raggiungere valutazioni prossime al trilione di dollari (Anthropic è stata la prima a fare domanda per la quotazione indicando una valutazione a 965miliardi di dollari, ndr). Complessivamente, queste operazioni potrebbero assorbire quasi 200 miliardi di dollari di nuova raccolta, una cifra che, secondo Bloomberg Television (2026) e Tom Tunguz (2026), non trova precedenti nella storia recente dei mercati finanziari. 

A prima vista il fenomeno sembra riconducibile alla classica Fear of Missing Out, la cosiddetta FOMO. Gli investitori osservano aziende che dominano le conversazioni sull’intelligenza artificiale, controllano infrastrutture strategiche e registrano tassi di crescita straordinari. La conseguenza psicologica appare quasi inevitabile: il timore di restare esclusi dalla prossima grande trasformazione economica. Tuttavia, fermarsi a questa interpretazione significherebbe sottovalutare la natura del fenomeno. A differenza della bolla internet di fine anni Novanta, le società protagoniste dell’attuale ondata non sono startup prive di ricavi o modelli di business ancora da validare. SpaceX dispone di una posizione dominante nel settore spaziale commerciale e continua a espandere la rete Starlink; OpenAI e Anthropic stanno registrando livelli di crescita che Deloitte (2026), PitchBook (2026) e Stanford HAI (2026) identificano come senza precedenti nella storia del software enterprise. Anthropic avrebbe accelerato il proprio run rate annualizzato fino a superare i 40 miliardi di dollari (47 per la precisione, ndr), mentre Starlink avrebbe superato i dieci milioni di abbonati attivi nel corso del 2026. 

Per questo motivo la dinamica che sta emergendo nei mercati istituzionali appare più vicina a quella che potremmo definire Fear of Losing Out, o FOLO. In questo caso la preoccupazione non riguarda la possibilità di perdere un’opportunità speculativa di breve termine, bensì il rischio di non detenere una partecipazione in quelle che potrebbero diventare le infrastrutture fondamentali della futura economia digitale. Se l’intelligenza artificiale diventerà realmente la piattaforma tecnologica dominante del XXI secolo, molti gestori patrimoniali temono che l’assenza di esposizione verso gli attori principali possa tradursi in uno svantaggio competitivo strutturale per i propri portafogli.

Questa percezione sta contribuendo a generare una concentrazione di capitale che inizia a richiamare alcune delle grandi fasi speculative della storia finanziaria. Secondo Bank of America il peso crescente dei grandi gruppi tecnologici potrebbe portare la concentrazione del settore tecnologico nell’S&P 500 a livelli superiori a quelli osservati durante alcune delle più celebri fasi di euforia finanziaria del passato. Sebbene la composizione economica delle aziende coinvolte sia profondamente diversa rispetto a quella delle società dot-com, il meccanismo psicologico che alimenta la corsa agli investimenti presenta sorprendenti analogie. 

Come accade frequentemente durante le fasi di forte entusiasmo, esistono tuttavia alcuni segnali che meritano particolare attenzione. Reuters (2026d) riporta che SpaceX starebbe valutando strutture di allocazione azionaria non convenzionali, mentre il documento evidenzia che centinaia di dipendenti ed ex dipendenti OpenAI avrebbero monetizzato una parte significativa delle proprie partecipazioni attraverso operazioni sul mercato secondario prima della possibile quotazione. Storicamente, quando gli insider iniziano a trasferire rischio dai mercati privati a quelli pubblici, gli investitori dovrebbero interrogarsi non tanto sulla qualità dell’azienda quanto sulle aspettative incorporate nelle valutazioni. Ciò non implica necessariamente che le valutazioni siano eccessive, ma suggerisce che il mercato potrebbe trovarsi in una fase in cui le aspettative stanno crescendo più rapidamente dei fondamentali economici. 

Esiste però una questione ancora più importante che riceve relativamente poca attenzione. Da dove arriverà il capitale necessario per finanziare queste operazioni? I mercati tendono spesso a ragionare come se la liquidità fosse una risorsa infinita, ma la realtà è diversa. Ogni dollaro investito in una nuova IPO deve necessariamente essere sottratto a un’altra opportunità di investimento. Come discusso nel mio articolo The Great Capital Migration (Agostini, 2026), l’intelligenza artificiale non sta semplicemente creando nuovi vincitori, ma sta ridefinendo le priorità globali di allocazione del capitale. Secondo Bloomberg alcuni flussi internazionali si stanno già spostando da mercati emergenti e settori tradizionali verso le società percepite come protagoniste della rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Questo processo rischia di generare una crescente polarizzazione tra aziende considerate strategiche per il futuro digitale e tutte le altre categorie di investimento. 

La vera sfida, tuttavia, potrebbe non essere finanziaria. Potrebbe essere fisica. Negli ultimi anni il dibattito sull’intelligenza artificiale si è concentrato prevalentemente sui modelli, sugli algoritmi e sulle applicazioni. Eppure numerosi studi pubblicati dall’International Energy Agency (2026), dall’OECD (2026) e dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (2026) mostrano che la crescita dell’IA dipende sempre più dalla disponibilità di energia, semiconduttori avanzati, capacità computazionale e infrastrutture digitali. In questo contesto, la narrativa secondo cui il software sarebbe il principale fattore limitante rischia di diventare fuorviante. Come ho sostenuto in diversi articoli dedicati alla relazione tra IA, energia e data center, il vero collo di bottiglia della rivoluzione dell’intelligenza artificiale potrebbe trovarsi nei livelli più profondi dello stack tecnologico.

Le dichiarazioni del CEO di Nvidia Jensen Huang sembrano rafforzare questa interpretazione. Reuters (2026e) riporta infatti che il mercato continua a operare in condizioni di scarsità produttiva per quanto riguarda molte componenti critiche dell’infrastruttura IA. Parallelamente, Reuters (2026b) stima che la spesa per infrastrutture IA potrebbe raggiungere i 600 miliardi di dollari, mentre Alphabet avrebbe avviato iniziative per raccogliere fino a 80 miliardi di dollari destinati all’espansione delle proprie capacità computazionali (Alphabet, 2026; Axios, 2026). Se persino gli hyperscaler con enormi disponibilità finanziarie necessitano di ulteriori risorse per sostenere la corsa all’intelligenza artificiale, appare evidente che la competizione non riguarda soltanto il software, ma anche l’accesso a energia, chip, data center e capacità di rete. 

Questa pressione infrastrutturale si inserisce inoltre in un contesto geopolitico sempre più complesso. Le tensioni in Medio Oriente, l’incertezza sulle forniture energetiche e l’aumento della volatilità nei mercati delle materie prime stanno contribuendo a creare un ambiente meno favorevole per investimenti che richiedono enormi quantità di capitale e consumi energetici crescenti. Secondo le analisi del Financial Times (2026), di Pimco (2026) e di altre fonti l’aumento dei prezzi dell’energia e dei rendimenti obbligazionari potrebbe esercitare una pressione significativa sulle valutazioni degli asset tecnologici a lunga durata. 

Alla luce di queste dinamiche, la domanda più importante non è se SpaceX, OpenAI e Anthropic siano aziende straordinarie. Molti indicatori suggeriscono che lo siano davvero. La vera domanda riguarda piuttosto la capacità dei mercati di distinguere tra valore strutturale ed entusiasmo collettivo. Le valutazioni attuali sembrano incorporare uno scenario estremamente favorevole, caratterizzato da crescita sostenuta, disponibilità energetica adeguata, riduzione dei costi computazionali e stabilità geopolitica. La storia economica insegna tuttavia che raramente tutti questi fattori evolvono simultaneamente nella direzione desiderata.

Definire questa fase come una semplice bolla tecnologica sarebbe probabilmente riduttivo. Allo stesso tempo, considerarla inevitabilmente destinata al successo potrebbe rivelarsi altrettanto pericoloso. Le IPO di SpaceX, OpenAI e Anthropic rappresentano forse qualcosa di più significativo: il momento in cui alcune delle infrastrutture più importanti dell’economia digitale passano dal capitale privato al mercato pubblico. Per investitori, imprenditori e policymaker, la sfida non sarà decidere se partecipare a questa trasformazione, ma comprendere quali elementi generino valore reale e quali siano invece il risultato di aspettative che potrebbero rivelarsi difficili da sostenere nel lungo periodo.

In definitiva, la FOMO potrebbe effettivamente essere il motore psicologico che alimenta questa nuova stagione di IPO. Tuttavia, dietro la narrativa dell’intelligenza artificiale si nasconde una questione molto più profonda: la ridefinizione delle infrastrutture, dei flussi di capitale e degli equilibri economici che sosterranno la prossima fase della crescita globale. E come accade in ogni grande trasformazione tecnologica, il successo non dipenderà soltanto dall’innovazione, ma dalla capacità di allineare tecnologia, energia, capitale e governance in un sistema economicamente sostenibile. (foto di Chenyu Guan su Unsplash)

Riferimenti

Agostini, M. (2026, August 28). The great capital migration: How artificial intelligence is repricing venture capital, reshaping private credit, and redefining growth. Medium. https://medium.com/@tarifabeach/the-great-capital-migration-how-artificial-intelligence-is-repricing-venture-capital-reshaping-274de35221f1

Alphabet Inc. (2026). Alphabet announces proposed $80 billion equity capital raise to expand AI infrastructure and compute. https://abc.xyz/investor

Axios. (2026). Alphabet seeks $80 billion to fund AI buildout. https://www.axios.com

Bloomberg Television. (2026). 2026 IPO boom: SpaceX, OpenAI and Anthropic [Video]. https://www.youtube.com/watch?v=E-vnEbJnYz8

Deloitte. (2026). State of Generative AI in the Enterprise 2026. https://www2.deloitte.com

Financial Times. (2026). Commodities in ‘super-squeeze’ as Hormuz risks build, HSBC says. https://www.ft.com

Fortune. (2026). OpenAI’s potential IPO and the trillion-dollar valuation question. https://fortune.com

International Energy Agency. (2026). Energy and AI 2026. https://www.iea.org

OECD. (2026). Artificial intelligence, compute infrastructure and economic competitiveness. https://www.oecd.org

Pimco. (2026). Treasury yields driven by Fed bets, not AI, for now. https://www.pimco.com

PitchBook. (2026). Venture Monitor Q1 2026. https://pitchbook.com

Reuters. (2026a). SpaceX could seek IPO valuation of over $1.75 trillion. https://www.reuters.com

Reuters. (2026b). Big Tech investors gauge payoff as AI spending set to hit $600 billion. https://www.reuters.com

Reuters. (2026c). AI giant Anthropic confidentially files for U.S. IPO. https://www.reuters.com

Reuters. (2026d). SpaceX sets aside 5% of IPO shares for selected buyers, waives lock-up. https://www.reuters.com

Reuters. (2026e). Nvidia chief to Asia: We’re still supply constrained. https://www.reuters.com

Stanford Institute for Human-Centered Artificial Intelligence. (2026). AI Index Report 2026. https://hai.stanford.edu/ai-index

U.S. Department of Energy. (2026). Electricity demand implications of artificial intelligence infrastructure. https://www.energy.gov

Yahoo Finance. (2026). SpaceX, OpenAI and Anthropic: Here are the most anticipated IPOs in 2026. https://finance.yahoo.com

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