Tech per il turismo, Manet pronta all'internazionalizzazione
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Tech per il turismo, Manet pronta all’internazionalizzazione

Il suo competitor asiatico è fallito perchè ha commesso degli errori, ma ha lasciato spazio, e il tech per il turismo avanza: Manet non intende assolutamente perdere la sfida internazionale

Sempre più di frequente capita ai viaggiatori che frequentano alberghi di trovare sul comodino uno smartphone, messo a disposizione per il tempo del soggiorno, che permette di accedere a una serie di servizi diretti dell’albergo o di terze parti, evidentemente, in partnership con l’hotel. E’ una delle applicazioni digitali introdotte dalla digital trasformation nel settore alberghiero che finalmente ha capito come il digitale possa incidere sul business, moltiplicando le possibilità di up-selling, migliorando la user experience, i processi e i servizi offerti, anche in un’ottica di differenziazione, agevolando le relazioni di ecosistema tra operatori del turismo.

Secondo dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano , i turisti spendono in media il 26% del budget destinato alla loro vacanza per i servizi e le esperienze, superando il 31% nel caso di weekend e vacanze brevi: in un fine settimana si spendono in media 73 euro a persona per relax e benessere, 61 euro per i ristoranti e 59 euro per lo shopping. I dati mostrano che il 51% dei turisti che alloggiano in hotel (il 56% per le vacanze brevi) ha acquistato almeno un servizio aggiuntivo rispetto al soggiorno.

Le riflessioni sulle nuove esigenze dei turisti sono state alla base della nascita di Manet Mobile Solutions, scaleup italiana fondata da quattro ingegneri e un economista con il supporto di LVenture Group, che opera nel mercato Travel Tech con la soluzione Manet (una tecnologia software proprietaria per fornire soluzioni disruptive nel settore del turismo & ospitalità, con focus sull’engagement dei clienti) al fine di rendere disponibile un ecosistema di servizi ed esperienze ai viaggiatori di tutto il mondo.

L’idea di business alla base di Manet è quella di sostituire il vecchio e inutilizzato telefono fisso nelle camere d’albergo con un dispositivo personalizzato, che include chiamate internazionali illimitate e connessione internet 4G flat, oltre a tutta una serie di servizi e contenuti turistici. Per gli hotel, dall’altra parte, la soluzione prevede una piattaforma cloud, un SaaS, che consente di comunicare con gli ospiti durante l’intera durata del soggiorno e promuovere più efficacemente la vendita dei propri servizi.

Inizialmente pensata per rispondere alle esigenze specifiche del settore alberghiero, la soluzione Manet si è presto trovata a fare i conti con un prodotto simile, Handy, realizzato da Tink Labs, una delle startup asiatiche maggiormente finanziate degli ultimi anni, che è recentemente andata incontro al fallimento, lasciando uno spazio certamente molto utile a Manet, come avevamo accennato in questo articolo.

Il fallimento di Tink Labs ha consentito alla startup italiana di incrementare il proprio portafoglio clienti e di portare nel proprio organico diversi ex membri chiave del team Handy.

Antonio Calia_CEO Manet Mobile Solutions

“Fin da subito, abbiamo puntato e concentrato le nostre energie nell’ideazione di un servizio che garantisse la migliore esperienza d’uso, creata su misura per l’utente finale. Un servizio altamente customizzabile, pensato appositamente per gli ospiti, questo è il nostro primo valore aggiunto: quanto accaduto a Tink Labs ci ha resi consapevoli della grande opportunità che abbiamo davanti e non solo in termini commerciali” afferma Antonio Calia, CEO Manet Mobile Solutions.

Opportunità che si sta concretizzando in un consolidamento della presenza di Manet in Italia, Grecia e Spagna, oltre all’ingresso in nuovi paesi quali Danimarca, Austria e Cipro. Se fino a qualche mese fa la startup aveva all’attivo circa 5.000 camere, nel solo mese di agosto ha chiuso contratti per ulteriori mille, registrando un incremento del 20%. Basti pensare che la conversione dell’1% dei clienti Handy rimasti senza servizio porterebbe a un raddoppio del fatturato della startup italiana, che non esclude la possibilità di approdare a breve anche su mercati extraeuropei.

“Siamo orgogliosi delle strutture che oggi hanno scelto di affidarsi a noi dopo aver testato un servizio simile al nostro, ma che non ha garantito le performance promesse” – aggiunge Antonio Calia. “Il nostro business sostenibile e scalabile ci ha consentito di espanderci in Europa e speriamo di poter conquistare la fiducia di sempre più strutture in tutto il mondo”.

Manet è quindi pronta e più che motivata ad accelerare l’espansione internazionale, operazione che richiede capitali freschi che potrebbero arrivare, chissà, da venture capital esteri: la società infatti è stata selezionata da ScaleIT 2019 e ha partecipato all’evento di incontro con gli investitori svoltosi a Milano lo scorso 24 ottobre.

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Pubblicato il:

30 ottobre 2019


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