editoriale

Venture capital, rallentano gli investimenti ma non è allarme

I primi dati relativamente all’andamento degli investimenti VC nel mondo mostrano un rallentamento nel primo trimestre 2022, non è però ancora il caso di allarmarsi

13 Apr 2022

Fine della corsa? Gli investimenti in venture capital nel primo trimestre del 2022, secondo alcuni dati resi noti da diverse fonti, Pitchbook principalmente, ma anche Crunchbase e Cbinsights , hanno registrato un rallentamento, il primo da quando è iniziata la crescita che ha coinciso con il periodo pandemico. Una crescita globale di cui abbiamo tenuto traccia qui su Startupbusiness nel corso di tutto il 2021, una crescita che si è registrata anche in Europa e in Italia dove, per la prima volta, si è superato il miliardo di euro in investimenti in startup e scaleup.

Dobbiamo allarmarci quindi? Ancora no. Intanto va detto che il rallentamento è calcolato sulla differenza tra il quarto trimestre del 2021 e il primo trimestre del 2022, se si paragonano le medesime finestre temporali, quindi il primo trimestre dello scorso anno con i dati relativi ai primi tre mesi dell’anno in corso, si registra maggiore stabilità. Quindi se è vero che l’andamento progressivo segna una contrazione, è anche vero che il raffronto con gli anni precedenti è comunque positivo e, andando a vedere lo storico dei trimestri, si comprende come tradizionalmente il primo trimestre è sempre meno performante degli altri tre nell’arco dell’anno solare, in particolare il mese di febbraio è sempre quello che risulta maggiormente critico come conferma la serie storica dei dati realizzata da Pitchbook che prende in esame l’andamento tra il 2015 e il primo trimestre 2022. In tutti questi anni è proprio il mese di febbraio a essere quasi sempre quello con i numeri più bassi, vuoi perché ha meno giorni degli altri mesi dell’anno, vuoi perché a gennaio si riverberano gli ultimi deal messi in cantiere nell’anno precedente e di conseguenza febbraio e quasi sempre protagonista delle contrazioni più evidenti.

Va poi detto che questo primo trimestre del 2022 appare decisamente complesso dal punto di vista dello scenario socio-economico-politico globale e si tratta di un’incertezza di fondo che è molto diversa da quella generata dalla pandemia in quanto si va verso una riassetto profondo degli equilibri globali, riassetto generato sia dallo scenario contingente, tanto drammatico quanto imprevedibile, sia dalla spinta, tutt’altro che esauritasi, della necessità di intervenire sui problemi strutturali come, primo tra tutti, il cambiamento climatico.

È opportuno inoltre analizzare nel dettaglio anche lo scenario locale, in questi primi tre mesi dell’anno in Italia si sono registrate tante operazioni di investimento e alcune anche di grande portata, ciò significa che molto probabilmente i numeri relativi agli investimenti in venture capital in Italia saranno in controtendenza rispetto al dato globale, ci si aspetta quindi che a livello nazionale il primo trimestre 2022 registrerà numeri in linea, se non superiori, a quelli del quarto trimestre 2021.

Questo punto è potenzialmente oggetto di ulteriore riflessione perché in Italia l’effetto di certe dinamiche globali arriva sempre con un po’ di ritardo e quindi si può immaginare che il contraccolpo sugli investimenti in venture capital da noi si manifesti nel secondo trimestre dell’anno, è una possibilità ma va anche tenuto presente che da un lato i dati italiani si sono dimostrati tendenzialmente in linea nei processi di crescita sia nel 2020 sia nel 2021 con quelli globali, quindi senza un significativo gap temporale, e dall’altro che l’Italia, considerando il suo potenziale economico, ha margini di crescita superiori rispetto a quelli di altre economie simili: Francia, Germania, Spagna sono i benchmark di riferimento (entro la fine del mese pubblicheremo anche i dati del report sull’andamento degli investimenti venture capital in Europa nel primo trimestre 2022 che Pitchbook è in procinto di pubblicare così da avere un quadro più dettagliato dell’andamento nell’ecosistema europeo).

Vediamo i numeri per comprendere come la flessione si concretizza. Pitchbook dice che nel quarto trimestre 2021 a livello globale sono stati investiti poco più di 191 miliardi di dollari (57 circa nel mese di ottobre, quasi 69 nel mese di novembre e poco più di 65 nel mese di dicembre), mentre il primo trimestre 2022 registra un totale che si ferma a 148 miliardi di dollari (55 a gennaio, 45 a febbraio e quasi 48 a marzo). A titolo di confronto Crunchbase rileva 160 miliardi di dollari nei primi tre mesi dell’anno in corso, contro i 184 miliardi di dollari del quarto trimestre 2021 con una flessione del 13%, per Cbinsights si passa da quasi 178 miliardi di dollari nel Q4 2021 a quasi 144 miliardi di dollari nel Q1 2022 con una flessione del 19%.

Andamento degli investimenti globali in venture capital in miliardi di dollari – fonte: Pitchbook

Sempre facendo riferimento ai dati Pitchbook il primo trimestre 2021 aveva registrato investimenti per un totale di 152 miliardi di dollari, quindi appare superiore per circa 4 miliardi di dollari rispetto al Q1 2022 di conseguenza va rilevato che la flessione è presente sia paragonando i trimestri in modo cronologico, sia confrontando i medesimi trimestri dell’anno, si tratta però evidentemente di una flessione di portata molto diversa: 4 miliardi di dollari nel primo caso rispetto a 43 miliardi di dollari nel secondo. Non è quindi azzardato affermare che il Q1 2022 è sostanzialmente in linea on il Q1 2021 mentre è decisamene evidente la contrazione rispetto al Q4 2021. Fare un confronto con gli anni precedenti al 2021 ha meno senso perché appunto è nel 2021 che si è registrata la crescita complessiva del venture capital ed è quello l’anno rispetto al quale è opportuno misurare i nuovi dati.

L’altro dato da considerare è quello relativo al numero dei deal, qui ci sono variazioni ma non tali da evidenziare tendenze particolari, questo è un dato che fluttua a seconda della dimensione media dei deal nel periodo di riferimento e quindi ha un andamento che a volte è del tutto scollegato rispetto all’ammontare complessivo del capitale investito.

Aspettiamo quindi i dati relativi al primo trimestre 2022 in Europa per avere un quadro più dettagliato e certamente manteniamo l’attenzione sull’andamento dei dati complessivi anche nei prossimi mesi per capire se il 2022 diverrà l’anno del consolidamento della crescita degli investimenti in venture capital o se i numeri del 2021 rappresentano un exploit e quindi dovremo ridimensionare le aspettative in relazione alla portata degli investimenti in innovazione, investimenti che, non ci stancheremo mai di scriverlo, oggi servono più che mai perché solo con l’innovazione possiamo dare risposte alle sfide grandi e piccole che dobbiamo affrontare e vincere.

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