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ViennaUp 2026, si rinnova l’appuntamento con l’evento tech organizzato da Vienna business agency che si dipana nella capitale austriaca e che quest’anno ha portato oltre 14 mila persone a partecipare a 65 eventi in 43 diverse location.
L’ecosistema austriaco delle startup cresce, la formula della cosiddetta FlexCo lanciata a gennaio del 2024, inizia a dare i suoi frutti, alla fine del 2025 erano oltre 1300 le aziende registrate con questa formula, di cui il 45% con sede a Vienna, che garantisce una serie di vantaggi operativi e fiscali e che si applica ad aziende che devono avere meno di 100 dipendenti, meno di 40 milioni di euro di fatturato e meno di 10 anni di vita.
Ulteriore spinta al settore è arrivata lo scorso anno con la nomina, una prima volta per il governo austriaco, della sottosegretaria alle startup Elisabeth Zehetner che ha attivamente partecipato alla giornata del ConnectDay, l’evento più orientato al business dell’intera manifestazione (nella foto è insieme allo staff di ABA, l’Austrian business agency, agenzia che fa capo al ministero dell’Economia e che si occupa di diverse attività tra cui anche il supporto alle imprese internazionali che scelgono di espandere il loro business in Austria).

Il governo lavora a un fondo di investimento da oltre 2,5 miliardi di euro per tre anni da dedicare al sostegno alle startup con attenzione particolare ai temi del greentech: energie rinnovabili, mobilità elettrica, batterie, una strategia che coinvolge imprese, ricercatori, università come per esempio accade con la Montanuniversität Leoben, l’università tecnica di Leoben, detta anche università della montagna che si trova nella regione della Stiria la cui capitale è Graz ove si stanno concentrando competenze e innovazioni in ambito greentech. Va ricordato che l’Austria è uno stato federale e quindi il ruolo degli stati federali è molto importante (prossimamente qui sulle pagine di Startupbusiness approfondiremo anche l’ecosistema dell’innovazione di un altro stato, la Carinzia, che è quello che, insieme al Tirolo, confina con l’Italia).
Secondo il report Startup Location Austria di ABA, nel primo trimestre del 2026 sono stati investiti in startup nel Paese 217 milioni di euro, cifra che rappresenta un record se si esclude il 2020, anno in cui l’intero ecosistema europeo fece un balzo in termini di investimenti. ABA partecipa anche, insieme alle principali entità pubbliche e private impegnate a sostenere le startup anche alla realizzazione dell’Austrian Startup Monitor la cui ultima edizione riporta i dati del 2025 e che fotografa nel dettagli ogni aspetto: genere dei fondatori, età dei fondatori, nazionalità dei fondatori, impatto ambientale e sociale, internazionalizzazione, provenienza dei fondi di investimento con il venture capital privato e pubblico che sono le due voci principali, livello di profittabilità e di evaluation delle startup (il report è scaricabile anche in inglese a questo link).
ConnectDay
I numeri scattano però solo una parte della fotografia, ciò che rende interessante l’ecosistema sono le storie di aziende che hanno scelto l’Austria come base sia per nascere ma anche per crescere a livello internazionale. Così come abbiamo fatto nei reportage da ViennaUp anche negli anni scorsi, pure quest’anno abbiamo voluto incontrare imprenditori che stanno costruendo startup e scaleup facendo leva sui vantaggi che l’ecosistema austriaco offre loro sia in termini di sostegno strutturale e finanziario, sia in termini di capacità di crescita e internazionalizzazione. Nei giorni dello startup festival viennese è anche arrivata la notizia che l’unicorno francese dell’IA, Mistral, ha acquisito una startup IA austriaca che ha sviluppato tecnologie sofisticate e che si chiama EmmiAI e di cui abbiamo scritto qui , e noi di Startupbusiness abbiamo incontrato tanti altri imprenditori come per esempio David Plaseller, CEO e fondatore di Revitalyze.io che sviluppa una piattaforma basta su intelligenza artificiale pensata per le aziende di costruzioni. “La nostra missione è supportare le aziende di costruzioni nell’essere maggiormente sostenibili e risparmiare già in fase di progetto, la nostra piattaforma analizza grandi velini di informazioni relativi ai materiali degli edifici che devono essere demoliti per fare spazio alle nuove costruzioni, aspetto essenziale per potere meglio smaltire ed eventualmente riciclare i materiali di risulta”. Revitalyze è una FlexCo che ha sede in Tirolo ma già lavora anche con i mercato tedesco e italiano, oltre che naturalmente quello austriaco. “Tra i nostri clienti oggi abbiamo l’italiano NOI Tech Park di Bolzano, la tedesca Kutter che ha sede in Baviera e conta 4mila dipendenti e l’austriaca AT Thurner Bau che ha sede in Tirolo, e poi abbiamo tanti professionisti dell’edilizia e ingegneri che usano la nostra piattaforma la quale ha il pregio di portare una tecnologia avanzata come l’Ia in un settore che è decisamente poco digitalizzato”. Plaseller e il suo team hanno scelto di stabilirsi in Tirolo grazie alle politiche di sostegno pubblico che comprendono anche contributi a fondo perduto per circa un milione di euro che gli hanno permesso di sviluppare il sistema che punta a fatturare nel 2026 tra i 150 e i 200 mila euro ed è erogato in modalità Saas quindi usa il modello del recurrent revenue.

Altre aziende sono Gate Space che punta a un fatturato di un milione di euro nel 2026 e, come spiega la business development manager Marianne Röchling si occupa di sviluppare tecnologie per la mobilità dei satelliti nello spazio, l’azienda ha sede presso office park dell’aeroporto di Vienna ed è sostenuta da Techstars, e Verbund che non è proprio una startup ma un’azienda che opera nel settore dell’energia con altissima specializzazione sulle rinnovabili che ha creato un veicolo di investimento che, dice il venture investment associate Benedikt Weissenberger, si chiama VerbundX, ha un asset under management di 35 milioni di euro, fa investimenti medi da 1,5 milioni di euro e ha già all’attivo operazioni come quella con la romena Ogre e l’austriaca Reduxi ed è alla ricerca di nuovi investimenti in Spagna, Italia, Germania, Austria, Albania e Romania. Anche l’azienda di cui è CEO Martin Klässner e che si chiama Medudoc sfrutta le più recenti tecnologie per innovare un campo molto delicato: quello della comunicazione e informazione in ambito medico: “il nostro lavoro è supportare le strutture sanitarie nel fornire informazione ai loro pazienti che sia personalizzata, attenta, chiara, completa, già oggi lavoriamo con strutture in Austria, Germania e Svizzera”.
La giornata del ConnectDay, l’evento forse maggiormente orientato al business dell’intera ViennaUp che per questa edizione ha vissuto la sua serata di apertura presso la Ratthaus, li municipio di Vienna, ufficialmente aperta da Peter Hacker, assessore cittadino agli Affari sociali, sanità pubblica e sport, è stata anche la ribalta per la Startup World competition che ha selezionato la startup austriaca che andrà a giocarsi la finale in Silicon Valley e la scelta è caduta sulle fondatrici Julia Reisinger e Maria Zahlbruckner della startup deeptech Factorymaker con sede a Vienna che sviluppa una piattaforma di pianificazione supportata dall’intelligenza artificiale per l’industria (nella foto di apertura l’evento di lancio della ViennaUp nella sala da ballo della Ratthaus con Naomi Hunt, team leader international communication di Vienna business agency, che ha guidato la serata).
“Oltre 14mila imprenditori da tutto il mondo hanno visitato ViennaUp per avviare nuove partnership ed esplorare Vienna come potenziale sede d’affari. La strategia del festival si è dimostrata efficace: solo lo scorso anno, 7,6 milioni di euro di investimenti generati dalle aziende che si sono insediate qui possono essere attribuiti a ViennaUP – afferma in una nota Barbara Novak, vicesindaco di Vienna e assessore all’Economia – Allo stesso tempo, ViennaUp mostra quale dovrebbe essere la politica economica moderna: innovazioni che creano forza economica e allo stesso tempo favoriscono il benessere delle persone. Molte delle startup che hanno partecipato quest’anno stanno lavorando a soluzioni che presentano chiari benefici sociali”.
AI:AT
AI:AT è la sigla dell’AI Factory Austria, il Paese infatti, così come molti altri Paesi europei ha stabilito il suo centro pubblico-privato per lo sviluppo di soluzioni, startup, tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. “Lavoriamo con HPC – spiega Dorottya Zelei, project development lead di AI:AT – sviluppiamo servizi di supporto per chiunque desideri usare supercomputer e siccome quello nostro non è ancora operativo collaboriamo con realtà sorelle di AI:AT di diversi Paesi d’Europa, compresa l’AI Factory italiana IT4LIA e il supercomputer Leonardo, ma anche con Marenostrum 5 in Spagna in attesa di avere il nostro che sarà attivo a partire dalla fine del 2027”.
AI:AT è già diventata anche la casa di numerose startup tra loro ci sono Soda Zitron Media che è una vera e propria AI driven media company che usando l’intelligenza artificiale ottiene risultati di alto profilo con budget contenuti anche se, ammette il CEO e co-fondatore Nino Begic, “è sempre importante fare attenzione alla percezione del pubblico in relazione al modo in cui vengono accolti i contenuti creati interamente con l’IA”. Un tema questo che è condiviso anche da Christian Tauber CEO e co-fondatore di Neoalp che sta lavorando per sviluppare un sistema operativo per unità robotiche umanoidi che è pensato per essere indipendente dal costruttore del robot: “vogliamo costruire il layer di riferimento europeo per democratizzare l’impiego di robot umanoidi tramite una piattaforma che sia sovrana, in cloud, capace di crescere nel tempo e alla portata del più ampio numero di utenti possibile”.
L’importanza della percezione dei contenuti generati con IA è anche un cruccio di Matteo Rossoli che con il suo team sta facendo due cose fondamentali: sviluppare uno strumento capace di dare effettivo supporto ai giornalisti, che è stato chiamato Newsrooms.ai e che rappresenta una versione molto sofisticata e personalizzabile di un qualsiasi LLM pubblico ed è pensata sia per le redazioni sia per le aziende che vogliono definire il loro stile di ‘scrittura’ per i loro contenuti. “Siamo ancora in fase di lancio ma già ci sono alcune redazioni in Austria che usano lo strumento – dice – ed è importante che quando l’articolo è stato scritto dal giornalista che is è fatto aiutare dalla nostra piattaforma sia chiaramente segnalato al lettore, questa è una condizione che riteniamo importante”. Tale sensibilità diviene ancora più importante sapendo che Rossoli e i suoi co fondatori stanno anche lavorando a EUstella, quella che definiscono come l’alternativa europea a ChatGPT, quindi un LLM completo che fa leva su risorse open weight e open source e che è pensato per essere interamente made in Europe.

Più pragmatico è Srdjan Kupresanin fondatore di Blockstruct, sistema di intelligenza artificiale per la gestione dei dati e dei documenti all’interno delle aziende che si innesta con qualsiasi piattaforma informatica e risolve molte delle questioni della gestione documentale: “siamo anche noi in fase di lancio con l’azienda, anche se abbiamo visto che il prodotto funziona molto bene, ci serve però crescere anche dal punto di vista commerciale, oggi tra i nostri clienti c’è Unicredit in Austria e ci piacerebbe potere iniziare a lavorare anche con Unicredit in Italia”, dice.
E’ Daniel Pepl, lead marketing e communications di AI:AT a raccontare come il progetto sta crescendo: “Oggi siamo 30 persone e diventeremo 70 antro la fine dell’anno, siamo partiti a settembre 2025 con un finanziamento di 40 milioni idi euro da parte del programma EU HPS e altrettanti da parte del governo federale austriaco, oggi lavoriamo con le AI Factory di altri Paesi e stiamo mettendo a punto il nostro supercomputer che diverrà operativo entro fine 2027, lavoriamo su più fronti anche, per esempio con Austria press agency per sviluppare servizi e tecnologie al servizio del giornalismo in modalità open source in modo che possa poi essere disponibile per ogni media che lo desidera, lavoriamo su attività di training perché l’IA necessità di essere conosciuta per quello che è veramente, una tecnologia potentissima con la quale si possono costruire cose di alto profilo e i primi a capirlo sono le circa 70 startup che a vario titolo sono collegate con AI:AT”.
Fintech, greentech, startup internazionali
Non solo intelligenza artificiale ma anche imprese che operano in settori come il fintech ed è il caso di quella che possiamo definire come crypto boutique Teroxx, veicolo di investimento con circa 200 milioni di euro in gestione che provengono da investitori soprattutto dell’area DACH (Germania, Austria, Svizzera) ma ci sono anche italiani, “il nostro obiettivo – dice Paul Gärtner – chief communications officer – è quello di fare in modo che gli aste crypto vengano visti come reale investimento, la nostra boutique ha sede legale a Cipro e uffici in Austria, Germania, Emirati Arabi Uniti, Lituania, Danimarca e ci definiamo come digital asset boutique”, oppure aziende che puntano invece sul greentech in modo deciso come fa Jakob Dunkl con la sua ManyTrees che ha messo a punto un sistema per piantare alberi su qualsiasi terreno, il dispositivo della società rende semplice e veloce creare lo spazio ove l’albero può mettere radici anche in zone dove il verde ancora non è arrivato come per esempio parcheggi e luoghi asfaltati, l’innovazione di ManyTrees sta tutta nell’approccio e al rispetto verso il verde: “è vero che già oggi si può risolvere il problema mettendo piante nei vasi, anche grandi, ma per una pianta la sua connessione diretta con il terreno fa davvero la differenza”, dice l’imprenditore dell’azienda che è pure questa una FlexCo.
Gabriele Tatzberger, head of startup service presso la Vienna business agency pone l’accento su come l’edizione 2026 della manifestazione si concentra su scalabilità e crescita. Quest’anno ViennaUP ha anche messo in evidenza la questione della sovranità digitale: al World summit awards global congress sono state presentate soluzioni digitali che creano valore sociale aggiunto e mostrano come l’Europa possa diventare meno dipendente dalle principali piattaforme globali. Con la startup di IA mytalents, anche un’innovazione con sede a Vienna è entrata a far parte dei 40 progetti riconosciuti a livello mondiale dai World summit awards. Inoltre ViennaUp ha dato il benvenuto a 28 delegazioni internazionali provenienti da ogni parte del mondo: dall’Europa centrale e orientale, ma anche da India e Corea e grazie al Vienna startup package della Vienna business agency, al festival hanno partecipato anche 15 startup internazionali, tra cui CheckEye dall’Ucraina, che utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare immagini della retina e individuare malattie come la retinopatia diabetica in fase precoce.
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