CommerceClarity, la piattaforma di agenti IA per le operazioni di catalogo utilizzata da retailer e brand enterprise tra cui Prada, Stiga, Cisalfa Sport, Arcaplanet, Next Hardware & Software e Top Farmacia (Hippocrates Holding), annuncia l’acquisizione di Katalogo.ai, startup con sede a Barcellona fondata da Luca Cozzolino. Con l’operazione, Cozzolino entra nel team dei fondatori di CommerceClarity con il ruolo di chief product officer.
L’acquisizione, relativamente alla quale non è stato reso noto il valore economico, è la prima operazione di M&A della società, conclusa a diciotto mesi dalla fondazione e a sei mesi dal round da 2,7 milioni di euro guidato da Italian Founders Fund (Koinos Capital) ed Entourage, con la partecipazione di Euregio+ (Alpine VC), Redstone, Vento, Vesper Holding, Ithaca Investments e business angel del settore tech e IA.
Per un decennio il catalogo prodotti è stato un problema operativo: alimentare il sito proprietario e i grandi marketplace con dati sufficientemente strutturati. L’arrivo dell’AI search e degli agenti di acquisto sta riscrivendo i criteri di visibilità: un prodotto esiste se il suo dato è leggibile da una macchina che decide cosa mostrare al consumatore. In parallelo, la moltiplicazione di canali, mercati e requisiti di compliance ha portato la gestione del catalogo oltre la soglia della sostenibilità manuale.
Ne nasce una categoria di prodotto a sé: non è un PIM, non è un feed tool e non è un’integrazione IA generica. È un livello di intelligenza che acquisisce i dati di catalogo, li struttura, li arricchisce e li valida secondo le regole aziendali. Chi lo costruisce nei prossimi diciotto mesi si garantisce un vantaggio difficile da colmare, perché parte da un dato migliore.
I clienti CommerceClarity riducono i costi operativi di gestione catalogo fino al 90%, portano nuovi prodotti online da settimane a ore e registrano in media un +30% di traffico e vendite. Non come effetto di un singolo deploy, ma come capacità continua di tenere il catalogo allineato al business.
Katalogo.ai stava costruendo agenti di styling sul catalogo retail, sistemi in grado di analizzare i prodotti disponibili e generare proposte di look pensate per vendere insieme. Il prodotto è la prova concreta che la stessa tesi di CommerceClarity – il catalogo come asset competitivo, non come archivio – vale anche nei segmenti ad alta complessità di curation come fashion e lifestyle.
“Avevamo identificato lo stesso problema da due punti di vista diversi – commenta in una nota Federico Sargenti, co-fondatore e CEO di CommerceClarity (a destra nella foto insieme a Cozzolino) – Luca lo aveva affrontato dal lato del merchant e della piattaforma; noi dal lato dell’infrastruttura enterprise. L’incontro non è stato un’opzione tra altre, è stato il modo più rapido per portare a regime una visione che già condividevamo”.
Cozzolino porta nel founding team un percorso che attraversa entrambi i lati del mercato: ex-merchant prima di diventare product leader, ha guidato il prodotto in Shopify (la piattaforma che ha definito l’ecommerce SMB) e in Zalando (il retailer che ha definito il fashion ecommerce enterprise in Europa), passando per Perk: “Mi ero innamorato del problema, e così ho costruito Katalogo.ai. Quando ho incontrato il team di CommerceClarity ho capito due cose: avevano già conquistato la fiducia di alcuni tra i più importanti brand e retailer, e c’era una rara complementarità tra le nostre competenze. Unire le forze è stato il modo più rapido per mettere la mia visione di prodotto al servizio di un’ambizione ancora più grande. Il piano è far crescere il team di builder con cui costruire un prodotto che cambi il commercio dei prossimi dieci anni”.
L’acquisizione coincide con l’avvio dell’espansione internazionale di CommerceClarity, con il Regno Unito come primo mercato fuori dall’Italia. La base di Cozzolino a Barcellona estende il footprint europeo della società, che mantiene il quartier generale a Milano.
Il modello operativo service as a software, in cui ogni cliente è affiancato da AI Engineer dedicati che portano gli agenti in produzione per ogni caso d’uso, resta invariato. “Non vendiamo una licenza, vendiamo un outcome – aggiunge Sargenti – Questo è ciò che ci permette di lavorare con clienti enterprise con cataloghi e processi interni complessi. È il modello che continueremo a scalare”.
“Luca stava sviluppando in modo indipendente a Barcellona la stessa cosa di CommerceClarity. Lui e Daniele si sono incontrati per un caffè che si è trasformato in una conversazione di cinque ore. Entrambi sono giunti alla stessa conclusione: Katalogo doveva essere presente su una piattaforma come CommerceClarity. Quando una persona così brava, che sta sviluppando la stessa visione in autonomia, decide che la strategia della piattaforma è quella giusta, significa che il mercato ti sta dicendo qualcosa”, dice a Startupbusiness Irene Mingozzi, partner, Italian Founders Fund che ha creduto nel progetto fino dal primo round.
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