Fincantieri acquisisce la maggioranza di WSense

“L’acquisizione di WSense avverrà tramite una società veicolo appositamente creata, partecipata da Fincantieri, nella quale saranno conferite le quote detenute dei soci fondatori. La società veicolo sottoscriverà accordi di acquisto delle quote con i soci fondatori, che reinvestiranno il 75% delle loro quote, e con tutti gli attuali soci di WSense. Il perfezionamento degli accordi è soggetto alle usuali condizioni sospensive, tra cui le autorizzazioni Golden Power e FDI, ed è soggetta all’accettazione dell’offerta da parte dei soci di minoranza. Al termine di questa prima fase Fincantieri deterrà una quota del 61,95% della società veicolo”.

Con questa formula Fincantieri annuncia di avere avviato il processo di acquisizione, o meglio del controllo di WSense, operazione che si inserisce in un pacchetto di acquisizioni che riguarda anche Next Geosolutions, Graal Tech e Defcomm, tutte attive nelle tecnologie subacquee, nei droni marini e nelle comunicazioni underwater, con un investimento iniziale complessivo pari a circa 600 milioni di euro come abbiamo scritto qui, ma il valore delle singole operazioni, compresa quella di WSense non è stato reso noto.

Chiara Petrioli, CEO di WSense (nella foto), commenta così in una nota l’ingresso di Fincantieri nel capitale della scaleup come azionista di maggioranza: “Questa operazione segna l’inizio di una nuova fase di sviluppo per WSense e rappresenta un momento di grande soddisfazione nel nostro percorso di scaleup. Manteniamo la nostra autonomia e identità di deeptech company, rafforzando al tempo stesso la capacità di portare le nostre tecnologie su scala globale. L’operazione dimostra come in Italia sia possibile costruire modelli virtuosi di innovazione, in cui una deep tech diventa abilitatore strategico per la competitività di un grande gruppo internazionale e del sistema Paese”.

In verità la storia d’amore tra WSense e Fincantieri ha già tutta una serie di precedenti, dopo il round da 9 milioni di euro che la società ha raccolto nell’ottobre del 2023, ne segue un altro ad aprile 2025 da 7,2 milioni di euro in cui entra anche la stessa Fincantieri, nell’ottobre seguente WSense raccoglie altri 10 milioni di euro e Fincantieri partecipa anche in questo caso all’operazione, ma è nel febbraio del 2026 che le due aziende siglano una partnership strategica, passaggio che ha poi portato all’annuncio di questi giorni.

WSense è una scaleup deeptech nata come spin-off dell’Università La Sapienza di Roma e specializzata in sistemi di monitoraggio e comunicazione subacquea e sottilinea che anche con l’ingresso di Fincantieri saranno mantenute autonomia e identità di azienda deeptech, con piena continuità nella governance e nel management. La società proseguirà il percorso di crescita che ne ha caratterizzato l’evoluzione negli ultimi anni, continuando a rappresentare un motore di innovazione tecnologica e accelerando lo sviluppo delle proprie tecnologie su scala internazionale, in un mercato in forte evoluzione e sempre più strategico.

Grazie alle competenze nelle comunicazioni subacquee, nelle reti sottomarine wireless e nell’internet of underwater things, WSense contribuirà allo sviluppo della strategia underwater del Gruppo Fincantieri, consentendo lo scambio di dati tra piattaforme, sensori e veicoli e favorendo la realizzazione di ecosistemi sempre più interconnessi, autonomi e resilienti.  La partnership tra le due società risale appunto al 2023, in virtù del MoU firmato nel dicembre dello stesso anno, con attività congiunte su numerosi bandi gara nazionali e internazionali, integrando le tecnologie WSense nel dimostratore DEEP di Fincantieri, oltre che in una serie di progetti per il monitoraggio infrastrutturale.

L’operazione rappresenta un modello innovativo nel panorama dell’innovazione industriale, in cui un grande gruppo sceglie di investire direttamente in una realtà deeptech ad alto potenziale, sostenendone la crescita attraverso know-how industriale, accesso ai mercati globali e capacità di esecuzione, percorso che punta ad accelerare lo sviluppo di tecnologie strategiche italiane e la loro affermazione sui mercati internazionali.

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