Casavo paga le case davvero, Intervista con Giorgio Tinacci
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Casavo paga le case davvero, intervista con Giorgio Tinacci (Ceo e founder)

Recentemente abbiamo parlato di Casavo, in occasione di una nuova tappa di fundraising raggiunto dalla società, startup proptech che opera con il modello dell’instant buying: la sua tecnologia (AVM -Automated Valutation Model) fa una valutazione veloce di un immobile in vendita, parte una proposta di acquisto e si compra e paga la casa in circa 30 giorni. Poi le case le ristruttura e rivende. Un modello innovativo per il real estate che sta incontrando i favori di proprietari, agenti, investitori. E che brucia molta cassa, sia per la tecnologia che per comprare le case.

 

 

Una startup che ha bisogno di molti fondi e infatti complessivamente, in circa due anni di vita, Casavo ha raccolto 100 milioni di euro, di cui circa 30 milioni in equity e circa 70 milioni in debito. Lato debito, sono supportati da lender nazionali e internazionali, tutti quanti europei al momento (i cui nomi non sono stati rivelati); lato equity, ci sono Greenoaks Capital, Project A Ventures, Picus Capital, 360 Capital Partners, Kervis Asset ManagementBoost Heroes , Marco Pescarmona (fondatore e presidente del Gruppo MutuiOnline) e Rancilio Cube.

La capacità di fundraising di questa startup e il suo modello di business ci hanno incuriosito e abbiamo rivolto a Giorgio Tinacci, fondatore e Ceo, alcune domande.

Prima di tutto la domanda che molti hanno in testa e non osano fare: davvero Casavo compra le case e le paga subito o è un preliminare di contratto? E’ un bell’impegno per una startup…

“Confermo che è Casavo stessa a liquidare il 100% della somma pattuita con il venditore, pagando anche una parte di commissioni all’agenzia. Dico “una parte” perché lo schema commissionale che offriamo alle agenzie è complesso e si sta evolvendo proprio in queste settimane con l’obiettivo di essere sempre più competitivi e quindi di offrire un servizio migliore sia ai consumatori che alle agenzie”.

Fino a questo momento, quante case avete comprato, quanto avete investito nella ristrutturazione, quante ne avete rivenduto e in quanto tempo…

Abbiamo realizzato oltre 200 acquisizioni immobiliari, abbiamo investito più di €6 milioni in ristrutturazioni, abbiamo eseguito oltre 130 vendite immobiliari (includendo anche gli immobili sotto offerta di acquisto) con un tempo medio di accettazione di offerta da parte dell’acquirente di circa 2 mesi.

Qual è il vostro rapporto con le agenzie immobiliari?

“Il nostro rapporto con le agenzie immobiliari alimenta la stessa linea di business con cui ci rivolgiamo al mercato dei privati: Casavo è un acquirente industriale diretto e pertanto è in grado di lavorare con chiunque debba vendere un immobile, sia esso un agente immobiliare o un privato. Ovviamente, essendo lo strumento liberamente a disposizione di tutti sul nostro sito internet, anche gli agenti immobiliari possono utilizzarlo. Ci sono utenti che effettuano decine di valutazioni”.

Come avete fatto a trovare i vostri investitori esteri, sin dal primo investimento?

“Devo dirti che in tutte le occasioni (pre-seed, seed, Series A, Series B) abbiamo avuto contatti ripetuti con molti fondi d’investimento in tutto il mondo. La verità è che poi, però, abbiamo sempre chiuso l’accordo con fondi che per primi hanno dimostrato un forte interesse nei confronti nostri o del nostro modello di business. L’instant buying immobiliare è ormai un fenomeno consolidato negli Stati Uniti, dove Opendoor ha creato la categoria di mercato che adesso è presidiata anche da giganti come Zillow e Redfin, oltre a player come Offerpad e altri: i più importanti fondi di VC hanno capito che in questi anni si sta giocando la partita che determinerà chi saranno gli attori principali di questa industry in Europa. Molti di loro ci hanno semplicemente detto di aver scelto la realtà che ha dimostrato la miglior capacità di execution del modello di business e che detiene la miglior trazione commerciale”.

Un vostro punto di forza è la tecnologia, del tipo AVM, rispetto ad altre dello stesso tipo come vi differenziate?

“Al momento ci stiamo ancora appoggiando a un servizio esterno (lo stesso utilizzato da Immobiliare.it e Homepal) posizionandoci come fornitori di dati. In sostanza noi raccogliamo e alimentiamo il motore di valutazione, che però è stato realizzato da una società terza. Da qualche mese abbiamo costruito un team di data science con profili di alto livello che ha terminato il nostro strumento di AVM proprietario, attualmente in fase di test. Ciò che vediamo al momento è un netto miglioramento delle performance rispetto alla soluzione utilizzata fino ad ora. L’obiettivo resta comunque fornire il più preciso tool di valutazione automatica in Italia e – nei prossimi mesi – nell’Europa meridionale; l’algoritmo proprietario risponde già a questi requisiti; la sfida adesso si gioca sul piano dell’acquisizione di dati effettivi del compravenduto. In Italia questo dato è molto difficile da ottenere, ma stiamo mettendo in piedi soluzioni che ci permettono di ottenere informazioni in modo massivo nelle città in cui offriamo il nostro servizio di instant buying”.

Quanto investite in sviluppo tecnologico e quanto vi costa l’acquisto di case?

“Non posso darti numeri precisi, ma posso dirti che, dopo aver validato e consolidato il modello di business, nel presente e nel futuro l’investimento in ricerca e sviluppo tecnologico prenderà non solo buona parte dei capitali a disposizione ma anche buona parte delle energie del nostro team. Casavo è una società tech e immobiliare il cui futuro come leader europeo è determinato dalla capacità di costruire una piattaforma tecnologica che ci consenta di offrire valutazioni precise, strumenti all’avanguardia al servizio del mercato immobiliare (tour virtuali, visite da remoto e molto altro) e un sistema di gestione delle transazioni che ci dia la possibilità di scalare velocemente”.

Piani futuri: quale paese dopo l’Italia?

Casavo ha sempre avuto un’ambizione regionale e mai esclusivamente nazionale: il nostro focus è il sud Europa. In tal senso Grecia, Francia del sud, Spagna e Portogallo sono tutti mercati che prendiamo in considerazione per i nostri piani futuri.

Donatella Cambosu

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direttore
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Pubblicato il:

21 ottobre 2019


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