Nella vita di Dario Floreano, mondi apparentemente separati si incontrano: la biologia si fa robotica, la ricerca diventa impresa e la scienza si trasforma in un racconto accessibile al grande pubblico.
Il professore italo-svizzero è conosciuto come divulgatore scientifico, capace di portare la robotica fuori dai laboratori e dentro il dibattito pubblico. Il suo ultimo libro, Tales from a Robotic World (MIT Press, 2022), scritto insieme a Nicola Nosengo, intreccia scenari futuristici e ricerca reale per mostrare come le macchine intelligenti possano plasmare la vita quotidiana.
Una traduzione cinese è ormai imminente, ampliando la platea dei suoi lettori e rafforzando il suo ruolo di ponte non solo tra scienziati e pubblico, ma anche tra Occidente e Oriente.
All’Industrial Summit 2026 organizzato dalla Hong Kong Science and Technology University (HKUST), Floreano ha raccontato il viaggio che porta dalla sperimentazione alla creazione di impresa. Professore all’EPFL in Svizzera e direttore del Laboratory of Intelligent Systems, ha ampliato i confini della robotica evolutiva, dei droni aerei e della “soft robotics” focalizzata su strutture deformabili.
La sua formazione spazia dalle scienze cognitive al calcolo neurale, fino al dottorato in intelligenza artificiale e robotica conseguito all’Università di Trieste. Le sue collaborazioni attraversano i continenti, riflettendo la convinzione che il progresso avvenga quando le idee viaggiano.
Accanto alla produzione scientifica – centinaia di articoli e il ruolo di associate editor di Science Robotics – Floreano ha fondato sei startup e ha collaborato con istituti di ricerca in tutto il mondo. Alla base della sua visione imprenditoriale c’è la convinzione che la natura custodisca soluzioni ai problemi concreti.
Da questa logica è nata SenseFly nel 2009. Ispirati alla navigazione degli insetti, i droni di questa startup utilizzavano sensori di flusso ottico modellati sugli occhi composti, consentendo il volo autonomo senza GPS. Potevano evitare ostacoli e atterrare con precisione – capacità che hanno fatto crescere l’azienda fino a circa 200 dipendenti prima dell’acquisizione da parte di Parrot. Dopo il passaggio ad AgEagle, la società è stata rinominata EagleNXT, con applicazioni che spaziano dall’estrazione mineraria all’edilizia e all’agricoltura.
Nel 2015, una nuova startup, Flyability ha affrontato una sfida diversa: ispezionare spazi pericolosi dove GPS e sicurezza umana non si conciliano. Il team di Floreano si è concentrato ancora una volta sulla biologia degli insetti, progettando un drone protetto da una gabbia e da meccanismi che assorbono gli urti. La linea Elios è diventata uno strumento di riferimento per le ispezioni industriali in forni, condotte e altri ambienti difficili e rischiosi, dove l’azienda continua a primeggiare con sistemi di stabilizzazione e payload modulari.
Non tutte le avventure imprenditoriali hanno trovato la strada del successo. Dronistics, un produttore di droni ispirati all’origami e una suite software per consegne sicure direttamente ai clienti, si è arenato a causa dei vincoli regolamentari svizzeri. Le soluzioni innovative di sicurezza non sono bastate: senza l’autorizzazione ai voli urbani, gli investitori hanno dovuto ritirarsi.
Eppure gli ostacoli normativi potrebbero non essere insormontabili in un mondo globalizzato. Il giorno dopo il discorso di Floreano a Hong Kong, la provincia cinese del Guangdong ha presentato un piano per accelerare la diffusione su larga scala della consegna a domicilio (last‑mile delivery) tramite droni nella Greater Bay Area. Dove le restrizioni di un paese bloccano il progresso, nuovi mercati possono ridare vita a progetti passati e aprire opportunità inedite.
Il progetto più recente di Floreano, Elythor, fondato nel 2025, torna alla biologia – questa volta con lo sguardo di un predatore. I suoi droni ispirati a uccelli rapaci utilizzano ali morfologiche per coniugare efficienza e agilità, puntando a ispezionare turbine eoliche in condizioni di vento forte, dove i quadricotteri tradizionali faticano a operare.
Le prime dimostrazioni mostrano un approccio ibrido: ali che si ripiegano per l’ispezione ravvicinata e si dispiegano per il transito veloce, potenzialmente trasformando il monitoraggio delle infrastrutture energetiche.
Guardando al futuro, Floreano vede nell’intelligenza artificiale “incarnata” (embodied AI) la prossima frontiera, con nuove architetture pensate per superare i limiti degli attuali modelli visione‑linguaggio‑azione (VLA) e ridefinire il modo in cui i robot si adattano al mondo circostante.
Il professore prevede l’emergere di sistemi neuronali che apprendano attraverso l’interazione diretta con l’ambiente – in parte con simulazioni fisicamente fondate, in parte nel mondo reale – piuttosto che basandosi su dataset pre‑acquisiti.
Più parsimoniosi nel consumo di dati ed energia rispetto agli attuali large language models, questi sistemi combinerebbero uno strato cognitivo lento e deliberato con uno rapido e reattivo, quasi emotivo nella sua immediatezza. Floreano prevede architetture arricchite da equivalenti elettronici dei neurotrasmettitori per modulare l’attività, insieme a meccanismi che simulano i meccanismi del sonno essenziali per l’apprendimento e il comportamento.
Nel lavoro di Floreano, la biologia ispira il design, la robotica ne dimostra la validità, l’imprenditorialità lo porta sul mercato e la narrazione lo rende comprensibile al pubblico. Le sue macchine non si limitano a imitare la vita. Imparano a servirla.
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