intervista

Doorway, 23 deal, 16 milioni di euro di raccolta, espansione internazionale

Il veicolo di investimento fondato nel 2019 che utilizza un modello innovativo fa un primo bilancio delle operazioni fino a oggi e punta a crescere sul mercato europeo

05 Dic 2021

Era l’aprile del 2019 quando con l’intervista alla co-fondatrice e Ceo Antonella Grassigli demmo notizia della nascita di Doorway . Il progetto si proponeva fin dall’inizio come un veicolo di investimento, tecnicamente piattaforma di equity investing online, che non solo si rivolge ad aziende che fanno innovazione ma che è innovativo nel suo stesso modello.

L’idea alla base del progetto era creare uno strumento che consentisse a investitori attenti e con un certo grado di professionalità di avvicinarsi in modo efficace all’asset class startup. Una missione fondamentale questa che tutti i veicoli di investimento devono perseguire perché è fondamentale attirare sempre più investitori verso le startup facendo comprendere loro sì i rischi e le modalità di questo tipo di investimento, ma anche le concrete opportunità di ritorno e soprattutto il ruolo che tali investimenti hanno anche in termini di sostegno allo sviluppo dell’economia reale, dell’imprenditoria di nuova generazione e alla realizzazione di prodotti, servizi, tecnologie che nascono per rendere il mondo un posto migliore e per portare un contributo alle sfide globali che stiamo vivendo in questi anni.

Un modello quello di Doorway quindi innovativo che con un’alchimia unica coniuga alcuni principi tipici dei business angel, dei club deal, del crowdfunding che in questo caso è però selettivo, e li mischia sapientemente per creare uno strumento di investimento capace di operare in modo indipendente, trasversale e soprattutto internazionale. È proprio l’approccio internazionale quello che caratterizza la filosofia di Doorway che pur mantenendo fortissime le sue radici in Italia è ora impegnata, anche forte dei risultati ottenuti fino a qui, in una strategia di espansione che sempre più guarda all’Europa come al mercato di riferimento.

Vediamo quindi i numeri che sono l’elemento di valutazione concreto che consente di comprendere le dimensioni quantitative e qualitative di una organizzazione, in questo caso di un investitore ed è Antonella Grassigli, che è stata anche nominata business angel dell’anno per il 2021 , a illustrare a Startupbusiness i numeri di Doorway.

“Abbiamo chiuso fino a oggi raccolte per 23 investimenti di cui tre sono attualmente in corso. Di questi 23 investimenti 18 sono su aziende con sede in Italia e cinque su aziende con sede all’estero. Abbiamo raccolto fino a ora un totale di 14,5 milioni di euro e prevediamo di chiudere il 2021 con una raccolta complessiva di 16 milioni di euro”.

Doorway è investitore sector agnostic quindi non ha una particolare specializzazione, questo è un elemento tipico dei modelli che mettono insieme diversi investitori con diverse competenze, come avviene per esempio anche con in gruppi di business angel: “Questa scelta è motivata dal desiderio di offrire ai nostri investitori una differenziazione del portafoglio il più ampia possibile – spiega Grassigli – , fino a oggi abbiamo investito in startup che operano nei settori del fintech, fashiontech, medtech, gender diversity, insurtech, proptech, life science, elettronica. Abbiamo raccolto capitali da 430 investitori di cui il 74% sono uomini, il 26% donne, il 92% italiani e l’8% internazionali, gli iscritti alla piattaforma al momento attivi sono 727. La durata media del periodo di raccolta per ogni operazione è di tre mesi e il ticket medio che abbiamo fino a ora rilevato è di 25 mila euro”.

L’operatività è gestita dal team di Doorway che è composto da 12 persone di cui 8 sono donne e 4 under 30 e si è concretizzata fino a oggi nelle operazioni che vedono protagoniste le startup tra cui:

ACBC con il premio di sostenibilità alla Montecarlo Fashion Week lo scorso maggio 2021, le partnership con Philippo Model, Save The Duck e Missoni e l’apertura dei flagship store ad Amsterdam e Pechino, ha un target di fatturato 2021 pari a circa 20 milioni di euro con un ebitda in crescita al 22%.

Mysecretcase che sta lavorando per consolidare il mercato italiano, avviare l’espansione internazionale e realizzare nuove categorie di prodotto, è stata premiata tra le 20 società più inclusive a livello globale dal Diversity Brand Index, conta oltre 300mila clienti soddisfatti​, con il 35% di clienti che hanno effettuato più di un acquisto e con un fatturato 2020 a 6,5 milioni di euro con ebitda al 10% e fatturato Q1 2021 a 2,5 milioni di euro ed ebitda al 22%.

Deliveristo : servizio attivo in 4 città, Milano, Roma, Torino, Bologna, con Verona in fase lancio, piano di consolidamento su mercato italiano ed espansione internazionale nel 2023-2024, investimenti in piattaforma tecnologica per agevolare la customer experience di clienti e fornitori, fatturato per la prima metà del 2021 a 900 mila euro.

Vitesy che ha avviato collaborazioni con A2A e Iren e con una multinazionale americana, si sta espandendo anche nei settori del farmaceutico e del wellness e stima di chiudere il 2021 con un fatturato di circa 810mila euro nonostante il problema del global chip shortage .

Renoon che partecipa al programma di accelerazione 500 Global con investimento da 1 milione di dollari, ha ricevuto il premio Angi per costume e società, finalizzato tre nuove partnership di affiliazione con: Etsy NL, Miinto NL, Matches Fashion, ha integrato e reso disponibili per gli utenti: Revibe, Paro Store, Artknit Studios e conta ottomila download della sua app fino a maggio 2021.

Abbiamo già avviato una serie di collaborazioni – aggiunge Barbara Avalle, COO di Doorway – , sia con molti investitori italiani sia con organizzazioni internazionali come l’israeliana OurCrowd e Business Angel Europe e siamo diventata società benefit da dicembre 2020. Quest’anno faremo il nostro primo bilancio di sostenibilità e coerentemente con questa scelta, abbiamo sviluppato un metodo proprietario di valutazione qualitativo del profilo ESG dei progetti che portiamo in piattaforma e quindi all’attenzione degli investitori”. È quindi questo un elemento in più che Doorway utilizza d’ora in avanti per selezionare le migliori startup da presentare alla sua community di investitori, criterio che affianca quelli che già sono stati applicati come la fase di evoluzione, il settore industriale, la solidità del team, le potenzialità di crescita e quelle di sviluppo internazionale.

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