Non è una coincidenza che il 15 aprile, giorno della nascita di Leonardo da Vinci sia la data scelta dal governo italiano per celebrare la Giornata del made in Italy. Il giorno successivo, il 16 aprile, a Boston, quell’eredità di creatività e ingegno si è tradotta in qualcosa di concreto: idee, capitali e visioni si sono incontrati sul palco dell’Innovation Day, appuntamento conclusivo degli STB Days – Science, Technology and Business Days. L’iniziativa, promossa dal Consolato Generale d’Italia, si è consolidata come uno dei principali momenti di connessione tra l’ecosistema dell’innovazione italiano e quello statunitense. Non solo una conferenza, ma una piattaforma operativa capace di mettere in relazione imprenditori, investitori, accademici e istituzioni.
Gli STB Days, giunti alla terza edizione, si distinguono per un approccio pragmatico: non limitarsi a discutere di innovazione, ma abilitarla concretamente. Il cuore dell’ultima giornata è stato il panel dedicato alle startup, coordinato da 42N advisor, la benefit corporation che supporta giovani imprese ad alto contenuto innovativo nel processo di ingresso e consolidamento nel mercato americano agendo così da ponte tra Italia e Stati Uniti, in collaborazione con Bocconi alumni community. Ad aprire i lavori il Console generale Arnaldo Minuti e Paolo Gaudenzi, figura di riferimento internazionale nel campo dell’ingegneria aerospaziale. “L’innovazione non avviene nell’isolamento, ma quando le idee circolano”, sottolinea Minuti, sintetizzando lo spirito dell’evento.
Startup in cerca di scala globale
Sette startup italo-americane hanno presentato i propri progetti a una platea composta da venture capitalist, family office e investitori istituzionali. Il livello qualitativo dei pitch ha evidenziato una tendenza chiara: l’innovazione italiana punta sempre più a modelli scalabili e orientati al mercato globale.
Tra i progetti presentati, Ada IQ affronta uno dei problemi più costosi del made in Italy: l’elevato tasso di fallimento dei nuovi prodotti nel settore fashion. Attraverso una piattaforma basata su intelligenza artificiale, integra dati di mercato e design per migliorare il processo decisionale prima del lancio.
Nel campo della cybersecurity, ai.Esra propone un approccio innovativo basato su un “gemello digitale” dell’organizzazione, capace di individuare vulnerabilità in tempo reale e ridurre drasticamente i tempi di analisi.
Sul fronte dell’intelligenza artificiale avanzata, Causify introduce la cosiddetta causal AI, che supera i limiti dei modelli basati su semplici correlazioni per analizzare relazioni di causa-effetto, fondamentali nei contesti decisionali complessi.
Altre realtà hanno affrontato sfide cruciali in ambito energetico e industriale: Lightsmith con le centrali virtuali distribuite, Osense con strumenti decisionali per CFO basati su simulazioni causali, Sunspeker con soluzioni innovative, applicabili in diversi campi anche militare, per rendere invisibili i pannelli solari, e Smart Structures Solutions con sistemi intelligenti per il monitoraggio delle infrastrutture critiche.
La partecipazione, oltre 120 professionisti tra investitori e operatori del settore, conferma il crescente interesse del mercato americano verso le startup italiane. Ma il valore degli STB Days va oltre i numeri. L’iniziativa, dicono i soci di 42N Ettore Santucci, Rob Dolci, Paolo Ciuccarelli e Francesco Rizzo Marullo “si sta trasformando in un vero e proprio modello di diplomazia dell’innovazione, capace di creare connessioni durature tra ecosistemi diversi ma complementari: da un lato il talento e la ricerca italiana, dall’altro il capitale e la capacità di scala del mercato statunitense. Boston ha dimostrato che questo ponte non è più solo un progetto, ma una realtà in evoluzione. E in questo scenario, l’Italia non è più spettatrice: è parte attiva di un futuro che si costruisce su entrambe le sponde dell’Atlantico”.
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