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Mamazen misura l’efficacia degli Startup Studio

Le startup create con la formula del venture builder dimostrano di crescere più rapidamente, valere di più e quasi dimezzare i tempi necessari per arrivare alla exit

25 Lug 2022

Ultimamente gli Startup Studio sono molto ricercati dai fondi di investimento. Denominati anche venture o company builder, gli Startup Studio sono costruttori di startup che vengono progettate per rispondere a specifiche esigenze del mercato, diversi da incubatori e acceleratori. In pratica gli Startup Studio servono a produrre, creare startup. Come funziona e cosa è uno Startup studio ne avevamo parlato in questo articolo.

Secondo i dati raccolti nel White Paper dello Startup Studio Mamazen, una startup in fase seed presenta un rischio di fallimento pari all’86% e un cash on cash return del 1052%. Lo Startup Studio invece, a fronte dello stesso cash on cash return, ovvero quello corrispondente alla fase seed, restituisce un tasso di fallimento medio del 40% (solitamente proprio di un round B). Secondo i dati del report Disrupting the Venture Landscape di GSSN (Global Startup Studio Network) inoltre, le startup prodotte da uno Studio performano meglio rispetto a quelle tradizionali, non solo in termini di tasso di successo, che passa dal 14% di una startup tradizionale al 40%, ma anche in termini di tempo necessario a raccogliere fondi e dunque raggiungere l’exit, che risulta di circa 4,3 anni contro gli 8 necessari alle startup tradizionali.

Ecco perché diversi investitori sono alla ricerca degli Startup Studio. Tra i fondi di rilievo che hanno iniziato a investire negli Startup Studio ci sono Foundry Group, che ultimamente ha guidato il finanziamento di serie C di RealWear; Bezos Expedition, che ha investito in innumerevoli casi di successo come AirBnb, Twitter e Uber per esempio; Sherpa Capital, che ha gestito più di 250 milioni di euro attraverso i fondi Special Situations e Private Equity. Alcuni poi, come il Vault Fund di Sarah Adams Anderson, sono nati proprio con l’obiettivo di investire negli Startup Studio.

Nel periodo storico che stiamo vivendo, dove tutti i maggiori studi rilevano che dagli investimenti del secondo trimestre di quest’anno le operazioni in early-stage continueranno a rappresentare la maggior parte delle operazioni nel 2022 – basti pensare che in Usa equivalgono al 50% dei deal e in Europa due accordi su 3 sono destinati proprio a società in early-stage (si veda qui) – gli Startup Studio rappresentano un modello che permette di “investire in early stage ma in una situazione in cui il rischio è mitigato”, come ha dichiarato Melissa Sesana Grajales, a capo di un family office e del fondo Asiri. Gli Startup Studio infatti forniscono l’opportunità di investire nella prima fase di vita di una azienda – da 0 a pre-seed – in maniera strutturata.

“Vista la mancanza di dati e revenue, l’investimento in una startup tradizionale in fase embrionale non può basarsi su elementi economici ma, inevitabilmente, su una valutazione soggettiva del team e del progetto presentato – prosegue Farhad Alessandro Mohammadi, CEO di Mamazen (qui la sua intervista per Startupbusiness) – Proprio a causa della mole di tempo e risorse necessaria all’attività di analisi e ricerca e soprattutto dell’imprevedibilità dei risultati, questo tipo di investimenti rappresenta per gli investitori un’attività molto rischiosa, una decisione guidata all’istinto. Scegliere di investire in uno Startup Studio vuol dire invece acquisire indirettamente una quota di tutte le startup che verranno create, disponendo così di un portafoglio diversificato di imprese già validate e con tasso di fallimento inferiore alla media”.

I vantaggi degli Startup Studio sono diversi. Si costruisce un’offerta sulla base di una reale esigenza di mercato: attraverso il monitoraggio costante di tendenze e bisogni del cliente target. La startup è costruita poi più velocemente, grazie a processi già collaudati dall’esperienza dei propri consulenti e alla creazione di un team con le giuste competenze e conoscenza del mercato di riferimento, in modo da avere una maggiore qualità del prodotto/servizio offerto. Infine il vantaggio scaturito nell’avere una maggiore stabilità di cash flow che consente a sua volta il reclutamento dei migliori talenti e tagli sui costi. (Photo by Startaê Team on Unsplash )

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