intervista

Tot, la banca digitale per startup, PMI e professionisti

La fintech italiana è fondata da Doris Messina e Bruno Reggiani, è finanziata da The Techshop, Banca Sella e Ulixes Capital Partners e offre servizi bancari

Pubblicato il 09 Feb 2024

Doris Messina e Bruno Reggiani, co-fondatori di Tot

Startup, PMI, professionisti, questo il mercato a cui guarda Tot, la fintech che propone servizi bancari, finanziari e contabili pensati per le aziende di piccole dimensioni: “il nostro target principale sono le realtà che hanno circa 10 dipendenti”, dice a Startupbusiness la CEO e co-fondatrice Doris Messina.

Tot è operativa dall’aprile del 2022 e a fondarla insieme a Messina che ha esperienza nel mondo bancario avendo lavorato per molti anni in Banca Sella, c’è Bruno Reggiani che invece ha sviluppato le sue competenze proprio nel mondo fintech con anche una passione per il venture capital. Reggiani ha guidato la fintech tedesca Penta nella sua avventura italiana .

Tot fornisce una serie di servizi a partire dal conto corrente per includere pagamenti, contabilità, appoggiandosi a Banca Sella, che è anche azionista della fintech: “abbiamo scelto di partire con una struttura leggera con la configurazione di agenti in attività finanziaria, e quindi appoggiandoci a una banca esterna, al fine di essere sia pienamente compliant con la normativa, sia estremamente flessibili, veloci e fornire i nostri servizi a costi che risultano essere competitivi per i clienti a cui ci rivolgiamo – aggiunge Messina – il nostro obiettivo è quello di colmare quel gap di mercato che vede le piccole aziende come un cliente atipico che non è quindi né la grande organizzazione né il privato e che quindi spesso le banche tradizionali tendono a guardare con meno attenzione, con Tot abbiamo costruito un servizio pensato proprio per loro, per semplificare loro la vita, per rispondere alle esigenze che effettivamente una piccola impresa italiana ha sia dal punto di vista bancario, si contabile, con anche un certo livello di integrazione con i flussi fiscali”.

In pratica quindi Tot opera di concerto con istituti bancari, ha in programma di aggiungere altri fornitori accanto a Banca Sella, e di renderli fruibili tramite una piattaforma interamente digitale ai clienti del target di riferimento “Tot è oggi esempio del concetto di banking-as-a-service – spiega Reggiani che è COO della startup – siamo una tech company che offre un servizio fintech che comprende il conto corrente, l’accesso al cassetto fiscale, la possibilità di leggere le fatture, la gestione dei pagamenti come Riba, F24, bonifici, le carte di credito, e anche il deposito contante grazie proprio all’accordo con Banca Sella e le sue filiali”.

Banca per startup, PMI e professionisti

I servizi di Tot che conta oggi circa tremila clienti sono offerti con tre formule a pacchetto che comprendono un certo numero di transazioni e che sono calcolate su base mensile: “il pacchetto Essentials è quello entry level e ha un costo di 7 euro al mese più Iva con la possibilità di disdire in ogni momento e di avere 30 giorni di prova – illustra Reggiani -, poi c’è il pacchetto Plus da 15 euro al mese, sempre più iva che comprende i servizi di amministrazione e poi il pacchetto Premium che costa 39 euro al mese  cui sempre serve aggiungere l’Iva, che è pensato per i team, quindi per strutture che hanno una maggiore organizzazione anche nella gestione degli aspetti contabili e amministrativi”.

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Fino a oggi la startup ha raccolto investimenti complessivi per sei milioni di euro sia in equity sia in debito e ha tra i suoi soci, oltre ai due co-fondatori, anche The Techshop  , la già citata Banca Sella, il fondo Ulixes Capital Partners (già investitore di aziende come Contents.com e Cubbit) e un business angel che ha molta esperienza nel fintech: Paolo Galvani che è stato co-fondatore di Moneyfarm.

Tot ha oggi uno staff di circa 20 persone, ha i suoi uffici a Milano e punta a consolidare il suo posizionamento come riferimento per i servizi finanziari, bancari, contabili per le piccole imprese, startup comprese, e i professionisti: “il nostro obiettivo per i prossimi mesi è continuare a crescere sul mercato italiano – aggiunge la CEO – abbiamo in programma di aprire un round serie A verso la fine dell’anno e di lavorare anche con il mondo delle associazioni oltre che intercettare le circa 500mila partite iva che ogni anno aprono nel nostro Paese”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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