Gianluca D’Agostino, Raffaele Terrone, David Clarke, Luca Ascani, Martin Olczyk, Davide Dattoli, Joe Zadeh, Francesco Zaccariello e Giorgio Tinacci, business angel attivi dall’Italia, compaiono nella Top 50 investors & lenders collegata alla Sifted 100: Southern Europe 2026, la classifica che ordina le startup e scaleup dell’Europa meridionale a maggiore crescita dei ricavi. Chiariamo subito che non si tratta di una classifica dei “migliori angel italiani”. Sifted misura altro: conta quante società della Sifted 100 sono nel portafoglio degli investitori e, a parità di numero, considera la crescita media dei ricavi delle partecipate. Ma proprio per questo il dato è interessante. Dentro una leaderboard dominata da fondi VC, acceleratori, operatori pubblici e network strutturati, entrano anche investitori individuali.
La classifica investors & lenders parte quindi dalle cento società della Sifted 100 Southern Europe 2026 e guarda a chi le ha finanziate. Il criterio principale è il numero di startup presenti nella classifica che ciascun investitore ha in portafoglio. La tabella riporta poi l’average CAGR, cioè la crescita media annua composta dei ricavi delle società partecipate, e l’average rank, la posizione media occupata da quelle società nella Sifted 100.
La distinzione conta. Un investitore può salire perché ha molte società in classifica, anche se non tutte nelle prime posizioni. Oppure può avere poche partecipate ma molto alte nel ranking. È il caso di Joe Zadeh, 44esimo nella Top 50 investors & lenders, con due società in portafoglio nella Sifted 100, Lexroom e Jet HR, ma con average rank pari a 3. Lexroom è seconda nella classifica generale, Jet HR quarta.
Tra gli angel italiani il primo per posizione è Gianluca D’Agostino, decimo nella leaderboard, con cinque società: Qomodo, Tot, Trustfull, Contents e Axyon AI. Seguono Raffaele Terrone, sedicesimo con quattro partecipate, e David Clarke, venticinquesimo con tre. Luca Ascani è ventisettesimo, Martin Olczyk trentatreesimo, Davide Dattoli quarantunesimo. Chiudono il gruppo Joe Zadeh, Francesco Zaccariello e Giorgio Tinacci, tutti con due società in portafoglio nella Sifted 100.
| Business angel | Posizione nella Top 50 | Startup Sifted in portafoglio | Average CAGR | Average rank |
| Gianluca D’Agostino | 10 | 5 | 114,96% | 60 |
| Raffaele Terrone | 16 | 4 | 191,39% | 29 |
| David Clarke | 25 | 3 | 350,63% | 11 |
| Luca Ascani | 27 | 3 | 313,98% | 30 |
| Martin Olczyk | 33 | 3 | 148,67% | 40 |
| Davide Dattoli | 41 | 3 | 63,27% | 71 |
| Joe Zadeh | 44 | 2 | 846,48% | 3 |
| Francesco Zaccariello | 47 | 2 | 675,41% | 10 |
| Giorgio Tinacci | 50 | 2 | 443,79% | 7 |
Le ricorrenze aiutano a leggere la rete dei deal. Qomodo compare nei portafogli di Gianluca D’Agostino, Luca Ascani e Giorgio Tinacci. Jet HR in quelli di David Clarke, Luca Ascani, Joe Zadeh e Giorgio Tinacci. Lexroom unisce Joe Zadeh e Francesco Zaccariello. TextYess ricorre nei portafogli di Raffaele Terrone, David Clarke e Francesco Zaccariello. È una fotografia parziale, ma non irrilevante. La leaderboard ha un limite chiaro: non misura i ritorni, non indica gli importi investiti e non distingue tra chi ha guidato un round e chi vi ha partecipato con un ticket minore. Il suo valore è un altro: permette di leggere la dinamicità dell’angel investing e la capacità di alcuni investitori individuali di intercettare presto società che poi entrano tra le startup a maggiore crescita dell’Europa meridionale.
Qui sta il dato utile. Il capitale investito dagli angel resta diverso da quello dei VC: è più piccolo, spesso più rapido, più legato alla reputazione personale e alla prossimità con i founder. Ma quando funziona, può arrivare prima.
La presenza di nove business angel italiani nella Top 50 investors & lenders di Sifted va letta così, non come medaglia individuale, ma come segnale di una componente del mercato che si sta professionalizzando: investitori individuali che costruiscono portafogli, intercettano founder nelle fasi iniziali e, almeno in alcuni casi, finiscono accanto ai nomi più strutturati del venture capital dell’Europa meridionale.

Chi sono i nove angel
I nove profili mostrano quanto sia variegato l’angel investing. Per sua natura l’angel non è un investitore professionale in senso stretto: investe capitale proprio, spesso in modo informale, e porta nei deal esperienza, rete e prossimità ai founder. Nella lista convivono founder, manager tech, imprenditori seriali, operator di acceleratori e investitori attivi anche attraverso club deal o network organizzati.
Gianluca D’Agostino è fondatore e managing partner di The Techshop , società di venture capital con sede a Milano. Prima di passare alla gestione di un fondo, ha operato come angel investor, sostenendo decine di startup europee e collaborando con reti di business angel e società di venture capital. In passato ha guidato anche deal insieme a Italian Angels for Growth e Club degli Investitori, come nel caso AppQuality.
Raffaele Terrone è co-founder di Scalapay e oggi CEO di Desia, startup AI per la finanza. Si presenta come angel investor attivo con oltre 20 società in portafoglio. Il suo profilo è quello del founder angel: imprenditore fintech che investe in altre società early stage, portando soprattutto esperienza su prodotto, fundraising e crescita internazionale. Non emerge, dalle fonti consultate, un’appartenenza formale a un club di angel.
David Clarke arriva dal software enterprise. È stato CTO di Workday, dopo l’acquisizione di Cape Clear, e oggi opera anche come venture partner di Frontline Ventures e senior advisor di Acadian Ventures. Nella Sifted leaderboard compare come angel, ma il suo profilo è più internazionale che italiano: un operator-investor con forte esperienza in HR tech, SaaS e scaling di team prodotto e tecnologia. Nel round di Jet HR è citato tra gli investitori privati internazionali, accanto a Joe Zadeh.
Luca Ascani è fondatore e CEO di Lambda Alpha, investment company focalizzata su investimenti seed. Nel round pre-seed di Jet HR è citato tra gli angel e fondatori italiani presenti nell’operazione. Il suo caso sta a metà tra angel investing personale e veicolo di investimento strutturato: non emerge come membro di un network di angel, ma come investitore che opera attraverso una propria piattaforma.
Martin Olczyk managing director dell’esperienza di Techstars a Torino (terminata a febbraio 2026), dove ha guidato programmi di accelerazione, dopo esperienze in altri accelerator program tra Berlino e Amsterdam. Nella leaderboard è classificato come angel. Il suo profilo porta dentro la lista una componente diversa: non solo fondatore angel, ma accelerator operator con attività di investimento e advisory, soprattutto su startup tech e B2B. Non risultano, dalle fonti pubbliche trovate, collegamenti formali con club deal italiani.
Davide Dattoli è fondatore di Talent Garden e co-fondatore e chairman di Mirai. Come angel dichiara di avere investito in oltre 20 società, tra cui Bending Spoons, WeRoad e Will Media. È anche presente sul sito del Club degli Investitori con una scheda dedicata. Il suo profilo è quello del founder angel con forte esposizione all’ecosistema digitale italiano: formazione, community, spazi, startup e ora anche investimenti early stage.
Joe Zadeh è stato uno dei primi dipendenti di Airbnb, dove ha lavorato per circa dieci anni fino a ruoli di prodotto senior, tra cui VP Product e Head of Airbnb Experiences. Oggi si occupa di consulenza e investimenti. È tra gli angel citati nei round di Jet HR e Lexroom. Anche qui non emerge un’appartenenza formale a un club italiano; il dato rilevante è piuttosto il profilo da operator globale entrato in alcuni deal italiani ad alta crescita.
Francesco Zaccariello è fondatore di eFarma e oggi managing director di Atida Italy. Netcomm lo indica come imprenditore e business angel, parte dal 2023 del Club degli Investitori. Nella leaderboard Sifted compare con Lexroom e TextYess. Nel round pre-seed di Lexroom è citato tra gli angel investor, insieme a Joe Zadeh e altri investitori individuali.
Giorgio Tinacci è fondatore e CEO di Casavo, società proptech nata nel 2017. Come angel compare nel round pre-seed di Jet HR e nella leaderboard Sifted con Jet HR e Qomodo. Il suo profilo è quello del founder che reinveste in startup vicine per fase e modello: tecnologia, marketplace, fintech e strumenti per imprese. Non risulta, dalle fonti consultate, un’appartenenza pubblica a un’associazione di angel. (foto di Mathieu Stern su Unsplash)
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