La società robotica cinese Ubtech sceglie l’Italia per entrare in Europa

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Ubtech, produttore di robot umanoidi con sede a Shenzhen e quotato alla Borsa di Hong Kong dal dicembre 2023, prepara l’ingresso in Europa scegliendo l’Italia come trampolino di lancio. 

Tiger Wang, vice direttore generale della divisione consumer robot, spiega intervenendo a un evento organizzato dalla Camera di Commercio Italiana in Cina (CICC) che l’azienda intende avviare un “progetto pilota significativo” nel nostro Paese, con piena attenzione al rispetto delle normative europee. 

“Voglio che l’Italia sia il nostro primo caso di successo in Europa”, dice Wang. Ubtech mira a collaborare con case automobilistiche italiane, Università di primo piano, istituti sanitari e persino operatori telecom, oltre a sviluppare applicazioni logistiche in magazzini e catene industriali. L’azienda è aperta al contributo di consulenti che possano supportarne la strategia.

Tiger Wang, vice direttore generale della divisione consumer robot, illustra la strategia di Ubtech

Perché proprio l’Italia? 

Dal 2025 Ubtech ha consegnato oltre mille unità del suo robot umanoide Walker S, firmando contratti per 1,2 miliardi di RMB in Cina (circa 156 milioni di euro). Tuttavia, Wang riconosce che i bassi costi del lavoro frenano l’adozione della robotica nel Paese. 

In Europa, invece, salari più alti rendono l’automazione più conveniente: “In Cina la manodopera costa meno di un robot. In Italia, Francia o Canada, il prezzo di un robot equivale allo stipendio annuo di un lavoratore”, spiega. 

L’Italia offre un mix di settori industriali solidi, centri di ricerca avanzati e una tradizione artigianale. Ubtech intravede opportunità nella logistica – movimentazione pallet, trasporto scatole e mansioni ripetitive – e nel supporto sanitario. Wang sottolinea che i robot non intendono sostituire il lavoro artigianale, ma liberare i lavoratori da “mansioni pesanti e usuranti”. 

L’azienda valuta anche l’apertura di un centro europeo a Milano o Roma per localizzare operazioni e raccolta dati, nel rispetto delle regole UE. Il modello di governance dei dati di Ubtech garantisce che i proprietari degli scenari di applicazione mantengano la piena titolarità, con dati anonimizzati usati solo per ricerca. 

In Italia, la società promette di raccogliere e conservare i dati localmente. Per i robot consumer integra modelli linguistici cinesi come Qwen di Alibaba, mentre l’accesso agli LLM statunitensi resta limitato.

Il robot umanoide Walker S2 di Ubtech

Capacità tecniche e limiti 

La piattaforma proprietaria Visual-Language-Action (VLA) consente ai robot di svolgere compiti strutturati e prevedibili, come trasportare e posizionare oggetti. L’efficienza attuale è intorno al 50%, con l’obiettivo di superare l’85% entro due anni grazie a sensori tattili più evoluti. 

Per motivi di sicurezza, i robot si muovono lentamente negli spazi condivisi. La manipolazione fine resta una sfida: distinguere consistenze o pesi è ancora difficile. Ubtech lancerà a breve unità semi-umanoidi su ruote, pensate per la logistica e più economiche.

Inoltre, la fusione con Zhejiang Fenglong Electric, annunciata nel dicembre scorso, punta a ridurre i costi del 50% entro il 2027 e migliorare i ritorni sugli investimenti nei mercati ad alto reddito. 

Wang ribadisce che non tutte le applicazioni richiedono la forma umanoide completa: la chiave sarà costruire un ecosistema di centri di ricerca, reti di manutenzione e partner industriali.

Il ruolo delle risorse umane 

Gli esperti intervenuti al panel della camera di commercio sottolineano che l’adozione della robotica non è solo una questione tecnica o economica, ma anche umana. Cultura aziendale, coinvolgimento tempestivo del dipartimento di risorse umane e compliance sono cruciali quanto il design ingegneristico.

Rosanna Terminio, partner di Asecorp China e ricercatrice nell’ambito dell’interazione uomo-robot, evidenzia che il coinvolgimento delle risorse umane nelle fasi iniziali è decisivo per favorire l’accettazione dei lavoratori. L’esclusione porta a cali di morale e resistenze. La trasparenza e la co-progettazione delle postazioni di lavoro sono essenziali per preservare autonomia e motivazione. 

Gianluca Giorgi, esperto di automazione e vicepresidente della EUCCC South China Board, ricorda che i robot umanoidi devono essere visti come strumenti di supporto, non sostituti. Richiedono cicli di addestramento di sei-dodici mesi e funzionano meglio in ambienti strutturati, liberando i lavoratori da compiti pesanti e ripetitivi. L’introduzione comporta sfide e opportunità, stimolando la riqualificazione professionale e la creazione di nuove figure di operatori e controllori.

Un momento dell’incontro presso Ubtech, da sinistra Laura Priore, avvocato di Wang Jing & GH Law Firm e data protection officer, Rosanna Terminio, partner di Asecorp China e ricercatrice nell’ambito dell’interazione uomo-robot e Gianluca Giorgi, esperto di automazione e vicepresidente della EUCCC South China Board

Sfide legali e normative 

Laura Priore, avvocato di Wang Jing & GH Law Firm e data protection officer, ribadisce che la compliance deve essere integrata fin dall’inizio. 

Le fabbriche che usano robot trattano inevitabilmente dati dei lavoratori, soggetti al General Data Protection Regulation (GDPR) europeo e alla Personal Information Protection Law (PIPL) cinese. “Bisogna chiarire quali dati si raccolgono, per quanto tempo e con quali finalità”, spiega. In ambito occupazionale il consenso non è sempre valido, quindi servono basi giuridiche alternative. 

Nei trasferimenti transfrontalieri occorrono accordi e valutazioni d’impatto. Priore avverte che i flussi UE-Cina possono richiedere clausole contrattuali e registrazioni presso le autorità citando il precedente della sanzione a OpenAI in Italia per carenze su accuratezza e correzione dei dati. 

La sua conclusione è netta: la conformità non è un dettaglio burocratico, ma una necessità strategica. Senza tutele legali, le aziende rischiano sanzioni e danni reputazionali (le immagini sono dell’autore).

Nota per il lettore: Questo articolo è concesso in licenza ai sensi della licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC BY-ND 4.0), che consente la ridistribuzione con l’indicazione della fonte ma senza modifiche 

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