Space tech

Primo Space compie un anno e investe in Sidereus

Il fondo specializzato in space tech fa il suo primo bilancio con 6 investimenti e annuncia il round da 1,5 milioni di euro sulla napoletana Sidereus Space Dynamics

11 Ott 2021

Primo Space, il fondo di venture capital specializzato in investimenti nella new space economy, ha completato il suo primo anno di vita, demmo qui annuncio della sua nascita conseguendo traguardi importanti in termini di raccolta di capitali e operazioni di investimento. Il fondo ha raggiunto una dimensione complessiva di 85 milioni di euro tramite le ultime operazioni di fundraising e l’avvio di un fondo parallelo dedicato agli investimenti in Italia. 

“Primo Space chiude il suo primo anno di attività con sei operazioni di investimento, fornendo un supporto concreto all’ecosistema dell’industria spaziale in Italia e in Europa. L’ultima operazione riguarda Sidereus Space Dynamics ed evidenzia la possibilità di far emergere efficacemente il talento all’interno del nostro ecosistema, allineandoci al livello di velocità e ambizione che oggi caratterizza il mercato internazionale della space economy”, dice a Startupbusiness Raffaele Mauro, partner di Primo Space. 

Primo Space è ancora nel suo periodo di raccolta che si concluderà il 5 dicembre 2021 e si proietta come uno dei pochi fondi specializzati al mondo, il primo in Europa continentale, specializzato nell’industria spaziale di nuova generazione. La space economy è un settore in rapida crescita che sta attirando capitali e talento su scala globale con un impatto in molteplici industrie che vanno dai servizi legati a internet alla logistica, dalla lotta al cambiamento climatico alle assicurazioni, dall’agricoltura di precisione al monitoraggio delle infrastrutture, dalla sicurezza alle telecomunicazioni, senza contare le ricadute indirette per via dello sviluppo di tecnologie e materiali ad alta performance. Primo Space si colloca nel nodo di crescita fondamentale di questo settore, impiegando il suo capitale per la crescita di startup che stanno trasformando un mercato che, secondo Morgan Stanley, raggiungerà i mille miliardi di dollari di dimensione entro la fine del decennio. 

Nel corso del primo anno Primo Space ha concluso 6 operazioni di investimento, collocando complessivamente 8,1 milioni di euro di capitale. Le società supportate sono le seguenti: AIKO Space, società torinese che sviluppa algoritmi di intelligenza artificiale per rendere le missioni spaziali sempre più autonome (qui la notizia ) ; Leaf Space, società basata a Lomazzo (Como) attiva nel settore delle ground station per satelliti di piccole dimensioni ; Pangea Aerospace, società spagnola che produce un motore per razzi del tipo aerospike in stampa 3D e un sistema di rientro per piccoli lanciatori ; Astrocast, società svizzera che sta costruendo una costellazione di satelliti per IOT e oggi quotata alla borsa di Oslo nel segmento Euronext Growth (ticker ASTRO) e Caracol, società di Lomazzo, Como, che sviluppa tecnologie di manifattura additiva tramite supporti robotici ed è attiva nel settore della stampa 3D industriale di componenti ad alta performance.

Il più recente investimento di Primo Space, congiuntamente con CDP Venture Capital-Fondo Italia Venture II, riguarda Sidereus Space Dynamics, realtà napoletana focalizzata su tecnologie innovative per il trasporto spaziale, che si impegna nello sviluppo del lanciatore orbitale EOS, sfruttando la miniaturizzazione e la standardizzazione delle parti e dei processi produttivi e mirando a una riduzione dei costi di trasporto. Primo Space ha realizzato un co-investimento di 1,5 milioni di euro, al fine di supportarne i piani di espansione commerciale nell’ambito dell’industria aerospaziale. 

Il team di Sidereus è giovanissimo, il fondatore ha 20 anni. Un investimento di questo taglio su un team così giovane in Italia credo è un fatto importante ma non è l’età che fa la differenza quanto la competenza del team di Sidereus che sta appunto lavorando ai veicoli EOS, caratterizzati da dimensioni ridotte, che strano alti 1/10 rispetto ai lanciatori convenzionali, sono dotati di sistemi di volo e sicurezza all’avanguardia e operabili da qualunque luogo nel mondo in poche ore. EOS sarà in grado di lanciare carichi nello spazio, svolgere attività in orbita e di procedere al recupero di microsatelliti.

La ricerca e sviluppo del primo dei tre prototipi, EOS “Caronte”, è culminata con la sua realizzazione e sperimentazione nel dicembre 2020 permettendo di raccogliere dati essenziali per l’avvio della fase successiva. Con il round seed da 1,5 milioni di euro sarà possibile proseguire lo sviluppo del secondo prototipo, EOS “Virgilio” e verrà portata a compimento, nel corso dei prossimi 18 mesi, una campagna di test a intensità crescente che spazieranno dalle accensioni statiche dei motori fino ad arrivare all’esecuzione di voli a bassa quota. Lo sviluppo avverrà all’interno di una nuova facility sperimentale in corso di realizzazione da parte dell’azienda sul territorio italiano e con uno sguardo ad un futuro sito di lancio nazionale.

Mattia Barbarossa, Ceo, Cto e fondatore di Sidereus annuncia in una nota: “La new space economy è molto più di una semplice tendenza, in questi anni siamo davanti a un periodo storico estremamente significativo per il nostro futuro. Sono proprio le tecnologie che le aziende del settore oggi stanno sviluppando quelle che ci consentiranno di compiere nei prossimi anni il ‘salto planetario’, tuttavia, gli sforzi attuali per lo sviluppo di sistemi di lancio orbitali sono tutti basati sugli approcci tecnologici di 60 anni fa. Per tale ragione stiamo lavorando a EOS che definiamo ‘il personal computer dei veicoli spaziali’, un veicolo piccolo, ma incredibilmente versatile. I moderni veicoli di lancio, anche quelli in sviluppo attualmente, sono comparabili a supercomputer, di grandi capacità e dimensioni ma presenti solo nelle stanze di qualche grande università o centro di ricerca sparso per il mondo. Ciò ne restringe fortemente l’utilizzo e decisamente non in applicazioni quotidiane, a causa degli alti costi e dei lunghi tempi d’attesa. Quello che stiamo invece creando è uno strumento che potrà essere dispiegato da qualunque luogo nel mondo, nel giro di qualche ora e in totale sicurezza e. Una tecnologia capace di andare e tornare dall’orbita anche più volte al giorno, e di offrire potenzialmente a chiunque la libertà di accedere allo spazio, attualmente solo con microsatelliti, in un futuro prossimo, molto di più. Così come i personal computer negli anni ‘80 hanno consentito la creazione di internet, le cui implicazioni erano all’epoca impensabili, anche uno strumento capace di dare a tutti la libertà di compiere il volo spaziale potrebbe avere implicazioni inimmaginabili”.

Raffaele Mauro aggiunge: “Il mercato dei lanciatori sta attraversando una fase di profonda trasformazione, e Sidereus si inserisce in questa corrente con un piano ambizioso di ricerca e sviluppo. Primo Space ha deciso di puntare su un team giovane e altamente competente per poter realizzare in Italia un pezzo del futuro della space economy”. “Sidereus racchiude al suo interno uno spiccato know how tecnico accompagnato da una forte visione strategica dei fondatori. Supportare un’eccellenza così innovativa del Mezzogiorno ci rende particolarmente orgogliosi –  sottolinea Francesca Ottier, responsabile Fondo Italia Venture II – Fondo Imprese Sud di CDP Venture Capital Sgr – La ricerca e lo sviluppo di tecnologie abilitanti per l’aerospazio in Italia sono in forte crescita ed è strategico supportarle per garantire la competitività di questo settore anche a livello internazionale”.

L’obiettivo è quello di completare l’intero programma di sviluppo entro il 2024 e inaugurare i primi voli orbitali commerciali del terzo e ultimo prototipo EOS “Beatrice”. Sidereus Space Dynamics è stata fondata nel 2019 da Mattia Barbarossa assieme a Luca Principi, co-fondatore e Coo, e Massimiliano Masciarelli, co-fondatore e Cfo.

Primo Space è gestito da tre general partner, Matteo Cascinari, Raffaele Mauro e Giorgio Minola, coadiuvati da un team di analisti focalizzati sulla selezione e il supporto delle imprese in portafoglio. La struttura opera sotto l’ombrello di Primo Ventures e si avvale della consulenza e capacità di due diligence del suo advisor tecnico-scientifico esclusivo Fondazione E. Amaldi.

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