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ViennaUp 2024: impatto, deeptech, società, ambiente

Il Festival delle startup organizzato nella capitale austriaca si conferma come uno degli eventi più dinamici in Europa e diventa sempre più internazionale

Pubblicato il 09 Giu 2024

L'Home Base della ViennaUp in Karlsplatz

ViennaUp si conferma l’evento tech europeo più creativo, forte del suo modello organizzativo unico che coinvolge per molti giorni (l’edizione 2024 si è svolta tra il 3 e il 9 giugno, quella del prossimo anno sarà un po’ anticipata ed è in programma tra l’8 e il 16 maggio 2025) diversi luoghi della città che vengono ‘occupati’ da eventi organizzati in modo indipendente da varie organizzazioni che sono parte dell’iniziativa.

La capitale austriaca diviene così la città dello Startup Festival con presenze da tutto il mondo, letteralmente, e con una crescita, in termini soprattutto qualitativi che ha fatto significativi passi avanti rispetto alla prima edizione post-pandemia del 2021.

L’evento che fa un po’ da perno all’intero programma, oltre alla cosiddetta Home Base che ogni sera accoglie i partecipanti nel mezzo del parco di Karlsplatz, è il Connect Day ospitato dalla camera di commercio austriaca e collettore di investitori, startup, imprese che da tutto il mondo arrivano a cercare opportunità perché è proprio la creazione di opportunità il filo conduttore degli eventi che, sotto l’ombrello di ViennaUp e della Vienna Business Agency, si dipanano durante la settimana.

Connect Day, organizzato in collaborazione con Austrian Business Agency, l’agenzia del governo federale che si occupa di agevolare gli imprenditori, comprese le startup, che intendono esplorare le possibilità che l’Austria offre in termini di internazionalizzazione, possibilità che si concretizzano nell’arrivare in un mercato molto sensibile all’innovazione e a temi come l’impatto ambientale e l’inclusività sociale, nello stabilire una presenza solida in un Paese di lingua tedesca che diviene punto di partenza per poi espandere il business anche nel resto della cosiddetta area DACH (quindi Germania e Svizzera) e avamposto anche per avere un punto di vista preferenziale verso tutti i mercati dell’est europeo e non solo.

L’ecosistema

Il Connect Day si apre con l’evento degli investitori e da qui si inizia a comprendere quanto la settimana delle startup viennese avrà successo e la presenza di investitori internazionali quest’anno era piuttosto nutrita e non solo per via del desiderio di conoscere meglio l’ecosistema locale e per incontrare anche gli imprenditori internazionali presenti al Festival ma anche perché vi è una crescita significativa del livello di collaborazione tra investitori austriaci e non, soprattutto europeo (ma su questo punto torneremo perché indiscrezioni anticipano che presto vi saranno interessanti annunci sul tema ). Non nasconde la sua soddisfazione Arnaud Béasse (con cui parlammo già nel 2022 ) che è il managing director di Invest Austria, l’associazione austriaca del private capital che racchiude investitori e veicoli di investimento: dai business angel al private equity passando per il venture capital: “il 2023 è stato un anno d’oro per l’andamento degli investimenti in imprese innovative in Austria – dice a Startupbusiness – e il 2024 è partito pure bene con il lancio della FlexCo (la nuova formula societaria varata dal governo austriaco pensata per le startup di cui abbiamo scritto qui ) e col fatto che in vista delle prossime elezioni politiche che si terranno in Austria in autunno si sta lavorando a una proposta in sette punti da sottoporre al nuovo governo, proposta che stiamo definendo in queste settimane e che naturalmente renderemo pubblica presto finalizzata a dare ulteriore spinta agli investimenti in imprese innovative in Austria e a supportare la nascita e la crescita delle stesse anche in termini di sviluppo di mercato e internazionalizzazione”.

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Quale è lo scenario dell’ecosistema startup attuale? Secondo i dati di ABA e dell’Austrian Startup Monitor 2023 oggi sono 30mila le persone che lavorano presso le startup, il 41% delle startup austriache è già profittevole, il 30% delle startup austriache ha team di fondatori con sia uomini sia donne, il 17% delle startup austriache ha fondatori che provengono dall’estero. I principali settori sono l’information technology e il software che pesa per il 30%, lifescience che vale il 14% del totale, consumer good per il 10%, tecnologie industriali per il 9%, energia e mobilità per il 7%, di queste il 13% ha progetti green impact, il 14% social impact, il 26% sia green sia social impact, questo anche grazie alla crescente attenzione degli investitori verso lo sviluppo di innovazioni a impatto ambientale e sociale, si registra infatti che almeno il 25% degli investimenti nel 2023 sia andato a favore di startup di questo tipo, contro il solo 3% del 2022. Altro dato è quello relativo alla tipologia dei fondi che hanno investito in startup austriache, qui appare fondamentale il ruolo dei veicoli di investimento pubblico che partecipano a oltre la metà (52%) dei round con i VC che figurano nel 13%, i business angel nel 28%, i fondi europei nel 18%.

Scenario confermato anche da Markus Raunig, chairman di AustriaStartup, l’associazione che realizza anche l’Austrian Startup Monitor, il quale dice: “Oggi in Austria le cose stanno crescendo bene ma abbiamo ancora un problema culturale, le startup non sono viste ancora pianamente come un fenomeno capace di creare vero valore sia economico, sia sociale, sia ambientale, serve un’accelerazione di consapevolezza in tal senso, spesso faccio un paragone con quanto avvenuto quando il Paese ha deciso di diventare una potenza globale nello sport dello sci, ecco allora si decise di portare l’attività sportiva invernale nelle scuole per renderla diffusa e aiutare a formare quelli che poi sono diventati i campioni di questo sport, bisognerebbe fare lo stesso ora con le startup”. AustriaStartup è un’associazione no-profit che lavora tutto l’anno per rendere l’ecosistema sempre più forte: “notiamo che gli investitori sono sempre più attenti ai temi del deeptech e dell’impatto sociale e ambientale e i numeri lo confermano e siamo anche consapevoli che, benché vi sia ancora molto da fare, la direzione presa, anche con il coinvolgimento della politica, è quella giusta”.

Una direzione che piace anche alle startup internazionali, sono ormai molte quelle che arrivate dall’estero hanno messo radici in Austria proprio grazie ai programma di Austrian Business Agency e di Vienna Business Agency, ne scrivemmo già gli anni scorsi nei report da ViennaUp nel 2022 e nel 2023, e la tendenza si conferma, per esempio Nicolas Borrero Pabon che si occupa delle attività internazionali della startup italiana Fybra che ha sviluppato un sistema per migliorare la qualità dell’aria in ambienti chiusi ha approfittato dello startup package di Vienna Business Agency per sviluppare il business qui essendo già presente anche in Germania e anche Go Suzui, co-fondatore della giapponese Godot che innova nell’ambito della gestione dei dati sanitari e dell’accesso ai servizi sanitari e che in Giappone ha già raccolto 4,5 milioni di euro di investimenti e occupa 31 persone, ha scelto proprio Vienna come sua base europea.

Inclusione e impatto

Proprio nella direzione dell’impatto sociale e ambientale altri due eventi che hanno animato la settimana della ViennaUp: quello organizzato da Female Founders e intitolato Lead today. Shape tomorrow che si è svolto presso il MAK, il museo delle arti applicate di Vienna, e quello denominato Impact Days che si è svolto presso il complesso dell’Hofburg a due passi dal museo di Sissi, dalla Rathaus, sede del comune di Vienna, e dal parlamento federale.

Lead today. Shape tomorrow ha avuto un grande pregio, si è trattato di un evento organizzato per dare forza all’imprenditorialità femminile e c’è riuscito in pieno, almeno l’80% dei partecipanti era donna con investitrici, imprenditrici, esperte, manager, accademiche da tutto il mondo: Austria, Italia, Lettonia, Stati Uniti, Francia, Germania, Polonia solo per nominare alcuni dei Paesi maggiormente rappresentati. Il programma di questo evento ha avuto anche un altro pregio: non è stato pensato per gli esperti del settore, per coloro che di startup sanno già, per coloro che sanno come funziona un investitore, cosa sono incubatori e acceleratori, sanno tutto dell’intelligenza artificiale e di come si accede ai fondi pubblici, no è stato pensato per essere accessibile a tutti, o meglio a tutte, proprio con lo scopo di dare forza alla diffusione di quella cultura di cui parlava anche Raunig. Impact Days pura ha puntato molto sull’aspetto culturale dell’innovazione, questo è stato un evento maggiormente trasversale ma di grande valore contenutistico, ci sono state anche le sezioni dedicate alle startup e a come gli investitori sono sempre più attenti all’impact investment ma ci sono state anche sessioni del tutto sorprendenti come quella dedicata all’innovazione e al finanziamento del giornalismo. Ecco per la prima volta il giornalismo è stato trattato come fosse un settore dell’innovazione, perché il giornalismo è a tutti gli effetti impatto sociale. Il giornalismo è elemento fondamentale del sistema democratico e come esso deve essere considerato e sostenuto. L’evento ha visto la partecipazione di Sebastian Klein, co-fondatore di Neue Narrative, Blinkist e Karma Capital basati a Berlino, di Maribel Königer, direttore della comunicazione, giornalismo e media della ERSTE Foundation di Vienna, Sameer Padania di Macroscope basato a Londra e Martin Kotynek direttore e fondatore di Media Forward Fund di Vienna.

Due ulteriori eventi vale la pena segnalare tra i tantissimi che animano il programma dello startup festival viennese: quello che di fatto apre i lavori il primo giorno, la Startup World Cup che nel suo capitolo locale si propone di selezionare e premiare la vincitrice della pitch competition che porta a casa 50mila euro e la possibilità di competere alla finale globale della competition, titolo che quest’anno è andato alla startup lifescience Cellectric Biosciences che si propone di innovare la medicina di precisione tramite una tecnologia per la manipolazione elettromagnetica delle cellule.

Associazione Assai

Il secondo evento invece è accaduto durante ViennaUp quasi per caso ma è significativo che si sia svolto proprio in quei giorni ed è l’evento che ha sancito la nascita di Assai, l’Associazione per gli scambi scientifici Austria Italia. L’iniziativa, presentata nei locali dell’Ambasciata d’Italia nella capitale austriaca che coincidono con quelli dello storico Palazzo Metternich.  Assai riunisce gli accademici e i ricercatori italiani che vivono e lavorano in Austria che di fatto rappresentano la più grande comunità dopo quella austriaca e quella tedesca, e nasce dal lavoro dell’addetto scientifico dell’Ambasciata Amedeo Staiano, iniziato a fine 2022 su iniziativa del precedente capo missione, Ambasciatore Stefano Beltrame, e proseguito con identica determinazione dall’Ambasciatore Giovanni Pugliese il quale secondo lo Statuto dell’Associazione, ricopre nella sua veste istituzionale il ruolo di Presidente Onorario.

L’Austria, paese con investimenti in ricerca che superano il 3% del PIL e in costante crescita, è un ecosistema scientifico di grande attrazione per i ricercatori italiani. L comunità dei ricercatori italiani in Austria è la terza dopo quella austriaca e quella tedesca, quindi è la prima comunità scientifica non germanofona del Paese. Ci sono pertanto ottimi presupposti, come ha affermato l’Ambasciatore, perché l’associazione Assai costituisca un asset ad alto potenziale di impatto nella diplomazia scientifica tra i due Paesi. Assai giocherà pertanto un ruolo fondamentale nella promozione della cooperazione interuniversitaria e degli scambi scientifici tra Italia e Austria, operando in particolare come piattaforma/think-tank per favorire le ricadute nei sistemi scientifici italiano ed austriaco delle esperienze e buone pratiche realizzate e promosse dagli associati.

All’evento hanno partecipato i rappresentanti di tre enti di ricerca italiani vigilati dal MUR: Maria Chiara Carrozza, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Antonio Zoccoli, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e Caterina Petrillo, presidente di Area Science Park.

“L’Austria è un partner strategico per l’Italia e, in particolare, per le istituzioni scientifiche e dell’innovazione del Friuli Venezia Giulia – dichiara in una nota Park Caterina Petrillo – . L’Associazione Assai sarà uno strumento utile per rafforzare le già numerose collaborazioni tra i due Paesi, in particolare nel settore delle grandi infrastrutture di ricerca per lo studio dei materiali. Tra gli esempi più rilavanti ricordiamo i progetti Horizon Europe, Impress e Riana, nel settore della microscopia, oltre alla pluriennale e consolidata collaborazione con Elettra Sincrotrone Trieste e l’infrastruttura Ceric-Eric”.

Molto nutrita e rappresentata la comunità dei ricercatori italiani presenti, circa 150, e numerosi anche i rappresentanti del mondo della ricerca e dell’università per l’Austria, tra cui: la direttrice generale per la Ricerca Scientifica e per gli Affari Internazionali del ministero dell’Istruzione, della Scienza e della Ricerca, Barbara Weitgruber, il presidente dell’Austrian Science Fund (FWF) Christof Gattringer, i Magnifici Rettori della Technische Universität Wien Jens Schneider e della Wien Universität Sebastian Schütze, il presidente dell’International Institute for Applied System Analysis (IIASA) Hans Joachim Schellnhuber, la vicepresidente dell’Accademia delle Scienze d’Austria (ÖAW) Ulriche Diebold, il direttore dell’Institute for Subatomic Physics (SMI) Stefan Meyer, Eberhard Widmann e il direttore dell’Institute for High Energy Physics (HEPHY), Jochen Schieck.

Tra gli italiani presenti che lavorano in Austria e che sono intervenuti durante i lavori anche Saverio Carpentieri dell’Università di Innsbruck, Roberto Cerbino dell’Università di Vienna, Silvia Dallabrida che si occupa di finanziamenti alla ricerca, Maria Teresa Ferretti di Syntropic Medical, Angelo Nuzzo della FFG Austrian Research Promotion Agency, Caterina Vizzardelli dell’Università di Medicina di Vienna, Alberta Bonanni prorettrice dell’Università J.Kepler di Linz, Gaia Novarino, vicepresidente dell’Institute of Science and Technology Austria ISTA (che è anche co-fondatrice di due startup ), Maria Sibilia direttrice dell’Istituto di Ricerca sul Cancro dell’Università di Medicina di Vienna, Alfredo Soldati, direttore dell’Istituto di Fluidodinamica e Termodinamica della TU Wien, Giulio Superti-Furga, direttore del Centro di Medicina Molecolare CeMM di Vienna. (foto Vienna Business Agency)

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