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Investire 10mila euro: scopri le diverse possibilità per far crescere il tuo capitale e quali sono le opportunità migliori a basso rischio

Esistono diverse modalità per investire diecimila euro: dai buoni del tesoro fino alle startup, variano i rendimenti e i livelli di rischio

Aggiornato il 19 Lug 2023

In un clima incerto dei mercati capire come investire 10mila euro, ciò i propri risparmi, o una parte di essi,  è fondamentale per proteggere il valore del proprio capitale. La scelta di un investimento può essere complessa, ma è importante considerare i rischi e le opportunità che esso porta.

Ci sono diverse modalità di investimento disponibili per una somma di diecimila euro. Ogni opzione ha i suoi rendimenti e livelli di rischio associati.  Di seguito una panoramica delle principali opzioni di investimento, ma dobbiamo ricordare che è sempre consigliabile consultare un consulente finanziario prima di prendere decisioni di investimento.

  • Buoni del Tesoro – I buoni del tesoro sono titoli di stato emessi dal governo italiano. Sono considerati un investimento sicuro poiché lo stato è considerato un debitore affidabile. I rendimenti dei buoni del tesoro dipendono dalla durata del titolo e dalle condizioni di mercato.
  • Azioni – Investire in azioni significa acquistare quote di una società. Le azioni possono essere acquistate tramite una banca o un intermediario finanziario. I rendimenti delle azioni possono variare notevolmente e sono influenzati dalle performance dell’azienda e dalle fluttuazioni di mercato. Gli investimenti in azioni sono generalmente considerati più rischiosi rispetto ad altre opzioni.
  • Fondi comuni di investimento – I fondi comuni di investimento sono gestiti da professionisti finanziari che investono i fondi dei partecipanti in una varietà di attività finanziarie come azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari. I rendimenti dei fondi comuni di investimento dipendono dalle performance degli investimenti sottostanti.
  • Obbligazioni –  Le obbligazioni sono titoli di debito emessi da enti governativi o aziende. Gli investitori acquistano obbligazioni prestando denaro all’emittente e ricevendo interessi in cambio. Le obbligazioni sono considerate meno rischiose rispetto alle azioni, ma i rendimenti possono essere inferiori.
  • Investimenti immobiliari – Investire in immobili può essere una buona opzione a lungo termine. Puoi acquistare una proprietà per affittarla o per rivenderla in futuro. Gli investimenti immobiliari possono offrire rendimenti stabili, ma richiedono una somma iniziale significativa e comportano costi di gestione.
  • Investimenti in startup – Investire in startup può essere rischioso ma potenzialmente redditizio. Puoi partecipare a programmi di crowdfunding o investire direttamente in startup. Tuttavia, è importante valutare attentamente le opportunità e comprendere i rischi associati a questo tipo di investimento.

Investire 10mila euro: i prodotti finanziari

Se si desidera investire 10.000 euro invece di lasciarli sminuire a causa dell’inflazione, la soluzione ottimale consiste nel trovare prodotti finanziari che garantiscano un  rendimento. Naturalmente, è sempre importante considerare la categoria di rischio: i prodotti meno redditizi saranno anche meno rischiosi e viceversa.

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Trattandosi di 10.000 euro, l’investimento più performante sarà quello relativo a categorie di investimento a basso rischio.

Investire 10mila euro in BFP e BTP

I buoni fruttiferi postali (BFP) sono una particolare tipologia di titolo di Stato che garantisce la restituzione del capitale con eventuali interessi dopo un determinato periodo e vengono allocati esclusivamente da Poste italiane.

Il rendimento maggiore di solito si ha se i BFP vengono mantenuti fino alla scadenza, proprio per l’aumentare degli interessi.

Nella pratica sono considerati sicuri, non tanto per il fatto che possono essere ritirati in qualsiasi momento – perdendo però gli interessi – quanto invece per lo Stato che attraverso CDP (Cassa depositi e prestiti) si fa garante dei BFP.

Poi hanno una tassazione favorevole (12,5% anziché 26%) rispetto ad altri investimenti. Da tener presente che l’imposta di bollo annuale è obbligatoria (34,20 euro) per un valore superiore ai 5.000 euro, e che non sono soggetti alle oscillazioni del mercato.

I buoni del Tesoro poliennali (BTP) invece sono titoli di Stato che hanno un rendimento maggiore rispetto ai BFP. I BTP funzionano come un credito verso lo Stato.

I 10mila euro, quindi, è come se venissero “prestati” allo Stato. Tra le variabili da considerare in fase di acquisto di un BTP c’è sicuramente quella del guadagno netto: ovviamente la percentuale del rendimento deve essere rapportata con il guadagno che ci si aspetta.

Bisogna tener presenti le spese di acquisto, ovvero la commissione che si paga per comprare alcune tipologie di BTP e le tasse sulla cedola.

Anche in questa tipologia la tassazione è del 12,5% su ogni guadagno. Da considerare anche le imposte sulla plusvalenza (sempre tassate al 12,5%), ovvero quando si decide di rivendere il proprio BTP a un prezzo superiore rispetto a quello iniziale.

La BTP 2051, che propone un investimento con scadenza a quasi 30 anni, fa sì che, a differenza dei BFP (con scadenza massima di 10 anni), sia garantito nel lungo periodo un buon incremento del capitale, anche avendo investito inizialmente somme relativamente piccole.

Entrambi consistono in tipologie di investimento a basso rischio, proprio perché per perdere il proprio investimento, lo Stato dovrebbe andare in default.

Investire 10mila euro in oro e materie prime

Per quanto riguarda invece l’oro e le materie prime (es. diamanti e argento), non è previsto un interesse fisso, proprio perché sono soggetti all’andamento del mercato. Allo stesso modo, sono beni che difficilmente incorrono in una certa svalutazione, proprio perché non sono sottoposti alle stesse dinamiche di mercato cui rispondono le valute legali come euro o dollaro, ecc.

Sono beni che non possono essere soggetti a crisi globali di vario genere per la loro natura che li rende limitati sul Pianeta.

Investire 10mila euro nel settore immobiliare

Se con un patrimonio di 10.000 euro non si può prevedere di acquistare immobili di un certo valore, allontanandosi dai centri città verso l’hinterland dei medesimi si possono trovare comunque diverse occasioni.

Altra ipotesi potrebbe essere la stipula di mutuo e quindi tale patrimonio consisterebbe nell’anticipo di un finanziamento più alto per l’acquisto di un immobile dal valore superiore rispetto ad uno di 10.000 euro di partenza.

Quest’ultimo potrebbe risultare un’ottima strategia di investimento, in un attuale periodo dove il fenomeno della disurbanizzazione e del remote working è in crescita.

Acquistare quindi oggi un immobile in una zona periferica (es. in campagna o borghi) potrebbe rivelarsi all’indomani un ottimo investimento a lungo termine.

Non solo, ma anche nel breve: se infatti la zona è interessante per un motivo turistico, l’immobile lo si potrà trasformare in un B&B, affittarlo come casa vacanze o renderlo un home restaurant, mettendolo così a rendita.

Un’ultima opzione è quella di investire i 10.000 euro in immobili in grandi città o anche in immobili lussuosi tramite REIT cioè real estate investment trust, società che acquistano e vendono immobili a livello mondiale, funzionando come se fossero azioni e permettendo anche di diversificare il portafoglio.

Investire 10mila euro in Startup

Investire 10.000 euro in startup rientra nella categoria ad alto rischio, proprio perché tali aziende operano nel mercato del venture capital (appunto “capitale di rischio”), realtà che molto spesso non raggiungono il successo. Si può investire sia direttamente in una startup come business angel o investor angel oppure tramite fondi di venture capital.

I 10.000 euro corrisponderanno a una quota di partecipazione nell’azienda. Anche in questo caso la strategia migliore sarà quella di investire in diverse startup, dopo aver fatto un’attenta analisi e valutazione sulle startup cui si desidera investire, studiando il settore, il team ed il progetto.

Inoltre il guadagno o ROI avverrà sempre nel lungo termine, ovvero quando la startup si avvierà in una exit o in una IPO (in genere entro i 10 anni dalla sua fondazione), oppure quando la quota di partecipazione avrà raggiunto un valore maggiore rispetto ai 10.000 euro investiti in partenza, potrà essere venduta direttamente ad un altro investitore.

Anche se considerato un investimento ad alto rischio, potrebbe essere sempre promettente, qualora la startup scelta si riveli in futuro una Facebook, Amazon, Apple, Satispay, Dropbox, Canva, ecc.

Investire in crowdfunding

Si possono investire 10.000 euro in una startup anche attraverso le piattaforme online di Crowdfunding. La differenza è che, mentre l’investimento diretto in una startup avviene tramite networking, ovvero tramite la conoscenza di soci, investitori o fondi che investono nella fase iniziale della startup, l’investimento tramite equity crowdfunding non ha bisogno del “passa parola”.

Anche in questo caso si tratta di un investimento ad alto rischio. Per di più il rischio è maggiore rispetto ad un investimento diretto in startup, proprio perché non si avrà a disposizione il know-how di un fondo o investitore che conosce già il settore di riferimento o i fondatori.

Ovviamente il crowdfunding non riguarda investimenti solo in startup, ma anche in altre attività, come per esempio progetti artistici, organizzazioni no profit, progetti ambientali e sociali.

Percentuali di crescita di un investimento da 10K

Le percentuali di crescita nell’investire 10.000 euro dipendono da diversi fattori come il tipo di investimento (BTP, BFP, materie prime, immobiliare, ecc.), il periodo di tempo e le condizioni di mercato.

Le percentuali di crescita ovviamente dipendono anche dal grado di rischio dell’investimento.

Per esempio, per avere un’idea delle percentuali di crescita sui BTP e BFP, è necessario tenere conto del tasso di interesse corrente. Se il tasso di interesse su un BTP è del 2% e si mantiene l’investimento per un anno, si potrebbe ottenere un rendimento di circa 200 euro (2% di 10.000 euro).

Diverso invece è il discorso per il mercato immobiliare, oro e materie prime, dove fattori quali località geografica (per l’immobiliare) e domanda e offerta possono influenzare il rendimento. Entrambe però mostrano una tendenza all’apprezzamento nel lungo periodo. Lo stesso vale per gli investimenti in startup, la cui crescita può dipendere anche da eventuali aumenti di capitale degli investitori, o da un rallentamento per le strategie e scelte sbagliate di business dei fondatori.

Costi nell’investire 10.000 euro

Gli investimenti prevedono sempre dei costi associati, come:

  • Commissioni di intermediazione (es. di una banca o broker)
  • Spese di custodia: ovvero di mantenimento del capitale presso cui è depositato
  • Spese di gestione: come i costi per una piattaforma di crowdfunding
  • Imposte: come le aliquote fiscali o le imposte sui guadagni di capitale
  • Spese legali: per esempio, se trattasi di startup, per la revisione di documenti contrattuali o accordi di investimento

I costi associati agli investimenti devono sempre essere presi in considerazione, in quanto influenzano il rendimento del capitale investito.

Investire 10.000 euro riducendo i rischi

Per ridurre i rischi di un investimento che può essere di un valore di 10.000 euro è sempre bene tenere a mente alcune strategie. La più importante ed elementare è quella della diversificazione.

In questo caso vorrebbe dire distribuire i 10.000 euro su diverse tipologie di attività e quindi, ad esempio, parte in BFP, parte in BTP, parte nel settore immobiliare e materie prime e in startup, in quest’ultimo caso passando per il crowdfunding data la quota rimanente e diversificata: non più i 10.000 euro di partenza.

In questo modo, se una delle tipologie subisce una performance negativa, e quindi avviene una perdita di una parte di quei 10.000 euro, le altre potrebbero compensare tale perdita.

Investire 10.000 euro quindi in categorie a basso rischio, come quelle elencate, significa che il rendimento non volerà alto, ma almeno non si incorrerà in una perdita dell’investimento totale. Così, investire in maniera diversificata anche una parte dei 10.000 euro in una startup, in caso di successo, si potrà ottenere un rendimento sino all’1×2, ovvero pari al doppio dell’importo iniziale investito, o 3x, 4x e così via.

In tutti i casi è sempre meglio fare valutazioni disponendo di tutte le informazioni necessarie e magari anche chiedendo il supporto di un professionista, inoltre tutti gli investimenti sono soggetti all’andamento dell’economia, per esempio gli indici dei tassi di interessi bancari e l’inflazione e a tassazione che varia molto a seconda della tipologia, dalla tassazione sul capital gain agli incentivi per chi investe in startup.

Questo articolo non intende proporsi come un contenuto che propone suggerimenti all’investimento ma semplicemente come uno sguardo sulle diverse possibilità che vi sono le quali vanno poi opportunamente approfondite sulla base del livello di rischio che si vuole ottenere e l’ammontare che si intende investire.

(Foto di Mathieu Stern su Unsplash )

Articolo originariamente pubblicato il 25 Mag 2023

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