Investire in startup con il syndicate investing e l'equity crowdfunding
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Cos’è il syndicate investing e il ruolo dell’equity crowdfunding

Investire in startup è stata per lungo tempo un’attività riservata agli investitori esperti. Da qualche tempo, e grazie sia a nuovi strumenti sia a una maggiore cultura diffusa sulla opportunità e sui rischi legati a questo tipo di investimenti, questo specifico mercato è diventato più accessibile a chiunque lo desideri. I portali di equity crowdfunding permettono a tutti di investire anche partendo da poche centinaia di euro, anche se, va ribadito, che l’investimento in questa nuova asset class resta da considerare ad alto rischio ed è pertanto necessario conoscere il funzionamento e il ciclo di vita di una startup e applicare una corretta logica di diversificazione, per aumentare le possibilità di ritorno.

Un modo per diminuire questo rischio e per accrescere le potenzialità dell’investimento è permettere a tutti di partecipare a round guidati da investitori esperti. Per chi investe in startup è quindi un valore significativo quello di poter contare sulla partecipazione di investitori esperti (i cosiddetti lead investor) alla governance della società. Spesso le startup strutturano i round in modo che agli investitori vengano offerte quote senza diritto di voto, che non consentono di partecipare quindi alle decisioni importanti della società. Anche nel caso di sottoscrizione di quote con diritto di voto, infine, si tratta sempre di minoranze quasi irrilevanti.

Il co-investimento con lead investor oltre a garantire che la negoziazione con l’azienda è fatta da investitori esperti, allinea gli interessi di tutti gli investitori di minoranza in un unico patto, il syndicate, che permette inoltre l’accesso a maggiori informazioni sull’andamento della società e quindi consente di prendere decisioni informate sui futuri round.

I numeri del syndicate investing nel mondo spiegano il motivo per cui questo modello funziona, basti pensare che la sola AngelList, piattaforma che permette di costruire syndicate di soli investitori accreditati (ovvero con determinati requisiti patrimoniali o di reddito) ha raccolto oltre 600 milioni di dollari.

“Crediamo molto in questo modello, che rende possibile la convivenza di investitori esperti e investitori retail. L’equity crowdfunding ha democratizzato gli investimenti in startup rendendoli accessibili al pubblico e questa è una cosa fantastica, soprattutto in Italia dove soffriamo una forte scarsità di investitori istituzionali e invece c’è abbondanza di capitali privati. Tuttavia chi conosce bene questa asset class conosce i rischi e sa che c’è bisogno di esperienza per valutare le opportunità d’investimento” – spiega a Startupbusiness Matteo Masserdotti, CEO di Two Hundred – “Finalmente rendiamo possibile a tutti l’investimento in round altrimenti inaccessibili, grazie all’utilizzo di best practice tipiche del venture capital e del network di lead investor che stiamo creando”.

Del modello di syndicate investing applicato alle operazioni di seed capital si parla in modo approfondito il giorno 5 aprile in un incontro (qui il link per registrarsi), moderato da Emil Abirascid, direttore di Startupbusiness e in collaborazione con Fintech District, Two Hundreds e Digital Magics, volto ad affrontare la tematica degli investimenti in seed e venture capital in Italia, applicando logiche di sistema e regole comuni a tutti gli operatori. Il dibattito sarà aperto da Innocenzo Cipolletta, presidente del Fondo Italiano d’investimento il quale fornirà un outlook sulla situazione del venture capital in Italia dal punto di vista del maggior co-investitore italiano in qualità di gestore di Fondi di fondi e Fondi di investimento diretti in venture capital, e continuerà approfondendo le reali opportunità offerte dall’utilizzo di piattaforme online di investimento con i rappresentanti delle principali associazioni di Business Angel italiane: Italian Angels for Growth, Iban e Club degli Investitori e con la partecipazione di rappresentanti di incubatori, fondi di venture capital, veicoli d’investimento e portali di equity crowdfunding.

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Pubblicato il:

30 marzo 2018

Categorie:

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