Se Cipro diventa Singapore con le startup

Peter Lazou e l’innovazione mediterranea

E se Cipro diventasse come Singapore? Ad avere questa visione è Peter Lazou, imprenditore internazionale con esperienza in campo finanziario, investitore, mentore. Peter ha origini cipriote, è nato a Londra e ha vissuto e lavorato in tre continenti, oggi tra si suoi progetti c’è anche quello di portare il suo contributo per fare crescere l’ecosistema dell’isola di cui Startupbusiness ha parlato qui.

lazouLa carriera di Peter inizia con lo sviluppo di tecnologie e applicazioni per migliorare il processo di acquisto delle automobili, tecnologia che viene acquisita da Ford per tutti i principali mercati europei. Questa prima esperienza di successo che si è tradotta in una exit importante ha trasformato Lazou in investitore, ma egli stesso ammette che in quel periodo, tra il 1997 e il 2000, egli fu vittima della sua stessa arroganza perché pensando di sapere già tutto sul mondo delle startup si è presto reso conto che non era così, e questa lezione gli è costata parecchi quattrini, quelli investiti in aziende che non sempre hanno ottenuti i risultati previsti. A quel punto ha ricominciato come imprenditore lavorando a nuove tecnologie sempre il mondo delle automobili proponendo soluzioni tecnologiche a tutti i principali costruttori, a un sistema innovativo per il rifornimento di contante ai bancomat e a sistemi per la sicurezza con la nascita di Group4Securior, tornando così nuovamente in possesso di sufficiente denaro per ritentare la strada dell’investitore. Lo ha fatto spostandosi in Asia, in Malesia e a Singapore e lavorando anche nel settore finanziario e delle banche.

Oggi Peter lavora su diversi progetti e continua a fare il venture builder, quindi a investire in idee e persone che ritiene potenzialmente interessanti ed è tornato a Cipro. “Inizialmente sono rientrato per motivi personali non con l’idea di lavorare qui, ma di lavorare semplicemente da qui, ma le cose hanno subito preso una piega imprevista perché ho trovato uno scenario in crescita e ho capito che il mio contributo poteva essere importante, ho iniziato così a investire soldi e tempo e sono oggi considerato uno dei fondatori dell’ecosistema delle startup”.

Cipro e le startup


lazou-grafico“Oggi a Cipro, i termini startup, imprenditore, acceleratore, investitore per molti sono solo buzzword, sono ancora pochi quelli che capiscono il senso e la portata del fenomeno. Ed è per questo che il momento è fondamentale per creare le giuste condizioni anche culturali e dare vita a strumenti che in modo efficace siano in grado aiutare gli imprenditori potenziali a crescere”. Sull’isola ci sono già alcune iniziative e ci sono anche i talenti (Cipro è tra i Paesi al mondo con il maggior numero di laureati, nella fascia di popolazione tra i 25 e i 34 anni è prima in una classifica – vedi grafico apparso originariamente sul Corriere della Sera il 10 settembre 2016 – in cui l’Italia è ultima) ed è perciò ancora più urgente che l’ecosistema prenda forma.

“A Cipro oggi la gente guarda molto al modello di Tel Aviv, ma non è sufficiente a mio avviso fare il copia e incolla di un modello, ciò che dobbiamo fare è spingere soprattutto sul modello culturale in modo che si inizi ad acquisire la consapevolezza che bisogna pensare e fare le cose in modo nuovo e se proprio dobbiamo trovare un modello da copiare io sceglierei quello di Singapore dove negli ultimi 50 sotto la guida di Lee Kuan Yew (il fondatore della moderna città stato morto a marzo del 2015, ndr) è stata perseguita una politica di sostegno allo sviluppo dell’innovazione e dell’impresa innovativa che si è dimostrata assai efficace e capace di produrre valore, noi qui a Cipro al momento ci limitiamo a dare qualche incentivo fiscale”.

I progetti messi in pista da Lazou

Peter Lazou è il direttore di Founder Institute a Cipro che egli stesso definisce come il principale idea-stage accelerator al mondo e che sull’isola ha vissuto un successo immediato creando in meno di un anno 11 nuovi imprenditori formati e sette startup: “il programma è molto rigido ed è pensato per individuare coloro che veramente sono imprenditori nell’animo e stiamo lavorando bene visto che oggi il chapter di Cipro è tra i primi al mondo e a ottobre apriamo le nuove application”. Ma il progetto forse più innovativo al quale Lazou sta lavorando è Pitch60 , un pratica si tratta di una app mobile che consente a chiunque lo desideri di investire in startup. Il progetto è stato pensato con lo scopo di avvicinare più persone alle opportunità offerte dalle startup ed è studiato come se fosse un gioco, quindi molto semplice da usare e gestire. Pitch60 utilizza concetti basati sulla blockchain criptata che permette di utilizzare sia bitcoin sia qualsiasi altra valuta per effettuare investimenti e, per dare ancora maggiore forza al messaggio di divulgazione che la app porta con sé, essa è stata associata a un reality show online che si ispira alla serie tv Dragons Den. “Ciò che vogliamo fare non è tanto raccogliere soldi ma proporre l’intero ecosistema di Cipro come se fosse una startup e con Pitch60 coinvolgere tutti in questo processo al fine di accrescere la sensibilità”. Lo show si chiama Impossible pitch ed è realizzato da Impossible Works  in collaborazione con Digital Tree. Tra gli altri progetti che l’imprenditore cipriota segue ci sono un community space a Malta, una innovation academy a Bucarest, un programma per migliorare le prestazioni sportive di persone come i ragazzi da 7 a 17 anni, coloro che devono fare riabilitazione e le popolazioni dove non esiste ancora il facile accesso allo sport e il Virtual Bank Game.

“Cipro è una sfida – afferma Peter i cui genitori sono ciprioti, è nato a Londra e a vissuto tantissimi anni a Singapore – ma è uno dei tre posti nel mondo che considero casa e investire qui è per me importante, considerando anche che da qui posso seguire tutti i miei progetti nel mondo, non devo essere in un luogo fisico specifico per poter lavorare a tutte le mie venture. Qui bisogna lavorare sulla cultura, sulla consapevolezza ma anche sul mentoring e ci serve una grande storia di successo che possa fungere da esempio da un lato e da cassa di risonanza dall’altro”.

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Contributor: Maria Matloub
D’animo imprenditoriale, ama costruire community e parla quatto lingue. La sua passione per gli scenari futuri si accompagna alle attività quotidiane di design e organizzazione. Attraverso spazi digitali e fisici, prodotti e sistemi, crea storie ed esperienze per migliorare la vita delle persone.

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Pubblicato il:

13 settembre 2016


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