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Giuste competenze e relazioni chiare, l'importanza del team per le startup

In uno studio pubblicato da Noam Wasserman, professore associato dell’Harvard Business School, intitolato “The Founder’s Dilemmas” (The Founder’s Dilemmas: Anticipating and Avoiding the Pitfalls That Can Sink a Startup - Princeton University Press, 2012 è parte della “Kauffman Foundation Series on Innovation and Entrepreneurship) e basato su una ricerca durata più di dieci anni che raccoglie dati raccolti da circa 10mila fondatori di aziende e quattromila startup emerge un dato illuminante sulla percentuale di fallimento dovuta a problemi interpersonali tra i soci fondatori delle startup. Lo studio rileva che il 65% (Gorman e Sahlman – 1989 - hanno suggerito che i problemi interpersonali tra i fondatori genera il 65% dei fallimenti nei portfoli dei Venture Capital. Kaplan e Stromberg – 2004 - hanno dimostrato che il 61% dei rischi previsti dai VC risiede proprio nelle tensioni all’interno del team di fondatori) delle startup ad alto potenziale, cioè quelle appetibili per il round A di investimento, fallisce per tensioni interpersonali all’interno del team. Tali tensioni sono tipicamente classificabili in tre macro categorie: 1) problemi relazionali; 2) problemi riguardanti l’assegnazione dei ruoli e del processo decisionale; 3) problemi di ricompensa (tensioni durante la suddivisione dell’equity).

In un’intervista dello stesso Noam Wasserman per Bloomberg Businessweek (http://www.businessweek.com/articles/2012-04-02/people-problems-sink-most-startups) emerge che una delle aree principali per la ricerca di co-fondatori è la cerchia delle proprie amicizie. Wasserman, dati alla mano, afferma che nella maggior parte dei casi una scelta di questo tipo è in realtà poco remunerativa per due semplici motivi: 1) quando si ha a che fare con la propria cerchia di amicizia si presuppone che la mappa di fiducia sociale sia replicabile anche nel mondo professionale ma questa corrispondenza non è sempre verificata; 2) in questa specifica situazione spesso si è portati a non approfondire le competenze tecniche possedute da ciascun amico come invece si farebbe con un semplice conoscente o estraneo. Tale leggerezza sarebbe poi alla base della scarsità di adeguate competenze tecniche del team imprenditoriale.

Secondo un articolo pubblicato da EI “Entrepreneurial Insights” (http://www.entrepreneurial-insights.com/why-do-startups-fail/) uno dei motivi principali di fallimento dei progetti imprenditoriali è proprio legato a lacune presenti all’interno dei team di fondatori. Scarsa flessibilità, competenze tecniche non adeguate e competenze “soft” non in sintonia sono alla base della grande maggioranza di fallimenti delle startup.

Nella lista dei 13 motivi per i quali una startup fallisce nel primo periodo di vita, pubblicato da George Deeb per Forbes (http://www.forbes.com/sites/georgedeeb/2013/09/18/the-unlucky-13-reasons...), appare come ragione “Unincentivized or Unmotivated Team (/companies/team/)”.

Ecco che quindi avere un team coeso e adeguatamente preparato dal punto di vista tecnico rappresenta un vero e proprio vantaggio competitivo.

Eric Muli, contributor per il magazine Entrepreneur nel suo articolo There is no “I” in startup: The importance of having a solid Team (http://www.entrepreneur.com/article/229995) racconta della sua esperienza nel creare un team per la sua avventura imprenditoriale e la definisce come una grande sfida.

Quindi la domanda è: come si possono valorizzare adeguatamente queste osservazioni e creare da zero un vero A-Team?

Eggup, www.eggup.net, si propone di rispondere in modo preciso a questa esigenza. Le competenze tecniche certamente sono un driver importante che guiderà l’ideatore nella scelta delle risorse da inserire nel proprio progetto imprenditoriale, ma un driver altrettanto importante da considerare sono le competenze soft che tali risorse posseggono per natura. Il modo di esprimersi e comportarsi e le attitudini caratteriali contribuiscono alla creazione di un importante bagaglio che sarà molto utile in situazioni di forte pressione per scelte o milestone da rispettare.

Eggup rende la scelta di co-fondatori o collaboratori più semplice da effettuare poiché si basa, grazie al suo algoritmo di matching, sull’analisi delle personalità di ciascun membro del team. Questo consente dunque la possibilità di valutare anche un nuovo innesto per una compagine già formata, osservando l’indice di potenziale, ossia un valore numerico compreso tra 0 e 100 che esprime la qualità e l’efficacia del teamwork.

Cristian De Mitri è CEO di Eggup

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Pubblicato il:

01 settembre 2014

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